TERREMOTO

Dall’Abruzzo all’Emilia, codice a barre per le macerie

Progetto sperimentale di Villa Sant’Angelo

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VILLA SANT’ANGELO. Macerie con codici a barre per catalogare e tracciare gli elementi di pregio crollati nel sisma del 6 aprile 2009 o dopo le demolizioni dovute ai danni.
 

Il progetto sperimentale, che sarà presto esportato in Emilia, partirà nel comune aquilano di Villa Sant'Angelo, uno dei più colpiti dalla tragedia dell'Aquila con 17 morti su 250 abitanti e l'80% dei fabbricati interessato da danni e crolli. Grazie alla tecnologia, su ogni pacco di pietre attraverso un lettore ottico si potrà identificare il fabbricato di provenienza, il sito di stoccaggio con la localizzazione Gps e anche consultare un repertorio fotografico degli elementi recuperati per consentire di ricollocarle nell'edificio e nella posizione originaria quando si arriverà alla ricostruzione.
Il soggetto attuatore per la rimozione e lo smaltimento delle macerie, Giuseppe Romano, ha sottolineato il «lavoro di squadra che è stato fatto, che ha visto coinvolte le pubbliche amministrazioni, un risultato eccellente che sarà esportato anche in Emilia». Il Comune dell'Aquila è coinvolto attraverso la municipalizzata Asm (Aquilana società multiservizi) che si occuperà in concreto delle operazioni. Presentato anche un sito Internet con dati aperti dal quale sarà possibile monitorare i cantieri in corso o già conclusi e verificare i quantitativi di macerie smaltiti e le loro destinazioni.
«Sin dai primi giorni dopo il sisma ci siamo posti il problema di come non disperdere l'immenso patrimonio artistico e architettonico del nostro centro e con questo progetto abbiamo trovato la soluzione», ha commentato Pierluigi Biondi, sindaco di Villa Sant'Angelo.