LA SENTENZA

Abruzzo. Assalto blindato carabinieri, Teramano condannato a 6 anni inizia sciopero della fame

«E’ una sentenza che grida vendetta». Rifondazione: «L’Italia ha bisogno di persone come lui»

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TERAMO. Davide Rosci, uno dei militanti di sinistra condannato ieri a sei anni di reclusione, inizierà a breve uno sciopero della fame.
L’iniziativa è stata promossa per protestare contro il reato di devastazione e saccheggio ancora presente nell'ordinamento giudiziario italiano. Il trentatreenne teramano, ai domiciliari da mesi, ha confermato la sua intenzione ai familiari e agli altri militanti del Circolo Azione Antifascista di Teramo.
Rosci, insieme agli altri condannati, fa parte del gruppo di sinistra Azione Antifascista Teramo, collettivo che domani terrà una conferenza stampa al club Gagarin di Teramo, in via Capuani 61, alle ore 11, per fare il punto della situazione e per illustrare anche il processo che si terrà il 10 gennaio a Teramo contro 13 suoi militanti accusati di associazione a delinquere dalla Procura teramana. Negli ultimi anni a Teramo si sono verificati scontri tra opposte fazioni con feriti da armi da taglio, specie tra i militanti di sinistra.
«Aspettiamo le motivazioni per presentare appello, ma questa sentenza di condanna è un vulnus dell'ordinamento democratico», ha commentato l'avvocato Filippo Torretta, difensore dei sei militanti di sinistra. «E' una sentenza che grida vendetta - ha proseguito il legale -, anche perché ai miei assistiti è stata data una condanna a sei anni per un episodio di presunta devastazione a testa a fronte dei 313 episodi catalogati dai Ros in tutta la manifestazione. A qualcuno dei condannati anche meno di un episodio, perché magari stava guardando il famoso blindato dei carabinieri a cinquanta metri di distanza».
L'immagine del blindato in fiamme, con il drammatico tentativo di fuga del suo conducente aggredito dai manifestanti, aveva fatto il giro del mondo. Una scena simbolo della manifestazione degli Indignati a Roma, il 15 ottobre del 2011, caratterizzata da violenti soprattutto nella zona di piazza San Giovanni.
Con l'accusa di devastazione, saccheggio e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale pluriaggravata il giudice Massimo Battistini, ha inflitto sei anni, oltre a Davide Rosci, di 30 anni di Teramo, anche a Marco Moscardelli, 33 anni di Giulianova, Mauro Gentile, 37 anni di Teramo, Mirko Tomasetti, 30 anni svizzero di Baden, Massimiliano Zossolo romano di 28 anni, e Cristian Quatraccioni, 33 anni di Teramo. I condannati si trovano attualmente agli arresti domiciliari. Nei loro confronti la Procura aveva sollecitato una condanna a 8 anni.

ANPI PESCARA,«PENA ABNORME, RETAGGIO FASCISMO»
«Senza volere in alcun modo attenuare o giustificare un reato che è stato commesso, è da considerare abnorme la pesantezza della pena inflitta, soprattutto se rapportata alla mitezza di pene comminate o, ancora di più, alla mancata esecuzione delle pene per altre tipologie di reati. Si tratta di uno dei lasciti del 'codice Rocco', una delle eredità del regime fascista che vorremmo venisse superata nell'Italia Democratica, Costituzionale e Repubblicana». Così il comitato provinciale dell'Anpi Pescara - "Ettore Troilo" commenta la condanna.

RIFONDAZIONE: «L’ITALIA HA BISOGNO DI PERSONE COME DAVIDE»
«Tra i condannati conosciamo Davide Rosci che è un nostro compagno di Teramo», commentano il consigliere regionale di Rifondazione Maurizio Acerbo e il segretario regionale di Rc Marco Fars: «è stato candidato nelle liste di Rifondazione Comunista alle ultime elezioni comunali, militante e attivista che ha costruito una bellissima realtà di socialità e aggregazione giovanile fondata sui valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo. Possiamo dire a voce alta che se ce ne fossero di più di giovani come Davide l'Italia sarebbe un paese migliore».