IL CASO

Impianti Gran Sasso, rissa e imbarazzi alla Conferenza sul Turismo

Albergatori esasperati ma l’assessore assicura: «impianti apriranno presto»

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L’AQUILA. Gli operatori turistici del Gran Sasso ieri hanno protestato a L'Aquila durante la Conferenza sul Turismo che si è tenuta in mattinata all'auditorium Sericchi della Carispaq.
Al loro fianco anche i consiglieri comunali Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo), Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila) e Angelo Mancini (Idv).
Imbarazzo per l’amministrazione comunale che ha dovuto mandar giù le accuse di fronte anche ad ospiti venuti da fuori (compresi il presidente della Società geografica italiana Franco Salvatori e l’ illustratrice di Harry Potter, Serena Riglietti). All’assessore al Turismo Lelio De Santis il compito di rassicurare: «non bisogna esagerare, gli impianti apriranno presto». Quando? Una data non c’è.
E il Natale è ormai alle porte e quell’incontro sul turismo, mentre il settore è in grosso affanno, è parso probabilmente paradossale agli operatori, esasperati dal continuo rinvio a data da destinarsi dell'apertura degli impianti sciistici di Campo Imperatore. Così si sono fatti sentire.
La stagione è nera: bisogna fare i conti non solo con la crisi economica ma anche con una organizzazione che li sta portando al baratro. Sciatori non ce ne sono: la funivia Fonte Cerreto è chiusa, la Fontanari, invece, non funziona. Le camere sono tutte libere. Date su quando la situazione si sbloccherà non ci sono.
Intanto l’ex presidente del Centro Turistico del Gran Sasso Alessandro Comola, ha inviato al sindaco dell’Aquila una lettera aperta nella quale sostiene che Cialente interferisse nella gestione delle aziende, con interventi che l’ex presidente definisce «incongrui».
«Le accuse sono chiare ed inequivocabili», commenta il vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis secondo cui l’aspetto più grave delle parole di Comola è quello relativo alle procedure di revisione degli impianti. «Comola – fa notare De Matteis – afferma con chiarezza che il soggetto incaricato per la revisione generale e speciale delle ‘Fontari’ è stato scelto direttamente da Cialente. Si tratta della ditta Lallini, che poi di fatto, con la sua attività, ha impedito l’apertura della stazione turistica. Come è possibile che sia stato il sindaco a scegliere una ditta, quando si dovrebbe provvedere con una gara pubblica?».
C’è poi l’aspetto legato ai tentativi del primo cittadino di addossare le responsabilità ai capiservizio, ‘rei’ a suo dire, di avere gestito male la sicurezza e la revisione degli impianti. «Peccato – prosegue De Matteis – che fin da giugno dell’anno scorso Cialente-Pinocchio, avrebbe dovuto sapere che i capiservizio avevano segnalato quanto necessario per le revisioni. Viene inoltre da chiedersi il perché della frase ironica con cui Comola chiude la sua lettera, quando cioè invita il sindaco a restituire agli aquilani il municipio. Ma quella di Comola non è una nomina fiduciaria di Cialente? E i 3 consigli di amministrazione che si sono succeduti al Gran Sasso, con le rispettive dimissioni dei Presidenti, non erano espressione di Cialente? Oggi, con questa lettera, abbiamo un’ulteriore conferma della necessità di impedire a Cialente-Pinocchio di continuare a distruggere la nostra città».