Venerdì 10 Settembre 2010
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Terremoto, giornata di proteste. Donna si incatena, tensione in piazza

L'AQUILA. Una donna, Marisa Ferrauti, residente nel comune di Ocre, si è incatenata ai tubi di allaccio di un terreno agricolo dove sarà realizzata una casa.

* DA OGGI GLI ESPERTI A DISPOSIZIONE DEI SINDACI




Una forma di protesta per dire no all'ordinanza del sindaco, Fausto Fracassi, «che consente a tutti i cittadini del cratere del terremoto di acquistare un terreno agricolo nel comune dell'Aquilano e di costruirci una casa con una autorizzazione provvisoria».
La signora Ferrauti ha deciso di attuare la clamorosa protesta per evitare «che questo territorio splendido che ha un castello e palazzi bellissimi sia invaso dal cemento e deturpato».
«Se tanti cittadini, attuando l'ordinanza del sindaco, venissero a costruire qui, la situazione diventerebbe insostenibile, in quanto è chiaro che quelle case con autorizzazione provvisoria costate decine di migliaia di euro poi non verranno demolite».
La donna si è incatenata ai tubi di allaccio di un terreno che confina con i Map occupati dai terremotati e con la sua abitazione perché è proprio «l'acquisto 'sospetto' di quel terreno da parte di un cittadino che ha fatto emergere il caso».
Ferrauti ha annunciato un ricorso al Tar contro l'ordinanza del sindaco Fracassi e un esposto alla Procura della Repubblica.
Momenti di tensione, invece, all'ingresso di piazza del Teatro in occasione del convegno "L'Aquila 2020, e poi?": la scelta degli organizzatori di limitare l'accesso ai rappresentanti dei comitati spontanei a due persone del gruppo non è stata gradita dall'assemblea cittadina.
A decine si sono presentati infatti all'ingresso della piazza chiedendo di poter entrare al ridotto del teatro comunale, tanto da spingere la polizia a chiudere l'accesso alla piazza all'altezza di via Veneto.
Al varco erano fermi un centinaio di persone tra esponenti dei comitati - che hanno anche esibito un cartello con la scritta 'Mai piu' senza di noi' - forze dell'ordine e altre persone che chiedevano di poter transitare.
All'insistenza dei cittadini, i quali hanno rivendicato il diritto di «essere parte attiva di tutte le decisioni programmatiche», i responsabili della Sge hanno deciso poi di far entrare tutti.
«Abbiamo già vissuto a Roma delle situazioni drammatiche con le forze dell'ordine, non ci sto a vederle anche nella nostra città», ha commentato Cialente.
Intanto questa mattina il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha incontrato il segretario nazionale della Destra Francesco Storace, che ha risposto all’invito rivolto dallo stesso Cialente a tutti i leader politici nazionali a incontrarlo per discutere insieme sui problemi riguardanti la ricostruzione e la situazione economica e occupazionale del capoluogo.
Il segretario della Destra, che era accompagnato dal capogruppo in consiglio comunale Luigi D’Eramo, è stato guidato dal primo cittadino in una lunga visita nel centro storico e nella “zona rossa”, ancora inagibile e inaccessibile.
«Ho trovato una città che ha voglia di ripartire – ha dichiarato, al termine dell’incontro, Francesco Storace – ma che non può farcela da sola. La ricostruzione deve essere sostenuta da una legge speciale, senza la quale il processo non può essere avviato. Il Governo ha lavorato bene nella fase dell’emergenza, ma ora occorre un intervento strutturale da un punto di vista normativo, vale a dire, come ripeto, una legge organica per la ricostruzione della città dell’Aquila e per l’Abruzzo, una cosiddetta legge speciale».
Il sindaco Cialente ha ringraziato il segretario della Destra per aver accolto il suo invito e soprattutto «per aver compreso in pieno la reale portata e complessità del problema e, dunque, la necessità di una legge ad hoc finalizzata alla ricostruzione post sisma, che poi – ha dichiarato Cialente – è ricostruzione del tessuto urbanistico e storico architettonico, ma anche economico, sociale e occupazionale. Non possiamo ripartire senza adeguati strumenti normativi che contengano certezze sui finanziamenti».
Il sindaco ha poi sottolineato come «la ricostruzione di ben 6 aree del centro storico, per cui sono già pronti i progetti, sia bloccata proprio perché la normativa vigente non fa chiarezza sul fatto che gli interventi siano riferibili a indennizzi o contributi. Altro che mancanza di progettualità e immobilismo, noi abbiamo voglia di ricominciare ma veniamo bloccati e frenati da un vuoto legislativo, che va assolutamente colmato».
Nell’attraversare piazza Palazzo, dove si trova palazzo Margherita, sede del Comune fino alla data del sisma, il primo cittadino ha ricordato inoltre la precedente visita all’Aquila del segretario Storace, che venne a rappresentare la propria solidarietà al sindaco a seguito di un atto incendiario proprio ai danni del portone d’ingresso dell’edificio.

26/07/2010 18.39

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