PRIMARIE

Bersani in Abruzzo, «farò rinascere L’Aquila»

Cialente: «votate massicciamente per Pierluigi»

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ABRUZZO. Giro dell’Abruzzo ieri per il segretario nazionale del Partito Democratico Pierluigi Bersani.

Si è parlato delle primarie del centrosinistra ma anche di emergenza lavorativa, della rielezione di Barack Obama e della legge elettorale, di terremoto e di quello che accadrà se dovesse essere eletto presidente del Consiglio.
A L’Aquila Bersani ha potuto contare sul supporto del primo cittadino Massimo Cialente che ha lanciato un appello in suo favore: «chiedo alle aquilane ed agli aquilani di votare massicciamente Bersani alle primarie».
«Chiedo loro di dare un segnale forte al Paese», ha proseguito il sindaco, «e lo faccio perchè sin dalle prime ore dopo quel terribile momento (il terremoto, ndr) Bersani è stato capace di ascoltare e di comprendere il dramma di questa città. Da Bersani L’Aquila ha sempre ricevuto risposte determinanti anche durante il passaggio dal Governo Berlusconi al Governo Monti, su scelte per noi fondamentali, una per tutte la nomina del Ministro Barca».
«Abbiamo bisogno di un Bersani, mi auguro, presidente del Consiglio; di un Governo che sia nostro interlocutore costante nella ricostruzione di una città straziata nelle anime e nelle mura. Dobbiamo risolvere il problema gravissimo della restituzione delle tasse; dobbiamo chiarire come arriveranno i finanziamenti per la ricostruzione; abbiamo un problema pesante sul personale, che va la di là del concorsone. Solo con un leader capace, serio, determinato, qual è Bersani possiamo ridare credibilità a questo Paese, vittima di un volgare populismo, quale io trovo sia quello insito nel concetto di rottamazione».

«FAREMO RINASCERE L’AQUILA»
Da parte sua il leader del Pd ha lanciato importanti promesse: «il mio impegno è di stare al fianco come ho sempre fatto, come tutte le volte che è stato necessario, per dare una mano a questa città e farla rinascere lavorando con le pubbliche amministrazioni locali e scommettendo sull'autonomia. Per me questa è la strada per L'Aquila e l' Emilia-Romagna - ha continuato il segretario del Pd - il Governo deve essere molto vicino ai cittadini, ma gli amministratori non devono essere lasciati soli. Su questo, come abbiamo sempre fatto, cercheremo di non farci trovare impreparati».
Sulle tasse degli aquilani «bisogna che il Governo capisca che non si può tornare alla carica ogni 5 mesi, ci vuole un provvedimento più realistico».

SU OBAMA: «OTTIMO INTERLOCUTORE»
Bersani ha poi commentato positivamente la rielezione di Obama: «per l'Europa è un' ottima notizia perché in Obama avremo un ottimo interlocutore e perché è molto interessato a che l'Europa cresca e esca da una politica di sola austerità. In più voglio anche ricordare che Obama ha vinto con un particolare linguaggio: cioé con il coraggio della verità».
Poi il segretario del Pd è tornato a bocciare la riforma elettorale votata due giorni fa in commissione in Senato. «Non può essere accettata una legge elettorale che certifica in partenza l'ingovernabilità. E' inaccettabile non per il Pd, ma per il Paese. Noi lavoriamo per un accordo», ha poi aggiunto, «però voglio dire due cose molto precise: la prima è che nessuno pensi che si possa andare avanti a strappi, magari fatti contro di noi, per poi aggiustare qualcosa dopo. Si deve ragionare sull'insieme di questa riforma. Non si va avanti a strappi. Seconda cosa, è che sia chiaro che non saremo mai disponibili ad approvare una legge che dichiarasse da subito che l'Italia non è governabile. Probabilmente per paura che potremo essere noi a governare, si arriva a decisioni che rendono, purtroppo, al di sotto la governabilità»

LE PRIMARIE «SONO VERE»
A Sant’Omero ha poi parlato anche delle prossime primarie: «il nostro è un partito amico di tutti ma parente di nessuno. Queste sono primarie vere, dica la gente chi vuole chi sia il candidato dei progressisti. Ho voluto queste primarie aperte - ha spiegato - perchè la distanza enorme tra cittadini e istituzioni si riduca. Dobbiamo fare in modo di ridare fiducia agli italiani con il prossimo governo».
Bersani ha aggiunto che il primo nemico da affrontare è la sfiducia che vivono gli italiani e alla politica si chiede più sobrietà. «Noi siamo all'incrocio tra le esigenze di cambiamento e un governo serio. L'Italia ha troppi guai per potersi consentire solo l'urlo».
Il centrodestra, per Bersani, deve stare zitto «almeno un giro perchè sono loro che ci hanno portati fino a qui». Quanto alle primarie, riferendosi chiaramente al rottamatore Renzi, il segretario del Pd ha aggiunto: «la ruota deve girare, è vero, ma non si può prendere a calci l'esperienza», ricordando quanto da lui fatto da ministro sulle liberalizzazioni durante il governo Prodi.