INDIGNAZIONE E VERGOGNA

L’Aquila in rivolta: «disprezzo e pena per Iurato»

Tutte le reazioni

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3933

L’AQUILA. La reazione è di sbigottimento ma anche «di pena e di disprezzo».
I familiari delle Vittime della Casa dello Studente dell'Aquila sono sotto choc per l'intercettazione in cui l'ex prefetto della città, Giovanna Maria Iurato, dice di aver riso pensando alla sua finta commozione durante la visita, appena nominata prefetto, davanti allo studentato dove morirono 8 ragazzi nel sisma del 2009.
«Se questi sono gli uomini dello Stato bisogna trovarne altri. Questi soggetti rappresentano solo fame di potere. Non sono rappresentanti delle istituzioni», afferma Antonietta Centofanti, rappresentante dei Familiari delle Vittime della Casa dello Studente. Le nuove risate sul sisma dell'Aquila, dopo quelle dell'imprenditore Francesco Maria Piscicelli («Io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro al letto»), «sono l'esempio dell'ennesima situazione mediatica che ha scandito questo nostro tempo durissimo - racconta Centofanti -. La più crudele e pazzesca è questa del prefetto Iurato; la più tragica quella messa in atto dalla Commissione Grandi Rischi su ordine di Guido Bertolaso».
«La lettura delle intercettazioni dell'ex prefetto Iurato mi ha colpito al punto da provocarmi un forte e doloroso senso di nausea»: così commenta, in una nota, l'assessore comunale Stefania Pezzopane, all'epoca del terremoto presidente della Provincia dell'Aquila. «Ancora una volta si dimostra che L'Aquila e il terremoto sono stati trattati da troppi come macabro teatrino dove fingere dolore e improvvisare lacrime, strumentalizzando bambini e vittime. Noi, che invece abbiamo pianto davvero, proviamo ribrezzo, oltre che rabbia, per quanto ci tocca ancora sopportare».
«Ci sto malissimo», ha commentato invece il sindaco Massimo Cialente. «La verità è una: mi sto accorgendo, a mano a mano che escono retroscena della vicenda aquilana, che abbiamo avuto tanta gente a lavorare con noi ma nessuno è entrato fino in fondo in questo dramma. Anche alla luce di altre intercettazioni (da Piscicelli a Bertolaso) ciò che emerge», dichiara Cialente, «é la solitudine di questa comunità».
«La Iurato dovrebbe trovarsi nei nostri panni, allora sì che capirebbe cosa vuol dire piangere lacrime vere», commenta invece Annamaria Cialente, che ha perso il figlio nel crollo della Casa dello studente. «Ci siamo contornati di gente che dovrebbe vergognarsi.
«Questo è un fallimento per le istituzioni che hanno individuato nella dottoressa Iurato il rappresentante del Governo che avrebbe dovuto servire e aiutare una città martoriata, che lottava e lotta per la sopravvivenza». Così il Siulp dell'Aquila. «Non vogliamo credere che il rappresentante del Governo, mandato all'Aquila per servire e proteggere la cittadinanza, possa avere effettivamente pensato ciò che le parole intercettate lascerebbero intendere. Ci aspettiamo chiarimenti e rettifiche da parte del prefetto Iurato rispetto gli articoli apparsi sulla stampa, perché da uomini delle istituzioni, quali siamo, non potremmo mai accettare che i nostri vertici abbiano gravemente insultato dolore e le lacrime che segnano i visi degli aquilani».