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Berlusconi a LaQTv insiste: «su L’Aquila record assoluto a livello mondiale»

Il premier intervistato dall’emittente aquilana

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L’AQUILA. Dopo il passaggio su tutte le reti nazionali Silvio Berlusconi approda anche sulle tv locali.

Così ieri ad intervistarlo è stato anche Luca Bergamotto, direttore di LaqTv, televisione aquilana. Berlusconi ha parlato nuovamente dell’emergenza post sisma nel capoluogo aquilano e come aveva fatto qualche sera fa a ‘Porta A Porta’ ha rivendicato con forza l’operato del suo Governo.
«Proposi di costruire un'Aquila2», ha ricordato, «una new town per quei cittadini che avevano visto distrutta la propria casa; per gli altri il governo mise a disposizione finanziamenti per 12mila ristrutturazioni. Sarebbe stato più facile. Ma ci furono resistenze da più parti, segnatamente dall'amministrazione comunale dell'Aquila. A quel punto ci aggregammo a quartieri esistenti e costruimmo case a tre piani che riuscimmo a consegnare, in meno di 5 mesi, alle famiglie rimaste senza casa, abitazioni dotate di ogni comfort» ricorda Berlusconi il quale, allora premier, nella fase di emergenza del terremoto del 2009 ha diretto in prima persone molte iniziative.
«Credo sia stato un record assoluto a livello mondiale, in nessuna situazione simile si è riparato con tanta velocità ai danni provocati dal terremoto, un fatto che ci viene riconosciuto da tutti, dai giapponesi come dagli americani». Per il candidato premier, però, «sarebbe stato molto più facile costruire una new town: io, tra l'altro, vengo da un'esperienza come costruttore per aver realizzato importanti new town che sono ancora esempi per l'urbanistica a sviluppo orizzontale, sono stato insignito anche di un premio mondiale come realizzatore di questo tipo di urbanistica».
Sul centro storico ha ribadito che «è un problema che non avrà soluzione in pochi anni, ce ne vorranno dieci o più - ha aggiunto Berlusconi -. Per ogni edificio occorrerà fare una ricerca, per vedere se sono soldi ben spesi quelli finalizzati alla ristrutturazione, riparando i danni del terremoto, oppure se l'edificio, non essendo costruzione antisismica, crollerebbe di nuovo. Spetta alle istituzioni locali giudicare e decidere».
Prima di parlare della situazione locale ha parlato però di alleanze politiche: «purtroppo non si possono scegliere alleanze che si vorrebbero ma bisogna vedere cosa c’è sul terreno. Mi piacerebbe scegliere quelli che mantengono la parola, che non fanno compromessi al ribasso, purtroppo questo non esiste. Mi sono reso conto dolorosamente che i piccoli partiti pensano soltanto a se stessi, al fatto di durare ed esistere, il loro interesse è l’interesse del loro piccolo leader».