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Riorganizzazione Province, troppe proposte sul tavolo del Cal

Entro il 2 ottobre bisognerà tirare le somme

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ABRUZZO. La strada verso la riorganizzazione delle Province è sempre più in salita.

Sul tavolo del Comitato per le Autonomie Locali c’è una miriade di proposte diverse e spesso contrastanti, tutte tese comunque a salvaguardare l’autonomia di questo o quel territorio.
Ieri alla seduta hanno partecipato 7 dei 19 sindaci invitati, con numero di abitanti superiore ai 10.000: Avezzano, Giulianova, Atessa, Lanciano, Vasto, San Giovanni Teatino e Martinsicuro.
La riunione è iniziata con l'audizione del sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, che ha presentato una proposta che individua la possibilità di istituire una provincia unica regionale o, in subordine, la previsione di due province con caratteristiche demografiche, socio-economiche e territoriali equilibrate tra loro.
In questo ultimo caso, quindi, prevedere L'Aquila-Teramo e Pescara-Chieti.
Durante l'incontro sono emerse varie ipotesi dai Comuni presenti, tra cui la soppressione di tutte le Province, il mantenimento della Provincia di appartenenza, ma gli interventi erano legati da un unico comune denominatore e cioè la salvaguardia del territorio, mantenendone l'equilibrio e l'attenzione alla riorganizzazione dei servizi, evitando di spogliare il territorio di uffici di rilevanza per il cittadino.
Anche il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, è intervenuto, formalizzando la proposta del suo Comune, nella quale si ribadisce la necessità di sopprimere le Province e di attribuire sempre più funzioni alle amministrazioni comunali ma al contempo, nel documento emerge un'apertura verso la possibilità L'Aquila-Teramo, considerando l'integrazione delle risorse dell'una e dell'altra realtà, che ne deriverebbe.
«Dobbiamo necessariamente tener conto che alle nostre competenze già importantissime per il territorio, come ad esempio viabilità ed edilizia scolastica - ha dichiarato il presidente del Cal, Antonio Del Corvo - si sono aggiunte altre funzioni statali di estremo valore come i trasporti pubblici e privati e l'ambiente».
Il lavoro del Cal non si esaurirà il 2 ottobre, quando scadrà il termine per la presentazione della proposta di riordino ma, ha spiegato Del Corvo, continuerà per il discorso legato alle deleghe, un ambito in cui, «noi non saremo passivi».
Insoddisfatto dell’incontro il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia: «la nostra è l’unica realtà a non aver fatto demagogia, mettendo da parte ogni possibile campanilismo, e ad aver avanzato una proposta lungimirante, concreta, razionale e soprattutto in linea con la Spending Review che impone la conservazione di sole due Province e non 3 né 4. Quello che forse non è stato ben chiarito è che, fatta la legge, non ci si deve ingegnare per trovare un modo per aggirarla, ma che quella legge va rispettata, trovando ovviamente il modo migliore per tutelare tutti i territori che comunque saranno interessati da una riorganizzazione rivoluzionaria, per evitare una decisione esterna all’Abruzzo che cadrebbe come un macigno sulla regione».