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D'Alfonso contestato e operatore aggredito: «vigili immobili»

Le immagini della fiaccolata per la morte del porto. Del Furbo chiede l’intervento del comandante

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PESCARA. Aggredito durante la manifestazione di sabato scorso della marineria. «I vigili non sono intervenuti».
«Mi hanno dato un pugno in testa e uno sulla mia telecamera», racconta Antonio Del Furbo di zonedombra.tv. Del Furbo stava seguendo e filmando il corteo quando all’improvviso qualcuno l’ha aggredito alle spalle. Pochi minuti prima alcuni pescatori se l’erano presa anche con l’ex sindaco Luciano D’Alfonso, presente alla manifestazione.
L’ex primo cittadino si sarebbe rivolto ad un pescatore facendo intendere che bevesse, almeno così ha capito uno dei pescatori... «Non è vero», ha replicato lui, «avete capito male». «Vammi a pagare il mutuo piuttosto, sono disoccupato, ho una moglie e due figli», gli ha gridato il manifestante.
In entrambi questi episodi, denuncia Del Furbo, i vigili presenti non sarebbero intervenuti: «non hanno mosso un dito per difenderci», racconta, «sarà forse il caso di prendere qualche provvedimento?», chiede appellandosi al comandante della Municipale.
«Noi abbiamo dovuto tacere per evitare che la situazione degenerasse nei confronti nostri e in quelli di Luciano D'Alfonso, anche lui 'sotto attacco'. Nessuno dei protagonisti si è opposto al nostro lavoro ma solo un personaggio che, partito dalle retrovie del corteo, ci si è scagliato contro. Teniamo a precisare che il corteo è stato pacifico e ben riuscito ma, evidentemente, qualcuno aveva intenzione di rovinarlo».
E sempre Del Furbo racconta che anche in un’altra occasione aveva denunciato il mancato intervento dei vigili urbani: «durante l’assemblea cittadina del quartiere Fontanelle gli agenti sono rimasti fermi davanti ad una residente che insultava le istituzioni e dichiarava apertAmente di essere una spacciatrice».
Del Furbo pubblica a fine filmato un fotogramma dell’aggressore e lancia la sfida: «vediamo da che parte stanno le istituzioni».
Nel reportage interrotto bruscamente a causa dell’aggressione sfilano le immagini dell’imponente manifestazione di sabato scorso alla quale hanno partecipato circa 500 balneatori, amministratori pubblici e semplici cittadini che hanno a cuore la sorte del porto di Pescara.

D’ALFONSO: «C’ERANO QUEI SOLDI DA SPENDERE»
E Del Furbo riprende anche il racconto dell’ex sindaco che spiega ai suoi uomini, durante il corteo, come è nata la realizzazione della diga foranea. «C’era la voglia di fare qualcosa», comincia. «Furono due parlamentari D’Addario (Amedeo, ndr) e Crescenzi (Ugo, ndr) che si trovarono in una trattativa dove erano disponibili 60 miliardi di lire. A quei tempi mancava una visione globale progettuale e ci dissero che quei soldi li avrebbero resi disponibili attraverso il Provveditorato».
Il progetto della diga, ha ricordato D’Alfonso, a quei tempi «era appena accennato, mancava la visione globale… si fece una gara e nacque quella muraglia, più come un obolo che doveva certificare che quei due parlamentari avevano fatto qualcosa per la città. Se avessero pensato che bisognava fare una strada per quel porto non sarebbe nato questo disastro».