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Ricostruzione L’Aquila, Cialente: «un miliardo e mezzo di euro inutilizzati»

Morgante: «stupefacenti falsità»

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L’AQUILA. Il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, torna a parlare di soldi bloccati che non riescono ad arrivare a destinazione: ci sono un miliardo e mezzo di euro per la ricostruzione ancora inutilizzati, dal 2009».

Lo dichiara, in giacca, cravatta e con voce composta ai microfoni di Rainews24. Parla di tempo perduto, di ritardi, lungaggini, di soldi mai spesi, di soldi bloccati. E guarda al futuro con l’aria di chi sa già cosa fare per ricostruire «in tre anni e mezzo, ancora, e forse di più».

«I SOLDI NELLE PANCE DELLE BANCHE»
Un’illusione. A tre anni dal sisma, dai proclami di ricostruzione, i soldi ci sono… «solo che dormono nelle pance delle banche aquilane». E come ci sono finiti lì dentro? Cialente spiega: «i contributi alla ricostruzione sono depositati negli istituti di credito. Si tratta di 670 mln di euro che sembrano fermi, in realtà le banche non li fanno dormire».
E perché nessuno li sblocca visti i circa 12.000 aquilani ancora fuori casa? Cialente si spiega di nuovo: «perché si è creata una burocrazie allucinante. Una rete burocratica che uccide la ricostruzione de L’Aquila. Si pensi che il Commissario Straordinario alla Ricostruzione ha riconsegnato allo Stato 475 mln che erano già stati destinati al Comune de L’Aquila, ad altri Comuni, al Provveditorato e che non ha impiegato negli ultimi 8-9 mesi. Il regime commissariale ha fatto perdere di fatto due anni alla ricostruzione». Accuse non nuove ma che rimbalzano in tutta Italia dai microfoni di RaiNews24.

PRIORITA’ A PALAZZO DI CITTA’ E TEATRO
E’ tempo di guardare avanti. Ecco come Cialente intende recuperare il tempo perduto.
I primi edifici oggetto di ricostruzione saranno il Palazzo di Città, la casa “di tutti” e il teatro comunale, ripete, «perché riteniamo che L’Aquila è una città della cultura e bisogna arredare il tempio del sapere». I cantieri, nel centro storico partiranno al più tardi entro inizio 2013.
Dice Cialente: «abbiamo puntellato il centro storico che ora necessita di manutenzione e non vogliamo buttare via tutti i soldi spesi. Per l’inizio della primavera i primi cantieri debbono partire. Fino al primo gennaio avremo ancora difficoltà ad organizzare l’ufficio per via del concorsone e delle nuove assunzioni. Questa è una fase in cui dobbiamo predeterminare la ricostruzione, dare linee guida ai progettisti, dirigere insomma».

«DI GRAN CORSA»
E le fasi da affrontare di gran corsa, secondo Cialente prevedono il recupero dei soldi per la ricostruzione; l’emanazione di un decreto che permetta di spendere i 470mln di euro che sono fermi nelle mani del Commissario dall’inizio dell’ anno; l’affidamento all’ufficio speciale per la ricostruzione di opere e progetti.
«L’ufficio guiderà la ricostruzione», dice Cialente, «soprattutto nel centro storico e deve farlo di gran corsa; ci deve aiutare a realizzare i sotto servizi perché a L’Aquila la rete idrica, fognaria e quella del gas è saltata in seguito al sisma; poi ci deve aiutare ad applicare il piano strategico che prevede una nuova immagine per la città».

Marirosa Barbieri

«DA CIALENTE STUPEFACENTI FALSITA'»
«Le esternazioni del sindaco Cialente ormai sfiorano la comicità, non so neanche più come definirle». E’ il commento di Antonio Morgante,  responsabile di segreteria del Commissario Gianni Chiodi. «Che Chiodi abbia mandato indietro 400 milioni residui, oltre che folle sarebbe anche illegittimo. I soldi infatti – prosegue Morgante – stanziati dal Ministero per l’Economia per l’emergenza Abruzzo non possono essere utilizzati per altro. Il sindaco ci dovrebbe fare il favore di dirci di quali fondi si tratta, quando siano tornati indietro, con quale mandato e firmato da chi».
Morgante si dice inoltre comprensivo per l’enorme pressione fatta al primo cittadino dai soggetti che devono ricevere i soldi per la ricostruzione. «Anche nei nostri uffici – aggiunge – capita di accogliere ditte o cittadini che devono ricevere somme arretrate, ma nessuno si sognerebbe mai di dire loro che i soldi non ci sono o sono stati rimandati a Roma. Cialente – chiosa Morgante – ama infuocare gli animi e distrarre l’attenzione dalle proprie responsabilità. Questa volta, però, si è finiti nel paradosso comico, sulla pelle, ahimè, di cittadini, imprese e amministratori che aspettano risposte e non menzogne».