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Pescara-Atalanta. Il presidente Sebastiani: «il mister non si tocca»

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PESCARA. Al triplice fischio di ieri è partita la contestazione di circa 200 tifosi del Pescara che sotto la tribuna ha duramente contestato il tecnico Giovanni Stroppa.

Cori di invito all'esonero ed alle dimissioni, ma la panchina dell'ex tecnico dell'Alto Adige resta salda almeno a sentire le parole del patron Daniele Sebastiani: «rispetto la contestazione, siamo una società che in ogni situazione è sempre pronta a metterci la faccia. Stroppa ad ogni modo non si tocca nella maniera più assoluta. Se guardo la classifica siamo addirittura fuori dagli ultimi 3 posti quindi non ci sono affatto i presupposti per un cambio di allenatore».
«Non credo sia giusto mettere in croce la squadra e soprattutto il tecnico» – prosegue Sebastiani – «abbiamo creato soprattutto nella ripresa parecchie occasioni da gol. L'Atalanta ha fatto una buona partita ma ricordo soltanto un tiro in porta nel primo tempo e nessuno nella ripresa. Ho parlato con alcuni dirigenti dell'Atalanta ed anche loro sono rimasti sorpresi dal clima di contestazione qui a Pescara».
Sull'incontro post partita tra i tifosi ed alcuni giocatori del Pescara: «ho portato fuori i giocatori di maggiore esperienza. I tifosi hanno chiesto loro maggiore impegno, le stesse cose dette mercoledì scorso. Comunque i giocatori hanno dato tutto e non bisogna dimenticarsi che siamo in serie A e che si affrontano squadre forti a livello tecnico e qualitativo».

«I TIFOSI HANNO LA LORO POSIZIONE. NOI LA NOSTRA...»
Nonostante la fiducia incondizionata della società, i tifosi sembrano aver già deciso per l'esonero di Stroppa: «i tifosi hanno la loro posizione, noi come società abbiamo la nostra e Stroppa resta l'allenatore del Pescara».
«Sapevamo che non avremmo visto la squadra dell'anno scorso che creava 10 palle gol nitide» – prosegue il patron biancazzurro – «ma oggi ho visto una buona squadra rispetto la gara con l'Udinese. Bastava un pizzico di fortuna per vincere e non l'abbiamo avuta. Non ho nulla da imputare a Stroppa».
Conclusione importante dedicata, per la prima volta, anche agli errori della società: «la colpa non è tutta di Stroppa o dei giocatori che comunque vanno in campo. Probabilmente abbiamo sbagliato qualcosa anche noi in sede di mercato. Si perde e si vince tutti insieme».

Andrea Sacchini