Martedì 09 Febbraio 2010
Ultimo Aggiornamento:
09/02/2010 ore: 16:52:15


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Piana Navelli: «35 milioni, 40 campi di calcio. Ecco lo scempio»

NAVELLI. Associazioni ambientaliste in campo per dire no al cantiere che «distrugge un paesaggio millenario». Il perché e le azioni future per bloccare gli altri due lotti dell’opera che collega questa zona dell’Abruzzo interno a L’Aquila.


 
IL RACCONTO FOTOGRAFICO DELLA MANIFESTAZIONE





«Le rotatorie e gli svincoli che si stanno costruendo occupano tanto quanto 40 campi di calcio».
È questo il dato che Antonio Ricci, presidente regionale di Legambiente fornisce, da subito, per dare un’idea dell’ampiezza dei lavori che l’Anas sta svolgendo lungo il tracciato della statale. Lavori che costeranno 35 milioni di euro per il solo primo lotto, quello attualmente in costruzione. Già, perchè i lavori -che modificheranno così profondamente il paesaggio- arriveranno fino a L’Aquila e sono stati divisi in tre lotti.



LA PROTESTA E LE RICHIESTE DEGLI AMBIENTALISTI

Molte bandiere e palloncini, una protesta simbolica sulle aiuole spartitraffico da parte dei partecipanti e delle idee concrete: «sospensioni dei lavori e adeguamento del progetto alle prescrizioni fornite a suo tempo degli organi competenti, eliminando le strade complanari e trasformando gli svincoli in rotatorie».
È questo che le associazioni chiedono: un adeguamento all’ambiente circostante, un’opera in proporzione, non un’invasione del territorio così massiccia e spropositata.
E per salvaguardare e proteggere il territorio si chiede anche di «istituire dei vincoli paesaggistici, che possano impedire nella zona degradi ambientali di questo genere».
Il rifiuto è netto anche sulle zone artigianali e sulla costruzione di capannoni, in un’area che è tra il Parco del Gran Sasso e quello del Velino-Sirente, in una piana che è la porta di accesso a questi due parchi.
E siamo pur sempre nella “regione verde d’Europa” (che è “verde” solo quando conviene…)
I manifestanti, dopo aver occupato pacificamente le aiuole spartitraffico, hanno sfilato fino alla Chiesa di S.Maria di Centurelli dove si è avviato un dibattito alla ricerca della miglior soluzione possibile per questo territorio e sulle iniziative da prendere.




IL DIBATTITO E LE FORME DI PROTESTA DA METTERE IN CAMPO PER FARSI ASCOLTARE

Al dibattito hanno preso parte, tra gli altri, anche gli assessori regionali Betty Mura e Fernando Fabbiani, la consigliere regionale Rosaria La Morgia ed il deputato Maurizio Acerbo.
L’imminente arrivo in Abruzzo del ministro alle Infrastrutture Di Pietro, previsto per il 20 luglio è la ribalta nazionale che potrebbe servire al movimento per allargarsi ed entrare nell’agenda, anche politica e non solo tecnica, dei problemi da risolvere.
C’è stata l’adesione da parte di tutti i gruppi partecipanti alla preparazione di un bilancio consuntivo da presentare al ministro al suo arrivo.
Tutti d’accordo anche nel predisporre un sit-in nelle città che Di Pietro visiterà per mantenere alta la visibilità e l’attenzione sull’argomento.



GLI ESPOSTI PER “FARSI SENTIRE”

Coordinazione collettiva anche per quanto riguarda gli esposti da presentare.
Bisognerà creare dunque un vero e proprio “problema da risolvere” per la Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici e per la Soprintendenza ai Beni Ambientali.
Si riparte quindi dalla lettera che Italia Nostra ha inviato il 26 maggio (QUI LA VERSIONE INTEGRALE), nella quale il presidente dell’associazione chiede che vengano fermati i lavori, ed un’ispezione urgente della Soprintendenza ai beni ambientali.
Tutto questo mentre nella riunione del 2 giugno il Sovrintendente dell’anas ha dichiarato che i lavori erano «conformi al progetto».
Per altri è necessario alzare ancora di più il tiro e l’attenzione chiedendo l’attenzione del Ministro per l’Ambiente e dell’Europa documentando come, in effetti, lo spezzettamento dei lavori abbia evitato all’Anas una Valutazione d’Incidenza Ambientale che avrebbe determinato in altra maniera lo svolgimento stesso dei lavori.
Tale indagine, che viene effettuata quando ci si trova di fronte a grandi opere, è naturalmente costosa perchè approfondita e tiene conto di molti parametri.
Con una valutazione di imptto ambientale, allora, i lavori avrebbero potuti essere bloccati e non rivecevere il via libera.
Ecco la piccola differenza che dovrà emergere ora, secondo gli ambientalisti.
È queste la principale accusa mossa all’Anas rea «di aver spezzettato un’opera che non avrebbe avuto alcuna approvazione se questa valutazione fosse stata fatta».


