UNIVERSITA'

Di Orio: «qualcuno sta delirando perché l’Ateneo va benissimo»

Il rettore risponde alle accuse di Tiberti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3291

L’AQUILA. «Andremo davanti al giudice ma non sta scritto da nessuna parte che possa esserci un provvedimento dell’autorità giudiziaria in questa fase».

Il rettore dell’Ateneo aquilano, Ferdinando Di Orio, rigetta la richiesta avanzata nei giorni scorsi dal professore Sergio Tiberti che chiedeva l’arrivo di un commissario a seguito della richiesta di rinvio a giudizio avanzata per Di Orio sul caso ex Optimes.
«Ma di cosa stiamo parlando?», ha sbottato il rettore che si dice assolutamente tranquillo e sostiene che tutto quello che è stato fatto nella fase post terremoto sia stato fatto al meglio. «Io ho il merito di aver ridato una casa ai miei 6000 studenti», ha detto per confermare la bontà delle proprie scelte e sospettando che oggi chi grida allo scandalo «voleva portare l’università sulla costa».
Il rettore ha difeso strenuamente anche il bando per la nomina del nuovo direttore generale: «Forse non lo sapete», ha spiegato ai giornalisti, «ma c’è la legge 240 del 2010 che prevedeva già che ci fosse un direttore generale e non quello amministrativo dunque siamo a modificare questa figura. Se abbiamo aspettato è stato perché la primavera scorsa siamo stati impegnati a discettare inutilmente se il rettore restasse o no in carica. E questo ha fatto slittare i tempi, siamo già in grave ritardo e non potevamo non farlo».
Il rettore ha anche confermato che i titoli necessari nell’avviso ci sono e che gli uffici «hanno semplicemente applicato la norma». Di Orio ha poi protestato, nemmeno troppo velatamente, contro chi dà spazio ai contestatori (solo un paio, ha detto, contro tutto il corpo docenti che sarebbero dalla sua parte) e ha assicurato: «non ho mai fatto parte dei sottoborghi della politica, non ho mai avuto amici…. Per fortuna ho fatto delle cose da senatore e poi da rettore».
Per Di Orio, inoltre, qualcuno «sta tentando di buttarla in caciara» e «sta delirando»: ci sarebbe «un gran nervosismo perché l’università sta andando benissimo, abbiamo un bilancio virtuoso e siamo in testa alle graduatorie internazionali».
Non si è fatta attendere la replica di Tiberti e quella di Bizzarri.
Il primo assicura che non ha mai pensato ad uno spostamento dell’Ateneo sulla costa dopo il sisma del 6 aprile. «Dire che si è fatto il bene degli studenti è la solita tiritera», ha poi detto Tiberti «Mi rendo conto che per una persona è abbastanza pesante essere pluri indagato in diverse procure per vari reati. Non ho mai dichiarato che avevo intenzione di candidarmi a fare il Rettore. Le battaglie si fanno per le idee e i principi e non per candidarsi al posto di quello che viene considerato dal sottoscritto un’affossatore dell’Ateneo , quindi, quanto dichiarato dal Di Orio è veramente penoso. È' una follia», ha aggiunto, «la dichiarazione del rettore secondo cui io suggerirei alla magistratura cosa deve fare. Tutti sanno il mio altissimo rispetto per essa. Ho soltanto specificato che esiste un conflitto d'interessi tra rettore indagato, con richiesta di rinvio a giudizio pendente, e università parte lesa contro il rettore».