IL CASO

Pescara, stamattina interrogatorio in carcere per il ‘bombarolo’ Di Santo

Stava pensando di ‘attaccare’ il Parlamento

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PESCARA. E' previsto per questa mattina l'interrogatorio in carcere, a Pescara, di Roberto Di Santo.
L’uomo è stato bloccato venerdì dai carabinieri a Rosciano dopo dieci giorni di latitanza. Di Santo e' stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per i reati di tentata strage e danneggiamenti aggravati a seguito di incendio. Nei giorni scorsi ha prima costruito e piazzato un ordigno incendiario nella casa della sorella in ristrutturazione, a Villanova di Cepagatti, poi ha dato fuoco all'auto della sorella davanti al Tribunale di Chieti e infine ha appiccato un incendio in una ex casa famiglia, sempre nel chietino.
L'uomo era scomparso sin dal primo episodio ma ha lanciato dei videomessaggi. Gli ultimi li ha fatti arrivare all'emittente privata "Rete 8" e uno lo ha consegnato lui stesso, lasciando il cd davanti alla sede della tv.

LA CATTURA
Venerdì l’uomo è stato rintracciato intorno alle 13 in contrada Pescara Secca sulla Bonifica di Rosciano in uno dei tanti capannoni passati al setaccio dai militari dell'Arma. «Fin dai primi giorni - ha spiegato il colonnello Marcello Galanzi - abbiamo effettuato numerose battute e rastrellamenti, anche con l'elicottero, individuando casolari che meritavano attenzione». E proprio in uno di questi casolari abbandonati e' stato visto dagli uomini del radiomobile di Pescara il camper di sua proprietà, che era coperto, e lo stesso Di Santo, che ha accennato un moto di fuga ma ha desistito immediatamente.
L'uomo ha chiesto - per cortesia - altri due giorni di liberta' per andare a Roma e compiere qualche altro gesto eclatante per richiamare l'attenzione sulla sua situazione e sullo stato di ingiustizia sociale che - secondo lui - attanaglia il mondo. Ha anche detto ai carabinieri che se dovessero leggere il suoi libri sarebbero d'accordo con lui. Il 'bombarolo' occupava anche un altro capannone, li' a fianco, dove aveva ricavato una nicchia nella quale ha dormito. E' stata sequestrata una bombola di gas piena, una pistola ad aria compressa priva di tappo rosso e la bicicletta usata per muoversi (non sembra abbia utilizzato altri mezzi se non , forse, un bus). Trovati anche il suo computer portatile e vari cd (vuoti e non).
«Allo stato - ha detto sempre Galanzi - sembra non aver avuto complici ma non lo escludiamo». Ha assicurato che non voleva far male a nessuno. Il suo piano era stato messo in piedi dettagliatamente da mesi, quando si e' procurato un nascondiglio, e il camper (con una tv all'interno) era nascosto a Rosciano da martedi' scorso, quando ha posizionato il primo ordigno a Villanova di Cepagatti. Aveva viveri a sufficienza e un gruppo elettrogeno.

TROPPI CONTROLLI, ATTENTATI RIMANDATI
In uno dei quattro video, Di Santo avrebbe espresso l'intenzione di commettere gesti eclatanti contro le carceri, probabilmente di Pescara o Chieti, ma in un messaggio successivo il 'bombarolo' riferirebbe di essersi reso conto, dopo alcuni sopralluoghi, che sarebbe stato impossibile a causa dei tanti e continui controlli. Altri gesti eclatanti, stavolta non di tipo incendiario, stando al contenuto - spesso difficile da interpretare - dei videomessaggi, Di Santo avrebbe voluto commetterli contro i treni, magari bloccando la circolazione.
E allora l'ultimo tentativo l'avrebbe fatto nella Capitale, e stava pensando al Parlamento. Ma non ha fatto in tempo perché i carabinieri gli hanno fatto piano piano terra bruciata. E il passo falso è stato il dvd che nei giorni scorsi ha lasciato all'emittente locale Rete8, scappando poi in bicicletta ma solo dopo essere stato riconosciuto anche se travisato e rasato; e proprio l'utilizzo della bici ha convinto i carabinieri che non si fosse allontanato troppo, e che il cerchio si sarebbe presto chiuso.