L'INCHIESTA

Arresto Specchio, respinte tutte le accuse: «non è un Berlusconi di provincia»

«Atti regolari». Avanzata richiesta di scarcerazione

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L'AQUILA. Ha respinto le accuse di corruzione, peculato e falso ideologico e sostiene che attraverso lui qualcuno potrebbe avere voluto colpire l'ente.
Il direttore generale della Provincia dell'Aquila, Valter Specchio, arrestato due giorni fa nell'ambito di un'inchiesta della procura dell'Aquila sulle gare per i lavori di rifacimento di alcune strutture scolastiche, è stato sentito questa mattina dal gip Giuseppe Romano Gargarella.
Specchio ammanettato e accompagnato dagli agenti della polizia penitenziaria è entrato con un cappello abbassato fino al naso, per non farsi riconoscere dai giornalisti che lo aspettavano fuori l'aula d'udienza. Alle 12.30 il direttore generale della Provincia dell'Aquila, è uscito per fare rientro nel carcere di Teramo. «Abbiamo risposto con molta tranquillità punto per punto a tutte le domande che ci sono state formulate dai pubblici ministeri», ha detto il suo avvocato Giulio Agnelli che ha avanzato richiesta di scarcerazione. La procura dovrebbe decidere entro martedì prossimo.
«Riteniamo che non abbia commesso nulla», ha spiegato Agnelli. Di qui la decisione di non dimettersi ma di autosospendersi, in modo da potersi difendere meglio e poi si vedrà.

ATTI URGENTI? FORSE NO
Entrando più nel merito delle contestazioni dell'accusa, l'avvocato ha detto che per quanto riguarda i lavori da quasi 5 milioni di euro per ospitare gli studenti le cui scuole, ad Avezzano e Sulmona, dovevano essere ristrutturate, e che Pm e Gip ritengono superflui e troppo costosi, «in realtà servivano ma non dovevano avere quell'aria d'urgenza che secondo lui invece c'era. E' una visione delle cose, ma al di là di questo non ha preso soldi - conclude Agnelli alludendo all'altro capo d'accusa, quello di corruzione -. La vacanza di cui si parla l'ha pagata lui e lo può dimostrare».
«L’urgenza degli atti - ha spiegato meglio il legale - era stabilita dalla Presidenza del Consiglio dei ministri visto che si dovevano aprire le scuole e che c'era stato da parte di Reluiss un verbale in cui si diceva che le scuole non erano sicure e non rispettavano neppure il 60 per cento della sicurezza. Chiaramente la Provincia ha dovuto fare un atto che permettesse la riapertura delle scuole se non proprio nel giorno naturale dell'ingresso sempre il piu' velocemente possibile, quindi e' stata dichiarata l'urgenza, ed e' stata posta in essere questa procedura rispettando, secondo noi, tutta la normativa in vigore, poi sui criteri diversi adottati, tra Avezzano e Sulmona e' stato fatto sia perche' gli studenti di Avezzano sono circa 5 mila mentre Sulmona 2.500 sia perche' le esigenze di reperire posti alternativi tra Avezzano e Sulmona erano diverse. Riteniamo che sia stata una scelta giusta che l'ingegnere rifarebbe che ha dato la possibilita' di ristrutturare le scuole e renderle sicure». Parlando poi dell'altra contestazione sollevata dai pm Mancini, Gallo e D'Avolio, dell'appalto sul "monitoraggio on line", lo stesso «e' stato fatto ma non e' stato portato a termine perche' il finanziamento era stato bocciato. Le apparecchiature - ha detto sempre Agnelli - sono presso la Provincia dell'Aquila»

«NON E’ UN BERLUSCONI DI PROVINCIA»
«I pm - ha detto ancora l'avvocato- sono andati molto a fondo su tutti gli argomenti e penso sinceramente di aver dato tutte le spiegazioni su tutto. L'ingegnere Specchio è stato preciso su ogni delibera su ogni lavoro. Credo che l'interrogatorio sia stato soddisfacente. Ci siamo resi disponibili a fornire anche ulteriori spiegazioni qualora fossero necessarie, ritengo che il mio cliente non abbia nulla di cui temere. Purtroppo si e' cercato di farlo passare per persona dalla vita sregolata, come il Berlusconi di provincia, cosa che non e'. Come direttore generale della Provincia dell'Aquila, non si rimprovera nulla perche' ogni atto da lui posto in essere non ha alcun rilievo penale. Si tratta di un'operazione molto piu' ampia mirata a screditare la Provincia e il direttore generale pero' questo e' un nostro parere di cui non abbiamo alcuna prova. Sicuramente c'e' qualcosa ma adesso non abbiamo nessun elemento per poter affermare con sicurezza tali sospetti».
Oltre a Specchio sono stati arrestati (sono ai domiciliari) Giancostantino Pischedda, procuratore speciale della ditta Pellegrini di Cagliari e Franco Rossano Palazzo, legale rappresentante di una società di impianti tecnologici con sede a Foggia. Gli indagati devono rispondere a vario titolo dei reati di corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, peculato, abuso d'ufficio e falso ideologico in atti pubblici.