LA PIANA DI NAVELLI SENZA IL VINCOLO PAESAGGISTICO


«La Piana di Navelli non può in alcuna maniera essere sottoposta ad uno sfruttamento del territorio attuato così», dice Antonio Ricci, presidente regionale di Legambiente «tutta l’area passerebbe da un fattore 1 ad una moltiplicazione per 7 dell’incidenza e dello sfruttamento di questa piana».




MANCA ANCORA UN VERO SOSTEGNO POPOLARE

Gli organizzatori si sono separati stabilendo un piano comune d’azione che raggruppi tutte le associazioni intervenute i partiti politici favorevoli, in uno sforzo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
La sensazione, infatti, è che la presenza dei diretti interessati, degli abitanti della valle, fosse piuttosto ridotta.
Su questo punto i rappresentanti degli Anarchici aquilani si sono detti pronti ad indire assemblee pubbliche, distribuire volantini. Per cercare di creare un vero movimento di cittadini.
La prossima fase della contestazione sarà quindi quella di riferirsi direttamente al Ministro Di Pietro al suo arrivo in regione e sottoporre alla sua attenzione tutte le richieste, le delibere, gli esposti sulla questione. Sperando di essere ancora in tempo.


Alessio De Laurentiis 08/07/2006 18.35


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Autore Albero
Redazione
Inviato: 10/7/2006 11:43  Aggiornato: 10/7/2006 11:43
Redazione
Iscritto: 30/7/2005
Da: ABRUZZO
Inviati: 91
 Re: Piana Navelli: «35 milioni, 40 campi di calcio. Ecco ...
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

Silone: quando la Piana di Navelli era un giardino



Nelle sue note di viaggio per l’ Abruzzo, Ignazio Silone ci partecipa il suo incantamento per il Piano di Navelli:”... intanto avevamo già superato la strettoia rocciosa di Civitaretenga ed eravamo entrati nel Piano di Navelli. Che splendide coltivazioni. I ben ordinati campi di zafferano, di legumi, di cereali, avevano la bellezza di un giardino”. Per subito aggiungere, quasi come una premonizione, che è propria delle grandi anime:” e dimostravano un amore per la terra che commuoveva come ogni amore di cui si sente l’estinzione”. Il grande scrittore, toccato e turbato dalla fugacità di quella bellezza, difficilmente avrebbe potuto immaginare che sarebbe venuto il tempo, dopo l’abbandono, dello sfregio di quella terra. Dall’amore alla disaffezione, all’indifferenza. L’agricoltura è venuta meno, se si esclude la minoritaria coltivazione dello zafferano, a seguito dell’emigrazione e dei noti fenomeni sociali ed economici del dopoguerra e il verde degli antichi tratturi si è dilatato fino ad abbracciare tutta la piana. Una piana di un verde continuo e intenso, che si accendeva dei colori del bianco e del rosa dei mandorli a primavera, bella quanto il giardino che commosse Silone. Ora l’incantesimo è finito, il verde si è fatto catrame mentre le radici dei mandorli guardano il cielo e maledicono gli uomini.

Per la loro stupidità: non si limitano ad allargare la strada di cui denunciano l’alta mortalità senza esibire uno straccio di statistica comparata – ipse dixit ! - ma castigano questi luoghi straordinari con una apocalisse giovannea di asfalto e cemento. Questi sono i nostri tecnici, questi sono i nostri amministratori. Nelle loro mani è il nostro futuro.

Sulmona, 10/07/06 Ezio Pelino
http://vacanzadaprecaria.weebly.com/

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