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L’Aquila, smaltimento macerie: a 45 mesi dal sisma accordo tra Ministero e Comune

Finiranno in siti locali e non andranno più fuori regione

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L’AQUILA. E’ stato firmato ieri l'accordo di programma tra il ministero dell’Ambiente e il Comune de L’Aquila per la gestione delle macerie pubbliche e private conseguenti i crolli e le demolizioni causate dal sisma del 6 aprile 2009.
Un documento di una decina di pagine che consentirà di smaltire le macerie nei siti aquilani contribuendo al riempimento e quindi al recupero ambientale di cave dismesse come quelle di Pontignone, San Giuliano e San Vittorino.
Oggi le macerie cosiddette 'private' viaggiano fuori Abruzzo al costo di 2 euro al chilometro, sottratti dai fondi per la ricostruzione. Oltre che da Corrado Clini, l'accordo è stato siglato alla presenza del sindaco, Massimo Cialente, del soggetto attuatore per lo smaltimento, il comandante regionale dei vigili del fuoco della Sicilia, Giuseppe Romano, e del professor Paolo Dell'Anno.
Quest'ultimo, aquilano, docente di Diritto dell'ambiente, è consulente giuridico di Clini e sarà a capo di un comitato di esperti che rappresenta una delle novità, dovendo coordinare il processo e verificarne gli effetti. «Nei limiti consentiti dalle normative nazionali ed europee, questo accordo cerca di favorire per quant'é possibile la riutilizzazione in loco, qui all'Aquila, di questi materiali - ha assicurato il ministro - Credo che questo abbia molti vantaggi. A parte quello ambientale, rappresentato dal riuso, c'é quello di assicurare una corretta classificazione di questa materiali. Consente poi una riduzione significativa dei costi e, perciò, taglia in maniera significativa la possibilità di operazioni speculative, che potrebbero essere presenti in un'area nella quale l'investimento pubblico è ancora molto importante».
«L'accordo di oggi (ieri per chi legge, ndr)», ha commentato Clini, «prosegue una linea di collaborazione che già esiste tra il ministero dell'Ambiente e L'Aquila, finalizzata ad assicurare da un lato le migliori tutele ambientali in tutte le attività di gestione delle macerie, e dall'altro a considerarle correttamente un patrimonio utile per il ripristino ambientale del territorio».