PREVEDERE I TERREMOTI

Boschi dopo la condanna: «abbiamo sbagliato tutti»

E sul Pollino: «lì scosse anche di magnitudo 7»

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L’AQUILA. A qualche giorno dalla condanna a 6 anni per omicidio colposo plurimo Enzo Boschi, ex componente della commissione Grandi Rischi parla della vicenda in televisione.

Ieri il sismologo ha partecipato al programma Cristina Parodi Live su La7, ha ripercorso i giorni che hanno preceduto il sisma del 6 aprile, ha fatto autocritica («abbiamo sbagliato tutti») ma anche ripetuto con forza: «gli edifici mal costruiti uccidono non i sismologi un po’ deficienti come me».
Boschi ha ricordato per prima cosa la riunione della Grandi Rischi del 31 marzo: «fu fatta e le domanda a cui dovevamo rispondere era: ‘è possibile prevedere terremoti?’ Rispondemmo di no, spiegammo perché non possono essere previsti… mentre lì a Sulmona c’era qualcuno che prevedeva (Giuliani, ndr). Noi sostenemmo e sostengo ancora adesso che non si potevano fare previsioni».
Boschi ha detto anche che in quella occasione venne ribadito che «l’Abruzzo è la regione con la maggiore pericolosità sismica. Non vi fu deliberazione, la riunione durò poco e finì con queste due risposte: l’alta pericolosità sismica dell’Abruzzo e la non prevedibilità».
Boschi ha poi detto che poco dopo ci fu una conferenza stampa ma «non si riesce a trovare la registrazione». Tutto svanito nel nulla? Sul web, però, c’è ancora la famosa intervista a Bernardo De Bernardinis in cui il vice della Protezione civile diceva : «la comunità scientifica conferma che non c’è pericolo, perché c’è uno scarico continuo di energia; la situazione è favorevole. Questa vicenda deve insegnare due cose: convivere con territori fatti in questo modo, cioè a rischio sismico; mantenere uno stato di attenzione, senza avere uno stato di ansia»

LA TELEFONATA CON BERTOLASO
Sulla telefonata con Bertolaso, fatta dopo il sisma, nella quale l’ex numero uno della Protezione civile disse «la verità non la diciamo» e che ha creato una forte indignazione in città, Boschi ha spiegato: «in quei giorni le case che dovevano crollare erano crollate, le persone era giù fuori. Bertolaso stava affrontando una situazione difficile. C’erano due scuole di pensiero: dare continue informazioni allarmistiche o lasciar perdere in quanto le persone erano già al sicuro. Bertolaso in quel momento stava gestendo l’emergenza difficilissima, ovvero 50-60 mila persone senza casa, stava organizzando le cose per tenere la gente tranquilla ed evitare che scappasse dall’Abruzzo terrorizzata come successo in altri eventi simili. Bertolaso avrà fatto bene o avrà sbagliato… abbiamo sbagliato tutti, ormai mi hanno condannato a 6 anni potrò parlare tranquillamente . Stavamo gestendo la cosa senza terrorizzare aquilani».

LA DIGA DI CAMPOTOSTO
Boschi ha anche ricordato che in quei giorni drammatici si era sparsa la voce che poteva crollare la diga di Campotosto: «sarebbe stata una tragedia inenarrabile, ci siamo riuniti per capire se potesse reggere e siamo arrivati alla conclusione che la diga avrebbe retto anche in caso di un forte terremoto e così non abbiamo dato l’allarme. Però non abbiamo raccontato nemmeno ‘stiamo qui che stiamo cercando di capire se la diga verra giù o no’ perché in quel caso 50-60 mila persone sarebbero scappate.

PROBLEMI DI COMUNICAZIONE?
Boschi si è tirato fuori anche dai problemi di comunicazione e dalle notizie diffuse alla popolazione: «l’istituto ha una convenzione con la Protezione Civile e la comunicazione è lasciata interamente a quest’ultima. Io per comunicare qualcosa in periodo d’emergenza devo stabilire con Bertolaso cosa comunicare».
E ancora: «prima del 6 aprile noi non sapevamo che si stava per verificare un terremoto. Faccio il sismologo non ho poteri decisionali: avevamo parlato chiaramente della pericolosità sismica del territorio e di una lunga sequenza di scosse. Le autorità locali dovevano prendere decisioni. Sfido chiunque a trovare qualcosa di scritto o la mia voce in cui io tranquillizzo la popolazione. Per principio in Italia non si deve mai tranquillizzare». E poi ancora: «sarebbe stato stupido rassicurare… io fino a questo livello non sono ancora arrivato».

SI POTEVA FARE DI PIÙ
Pensa di aver fatto tutto quello che si doveva fare?, hanno chiesto i giornalisti a Boschi.
«Ripensandoci…. sono 2-3 anni che non penso ad altro. Potevamo fare di più, certo. Ma chi uccide sono gli edifici, abbiamo un patrimonio edilizio vergognoso. Ma io faccio il sismologo non ho poteri di dare l’allarme, i sismologi non fanno queste cose. Non gestiamo la comunicazione, se dessero il potere a me in 5 minuti farei uscire di casa 6-7 milioni di italiani da casa».
E sulle scosse che stanno agitando in questi giorni il Pollino Boschi non rassicura affatto ma si lancia in previsioni: «quel territorio certo che è a rischio. Lì si possono avere scosse anche di magnitudo 7. Adesso che facciamo? Evacuiamo mezza Calabria?»

Alessandra Lotti