CINEMA

Esce “Code name Geronimo”: «il film che ha aiutato Obama a vincere»

La trama ispirata all’uccisione di Bin Laden

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USA. Geronimo, come il terribile capo Apache che ha dato filo da torcere alle truppe americane nell’ 800.

 Geronimo, come il raid militare Usa che il 2 maggio 2011 ha portato all’uccisione dell’uomo più ricercato, Osama Bin Laden.
E ancora Geronimo, come il film che uscirà nelle sale cinematografiche italiane, a partire da domani. Un action movie diretto da John Stockwell e realizzato dai produttori del pluripremiato "The Hurt Locker", che ricostruisce pezzo dopo pezzo la fine del terrorista.
Il film ha già sollevato un polverone negli States dove è uscito, sul National Geographic Channel, due giorni prima dalle elezioni presidenziali. C’è chi lo ha visto, quindi, come uno strumento di propaganda elettorale pro Obama. Chi, come The New York Times, lo ha sbandierato senza troppi giri di parole.

OBAMA AL CENTRO DELLA SCENA
Una trama densa di eventi: dall'addestramento dei militari, alla pianificazione dell'attacco, alle disposizioni della Casa Bianca, all'irruzione all'interno del compound.
Sono le scene principali del film  “Code name Geronimo”.
Al centro, c’è un Barack Obama, immortalato in varie salse: durante una cena presidenziale alla White House, il giorno prima del raid, mentre passeggia, solo e pensieroso e quando articola la frase: “Justice has been done” (giustizia è stata fatta) dopo aver appreso della morte di Bin Laden.
Accanto a Mr. President c’è la squadra del Six Team dei Navy Seals, i soldati incaricati della missione: uomini carichi di emozione, vita, esperienza e guerra.

IL PRODUTTORE CHE SOSTIENE OBAMA
Il produttore del film è Harvey Weinstein, definito dal The New York Times un big dell’industria cinematografica ed uno strenuo sostenitore di Obama.
Weinstein, prima della vittoria bis del presidente, ha organizzato un mega party in suo onore, nella sua casa a Westport, nel Connecticut, con ospiti di eccezione come la star Anne Hathaway.
Ed è lo stesso che un pò di tempo fa ha paragonato Obama e Mitt Romney a due film di grande successo, non nascondendo la sua simpatia per Mr.President: «se i film fossero candidati presidenziali», ha detto, «Obama sarebbe “The King's Speech” (Il discorso del Re), mentre Mitt Romney “Our Idiot Brother” (Il nostro fratello idiota)».

NESSUNA STRUMENTALIZZAZIONE
Howard T. Owens, il presidente del National Geographic Channel, su cui è andato in onda “Code name Geronimo”, ha smentito il fine politico del film.
«La mia squadra», ha detto al The New York Times, «ha insistito tanto perchè dal film fosse rimossa la scena che ritrae Romney mentre si oppone al raid. Non l’avremmo eliminata se avessimo voluto fare propaganda, non le pare?».
E se da un lato ci si affretta a smentire possibili strumentalizzazioni, resta il fatto, racconta il The New York Times, «che il kit press (materiale dedicato alla stampa) del film contiene espressioni, o frasi che lasciano intendere il contrario».

RISCHI IN MEDIO ORIENTE
Si fa largo, ora, la paura che il film possa suscitare reazioni in Medio Oriente, proprio come è accaduto per il film sul profeta Maometto, uscito tempo fa e ritenuto blasfemo dai fondamentalisti.
Il film, prodotto da un gruppo di egiziani copti residenti negli Stati Uniti ha innescato una miscela esplosiva che hanno provocato la morte dell'ambasciatore degli Stati Uniti in Libia, di un funzionario americano e di due marines, in un attentato.
“Code name Geronimo” non contiene toni provocatori, o blasfemi, ha dichiarato il presidente di National Geogrphic Channel, «ma di sicuro presenta scene delicate che potrebbero urtare la sensibilità dei musulmani».

Marirosa Barbieri