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Mafia, prefetto L’Aquila: «occorrono norme sicure e certe»

«Alecci: «qui si lavora e si vive bene»

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L'AQUILA. Prima uscita pubblica oggi per il nuovo prefetto de L’Aquila Francesco Alecci.
Per evitare le infiltrazioni della criminalità organizzata, ha detto, occorreranno «norme antimafia sicure, certe, che tolgano margini di discrezionalità e che mettano in condizione il soggetto in cui ci sono state infiltrazione di non operare e gli organi della pubblica amministrazione di farlo con la massima certezza e non ricorrendo a perifrasi».
Alecci, ha poi spiegato di essere contento «di avere avuto questo incarico - ha aggiunto - al di là della valenza di questa città come capoluogo di una Regione da tutti apprezzata per la concretezza della sua popolazione nelle problematiche a prescindere dal sisma. Qui si lavora bene, si vive bene in una situazione complessivamente gestibile con efficacia. Sono un tassello dell'apparato istituzionale che deve garantire le cose giuste: la tutela dell'ordine, la sicurezza pubblica, la coesione sociale. Sono consapevole che i cittadini ci guardano».
Alecci ha inoltre annunciato per fine 2013 l'uscita della prefettura dalla Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di finanza di Coppito, in cui si trova da dopo il sisma del 6 aprile 2009.
«La scelta è fatta, il sito individuato e si sa dove andremo», ha ricordato Alecci, facendo riferimento alla sede futura in centro storico di corso Federico II, nella vecchia direzione regionale dell'Agenzia delle entrate.

Sul nuovo assetto delle Province il prefetto ha detto: «mi auguro che non ci sia spartizione di enti, una 'separatio bonorum' che immiserirebbe tutti quanti. Tra L'Aquila e Teramo si ragionerà come in situazioni analoghe, a un capoluogo di regione si aggiunge una provincia di minori dimensioni ma uguale dignità. Comincerà un lavoro di sintesi sul quale sarò reso edotto dall'amministrazione centrale, sarà necessaria un'assimilazione di tipologie uniformi anche per dare dignità a quello che in prima fase potrebbe apparire una situazione artificiale».
«Non dico che gli uffici pubblici debbano stare tutti nella stessa piazza - ha aggiunto - ma con la parcellizzazione si soffre. La finalità non è solo risparmiare qualche entità di natura finanziaria. Mi auguro - ha concluso il Prefetto dell'Aquila - che ci saranno consonanze nelle attività delle associazioni, delle organizzazioni sindacali, di Confindustria e del mondo dell'informazione, della cultura».
Sul nuovo assetto delle Province il prefetto ha detto: «mi auguro che non ci sia spartizione di enti, una 'separatio bonorum' che immiserirebbe tutti quanti. Tra L'Aquila e Teramo si ragionerà come in situazioni analoghe, a un capoluogo di regione si aggiunge una provincia di minori dimensioni ma uguale dignità. Comincerà un lavoro di sintesi sul quale sarò reso edotto dall'amministrazione centrale, sarà necessaria un'assimilazione di tipologie uniformi anche per dare dignità a quello che in prima fase potrebbe apparire una situazione artificiale».«Non dico che gli uffici pubblici debbano stare tutti nella stessa piazza - ha aggiunto - ma con la parcellizzazione si soffre. La finalità non è solo risparmiare qualche entità di natura finanziaria. Mi auguro - ha concluso il Prefetto dell'Aquila - che ci saranno consonanze nelle attività delle associazioni, delle organizzazioni sindacali, di Confindustria e del mondo dell'informazione, della cultura».