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«Siamo solo alla punta dell'iceberg», sostiene Di Giampietro. «La vicenda del sindaco Cantagallo e dell'inchiesta Ciclone di questi giorni non è solo una vicenda di mazzette, di corna o di appalti truccati. Ci sono cose molto più gravi nel "sistema Montesilvano". Ed è un problema che pare non sia stato compreso bene nemmeno da quei politici che parlano di "Montesilvano che cresce" e del modello Montesilvano come un modello sano e vincente».
Secondo Di Giampietro il sistema è creato da una serie di «mali endemici» che hanno reso possibile uno sviluppo urbanistico non controllato.
Ci sarebbe alla base il mancato ricambio del gruppo dirigente e la mancanza di alternanza, i responsabili erano sempre gli stessi e inevitabilmente «veniva meno la trasparenza ed il controllo anche a causa di mancanze di regole certe».
E poi ancora «la mancanza di pianificazione e di regole, lo spregiudicato uso degli accordi di programma e dell'urbanistica contrattata, l'associazione di interessi tra imprenditori, operatori immobiliari, tecnici e politici locali».
E dietro tutto questo, è normale, non può esserci solo l'impegno, per quanto "attento" di un sindaco che, come dice la magistratura, aveva messo in piedi una vera e propria associazione a delinquere.
«Ci sono consiglieri comunali», sostiene Di Giampietro, «che siedono in comune da oltre un quarto di secolo, che hanno cambiato più schieramenti, ma sono sempre in giunta. L'architetto Canale ha diretto ininterrottamente il settore urbanistica, praticamente incontrollato, per oltre un quarto di secolo, firmando praticamente tutto: piano regolatore, piani particolareggiati, piano traffico, lavori pubblici».
«A MONTESILVANO NON C'E' NEPPURE LA COMMISSIONE EDILIZIA»
«A Montesilvano», continua la sua lunga lista il docente del Politecnico, «non c'è nemmeno la commissione edilizia e la commissione urbanistica, di costituzione consigliare, è assolutamente sprovvista di competenze specifiche per valutare le importanti decisioni in materia. Decide tutto il dirigente o la giunta».
Chi sorvegliava quindi? Chi controllava? Nessuno. Benché sia obbligata per legge, la città è priva anche di uno strumento come il piano urbano del traffico.
«Interi quartieri nascono senza trasporto pubblico, senza piste ciclabili, senza una strategia per la mobilità. E il sindaco si poteva permettere di dire che sulla ex ferrovia a Montesilvano non vuole né tram né filobus. Così si è costruito su tutti i lotti liberi a cavallo della ex ferrovia e non si sa come far arrivare la nuova linea del trasporto pubblico agli alberghi e alla zona del PP1. Nel frattempo la città affoga negli ingorghi automobilistici. Il piano regolatore di Canale nel 1991 era stato dimensionato per 42mila abitanti. Oggi gli abitanti sono quasi 50mila si sono realizzate quantità edilizie per oltre 100mila stanze, ma verde, scuole e servizi realizzati saranno sufficienti per un paesino di qualche migliaia di abitanti». Ma nessuno si è mai preoccupato.
INFINITI ACCORDI DI PROGRAMMA
«Gli interventi più importanti», ribadisce Di Giampietro, «nel settore edilizio vengono gestiti con il meccanismo degli accordi di programma, con la realizzazione diretta delle opere pubbliche da parte degli operatori privati e con ampi meccanismi premiali di cubature addizionali in cambio delle opere e dei servizi. Le opere del piano del sindaco si fanno con gli interventi dei privati. Basta concedere premi di cubatura, incentivi e adeguati incrementi edificatori». E la magistratura in questi giorni starebbe cercando di fare luce su una decina di cantieri appaltati in maniera non regolare. Tra questi la ristrutturazione del PalaRoma (mai iniziati) e Palazzo Baldoni, il parco fluviale del Saline, e il campo di calcio di via Foscolo.
«IL NUOVO PUNTO INTERROGATIVO»
L'industria del mattone è una realtà solida e forte a Montesilvano, «in un periodo di crisi dei mercati finanziari, in un comune in cui era così facile investire in edilizia e trovare accordi vantaggiosi, soprattutto per i grandi investitori, non è stato difficile far arrivare in città una enorme quantità di capitali, e farla diventare la quinta città d'Abruzzo».
E secondo Di Giampietro «l'urbanistica contrattata, ed il meccanismo degli incentivi e premi di cubatura fa si che tutti abbiano interesse ad accogliere eccezioni ed incrementi di edificazione, chiudendo due occhi sulle eccezioni alle regole».
Così sarebbe successo anche nella vicenda D'Andrea-due torri dell'aprile scorso.
«Tutto il consiglio comunale ha chiuso gli occhi. Si è approvato l'accordo di programma con eccezioni alle regole delle altezze (65 m di altezza invece dei 12,50 previsti dal piano), cambio delle destinazioni d'uso e enormi aumenti di cubatura fingendo di non sapere che quella cubatura aggiuntiva era stata generata da una norma truffa del piano regolatore dell'architetto. Con la giustificazione di costruire case per categorie svantaggiate (anziani, giovani coppie, separati, disabili) l'Art. 26 delle norme del PRG concede un incremento del 20% ai grandi proprietari. Questo ha regalato alla ditta D'Andrea 40mila metri cubi in più (circa 133 appartamenti) da mettere sul mercato, con due torri nella zona degli alberghi, ma non ha prodotto nessuna stanza in più per alcuna categoria svantaggiata. Dopo la protesta dell'opinione pubblica contro gli ecomostri D'Andrea, le torri sono state spostate indietro ma sono diventate tre, 80mila mc aggiuntivi serviranno per pagare il teatro da 500 posti promesso dal sindaco Cantagallo. Poco importa se intanto la città sta scoppiando di cemento».
20/11/2006 10.41
ORE 12.17: LE DIMISSIONI DEI 23 CONSIGLIERI
Sono state protocollate alle 12.17 in punto della giornata odierna, lunedì 20 novembre, le dimissioni dei 23 consiglieri del centro-sinistra del Comune di Montesilvano.
Come preannunciato, tutti gli esponenti della coalizione di governo si sono riuniti intorno alle 11 presso la Sala Giunta del Palazzo di Città e hanno apposto la propria firma sul documento rassegnando ciascuno le proprie dimissioni e decretando, in questo modo, lo scioglimento del Consiglio comunale.
Insieme ai membri della coalizione di governo, si sono dimessi anche tutti gli assessori in carica, quale atto formale, e anche il consigliere di Rifondazione Comunista Cristian Odoardi.
Espletata la procedura formale, Massimiliano Pavone, Presidente del consiglio uscente, ha consegnato i tre atti formali al Segretario Generale che, a sua volta, ha protocollato i documenti, alle 12.17, ed ha comunicato le dimissioni del Consiglio al Prefetto di Pescara Giuliano Lalli il quale dovrà ora nominare un Commissario che si insedierà al Comune di Montesilvano entro ventiquattro ore.
Ma ha indignato non poco l’ultimo tentativo in extremis del centrosinistra.
Nell’assestamento di bilancio, preparato come ultimo atto, infatti, ci sarebbe stato il regalo alla “Debora Ferrigno”, la fondazione nata per offrire servizi sociali.
Si tratterebbe di un finanziamento di 320mila euro per garantire longevità ai 27 operatori.
Oggi i dipendenti sono 180 e non mancano clamorosi esempi di parentele illustri.
20/11/2006 12.43
Il Piano Particolareggiato n. 1 di Montesilvano nella zona degli alberghi
