RIORDINO PROVINCE

«Stanno assassinando Chieti, mobilitiamoci»

L’appello su YouTube di Cristiano Vignali

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CHIETI. «Le lobbies economiche» hanno un unico obiettivo: «uccidere Chieti» per «avvantaggiare Pescara, una città senza storia» e lì mettere la loro base «per gestire i loschi interessi».

La pensa così Cristiano Vignali, «storico e politologo teatino», candidato del Mpa alle scorse Provinciali. Vignali in un video caricato su You Tube lancia un appello ai cittadini della provincia di Chieti affinchè scatti una mobilitazione forte e decisa «prima che sia troppo tardi».
Nelle scorse settimane il Comitato per le Autonomie locali ha espresso il proprio parere formale attraverso una votazione e scegliendo (con solo 8 voti) la riduzione da 4 a 2 Province con la fusione Pescara-Chieti (Pescara capoluogo) e L’Aquila-Teramo (con L’Aquila capoluogo).
«Questo è il momento più difficile dal dopoguerra ad oggi a causa della crisi», commenta Vignali nel video poco prima di bocciare l’ «assurda e sciagurata proposta» del Cal, frutto, sostiene lui, di un «inciucio politico».
«Vogliono cancellarci dalla carta geografica», continua il politico, «fregandosene della decisione del governo che stabilisce che la Provincia di Chieti ha tutti i requisiti per restare in vita senza nessun obbligo di accorparsi con altre Province».

Per Vignali questo tentativo di «scippo» sarebbe un piano organizzato dalle «lobbies finanziarie che muovono i fili della politica. Questa non è rivendicazione campanilistica», assicura, «ma un appello estremamente vitale contro l’assassinio della Provincia».
L’accorpamento con Pescara, dice ancora Vignali, causerebbe danni enormi: «rischiamo di perdere gli uffici della prefettura, questura, il comando provinciale dei carabinieri, gli uffici dell’Inps, Inail, dell’Agenzia delle entrate, i tribunali, le Asl, gli ospedali, l’ archivio di stato».
Verrebbero meno anche i fondi per i porti di Vasto e Ortona «per favorire il finto porto di Pescara». E poi ancora: «meno soldi a scuole pubbliche, aziende in crisi a causa dell’aumento delle tasse» mentre le lobbies economiche e finanziarie «avranno mano libera per divorare ogni nostra risorsa pubblica», anche quelle proprietà immobiliari che verrebbero «svendute per due soldi ad affaristi senza scrupoli».
«Cosa intendono fare i senatori a Roma e gli assessori e consiglieri regionali per il bene della città?», chiede Vignali. «Perché la Regione non presenta un ricorso? Perché il presidente Di Giuseppantonio e il sindaco Di Primio non presentano un ricorso al Tar e in Europa?»
Da qui l’appello ad una mobilitazione totale dei cittadini: «costituite dei comitati in difesa della città, scongiurate lo scippo e manifestate per il bene comune».