DISORDINE SUL RIORDINO

ABRUZZO. Anche Scilipoti difende la Provincia di Chieti

Vignali: «la politica locale se ne lava le mani»

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CHIETI. «La Provincia di Chieti non va abolita e sto preparando degli emendamenti per tentare di salvarla». Parola di Domenico Scilipoti, deputato siciliano, ex esponente dell’Idv poi entrato a far parte del gruppo dei ‘responsabili’ che nel 2010 con il suo appoggio mantenne in piedi il governo Berlusconi.
Sabato scorso, giorno in cui anche il Tg5 ha trasmesso un servizio sulla protesta contro l’accorpamento della Provincia di Chieti con quella di Pescara, Cristiano Vignali, membro del Comitato in difesa della Provincia, è stato a Fiuggi per incontrare Scilipoti, oggi oppositore in Parlamento del Governo Monti.
Ma perché Scilipoti? «Perché è un politico di livello nazionale», spiega Vignali, «e i nostri rappresentanti locali se ne sono lavati le mani per favorire altri interessi».
Il deputato si è espresso in favore del mantenimento della Provincia di Chieti, annunciando di aver intrapreso una azione parlamentare a tutela della stessa. Ci sarà dunque prima una interrogazione, poi un emendamento o un ordine del giorno in Aula con il fine di tutelare l'autonomia della Provincia tramite la possibilità di lasciare tre enti in Abruzzo (Chieti, L'Aquila e la Pescara – Teramo).
In seconda istanza, in caso di inevitabile accorpamento fra la Provincia teatina e quella pescarese, si tenterà di abolire il Comma 4 bis, che prevede che sia capoluogo provinciale il Comune già capoluogo con più popolazione residente, salvo diverso accordo tra le parti.
L’idea è anche quella di emendare il Comma 4 bis per cui sarà capoluogo della nuova eventuale provincia, il Comune già capoluogo della Provincia che aveva in precedenza i requisiti demografici e territoriali.
«Il politico territoriale», commenta Scilipoti, «dovrebbe conoscere molto meglio del politico nazionale le questioni. Ci sono parlamentari eletti in quella regione che dovrebbero affrontare i problemi al meglio ma questo non vuol dire che anche esponenti nazionali non si possano interessare delle questioni o portare a conoscenza del Governo comportamenti non consoni».
«Bisognerebbe capire», sostiene ancora Scilipoti, «che prima di cancellare una Provincia bisognerebbe guardare alla storia di quel territorio. Spero che la nostra azione porti in questa direzione».