POLITICA E GIORNALISMO

Idv e Di Pietro, Report rilancia: «mostri tutta la movimentazione bancaria del partito»

Serena Giannini: «le carte sul blog sono incomplete»

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ROMA. Dopo il silenzio di domenica sera a seguito delle polemiche sul ‘caso Di Pietro’ scaturite dall’inchiesta tv di Sabrina Giannini, Report rilancia.

Non lo fa in televisione ma dalle pagine del Corriere della Sera dove il ‘team Gabanelli’ ha un suo spazio quotidiano, una sorta di prolungamento di quello che non viene mandato in onda la domenica sera.
Se Di Pietro (ma anche il consigliere regionale abruzzese Carlo Costantini) continua a parlare di «killeraggio», la giornalista di Rai Tre, dopo l’intervento di sabato scorso a Tv Talk,  torna sulla questione e precisa: «Di Pietro dice di replicare con la “carta che canta” dal suo sito. Appunto, carta canta. Alleghiamo le visure delle sue proprietà visto che dal sito Idv ne troviamo solo alcune».
E giù tutti i file da scaricare (SCARICA QUI IN FORMATO ZIP)
Sul numero delle proprietà Giannini specifica che l’estensore della perizia (giurata) specifica che tra le proprietà della famiglia Di Pietro «ci sono anche i terreni, che hanno un loro valore» e che per «evitare fraintendimenti» la giornalista aveva tolto dal dato complessivo le proprietà della moglie e del figlio più grande, Cristiano. Resta il fatto che, siano essere 50 o solo una decina. il valore complessivo è il vero fulcro della questione e «giocare sui numeri distoglie l’attenzione dal loro valore, quantificato dal perito all’incirca in cinque milioni di euro, ma con una stima prudenziale».
Poi l’inviata della Gabanelli sottolinea che nell’intervista a Report emergerebbero «ben più gravi criticità» sulle quali, però, Di Pietro ha glissato in questi giorni di polemiche. E si cita l’esempio dell’appartamento di 180 metri quadri in via Merulana a Roma acquistato nel 2002. Per l’ex pm lì c’era la sede del partito e per questo i lavori di ristrutturazione vennero pagati con i soldi dell’Idv.
Ma la questione ha fatto «saltare sulla sedia» anche il capogruppo alla Camera Massimo Donadi che ha replicato: «a me non risulta infatti che in quella casa ci sia mai stata una nostra sede».
«Potrebbe chiarirlo Di Pietro, allontanando così il sospetto di un’analogia con Bossi: per una faccenda analoga il leader della Lega Nord è sparito dalla scena politica», chiede Giannini.
Poi la giornalista avanza un’altra richiesta «all’ex simbolo di mani pulite»: mostri «l’unica carta che può davvero cantare dissipando ogni dubbio sull’uso a fini personali dei soldi pubblici erogati al partito: tutta la movimentazione bancaria del partito-associazione dal 2001 ad oggi».
Questo perché «i bilanci e le rendicontazioni che mostra oggi, quelle che lui chiama “pezze d’appoggio”, valgono poco o niente, e Di Pietro lo sa da quando raccolse la deposizione di Bettino Craxi nel corso del processo Cusani».
E Gianni insiste: «la verità processuale sbandierata esclude però alcuni fatti (mai accertati e penalmente rilevanti come quello della ristrutturazione della casa di via Merulana a Roma) che attengono al piano dei comportamenti e dell’etica, che per un politico sono dirimenti.
E lo sono ancor più nel suo caso, perché agli occhi dei suoi elettori, sensibili alla morale, si è sempre posto come moralizzatore».