Lunedì 22 Marzo 2010
Ultimo Aggiornamento:
22/03/2010 ore: 10:49:09

Visite: 15.322.975

Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati gialli e tangenti





CHIETI. Pochi l'hanno notato. Ma oggi che per Villa Pini è il giorno fatidico “fallimento sì-fallimento no” sembra utile ricordare quello che ha detto Gianni Di Cesare, segretario regionale Cgil, dopo essere uscito dalla Procura della Repubblica di Chieti.




Insieme con la delegazione di dipendenti e familiari dei malati del San. Stef.ar. è stato ricevuto dal procuratore Pietro Mennini.

«PERCHÉ I DIPENDENTI NON HANNO CHIESTO PRIMA IL FALLIMENTO?»

Mentre parlava ai manifestanti, insieme a Vincenzo Traniello (Cisl), ha riferito di una domanda (che forse gli era stata rivolta dal Procuratore stesso): «perché fino ad oggi nessun dipendente ha fatto istanza di fallimento?».
E si è dato anche una risposta: «perché i lavoratori si sono trovati tra l'incudine ed il martello – ha spiegato – da una parte la Regione che prometteva di pagare Angelini, dall'altra la proprietà della clinica e del San. Stef.ar. che vantava crediti sicuri con i quali avrebbe pagato gli stipendi. E così siamo arrivati a questo punto: nel braccio di ferro, i più deboli, cioè i dipendenti, ci hanno rimesso».
Non era certo quello il momento ed il luogo per spiegare cosa è successo su questo versante: sulle scale della Procura e davanti ai manifestanti era importante riferire dell'incontro e tranquillizzare gli animi.
Il messaggio è stato: aspettiamo la mattina di martedì 9 per le decisioni del Tribunale fallimentare ed il pomeriggio dello stesso giorno per il Consiglio regionale che si riunisce a Pescara.
In realtà la storia “fallimento sì-fallimento no” è molto più complessa ed ha diviso a lungo anche i sindacati tra di loro ed al loro interno.
Oggi sarebbe comunque ingeneroso criticare la mancata richiesta di fallimento perché con il senno di poi è forse più chiaro il quadro complessivo.
Ma questo serve a far capire quanto sia stato difficile per il sindacato nel suo complesso gestire la vicenda.
Senza dire che forse alla base di tutto ci sono stati comportamenti che hanno diviso i dipendenti e non hanno reso possibile una scelta operativa unitaria, come quella del fallimento.
E soprattutto si è fatta nuova luce su comportamenti, forse pilotati, che hanno convinto a percorrere la strada dei decreti ingiuntivi per recuperare gli stipendi, piuttosto che altre strade.
Con il sospetto che questa scelta sia stata “suggerita” proprio per non fallire.
Raccontano alcune fonti molto qualificate che oltre 500 dipendenti, dopo assemblee infuocate, si sono convinti ad incaricare un avvocato per decreti ingiuntivi singoli su due mesi di stipendio.
Prestazione gratis, in caso di insuccesso, 1200 euro di parcella legale se il decreto arrivava a buon fine.
Insomma un bell'affare per l'avvocato che riscuoteva 1200 euro per ogni bimestre (almeno 4) moltiplicati per centinaia di dipendenti che forse sono stati convinti per disperazione.
Ma soprattutto una mossa sullo scacchiere interno che ha messo al sicuro la proprietà da iniziative pericolose ed ha provocato l'impossibilità per il sindacato di cavalcare unitariamente l'ipotesi fallimento. Un esempio di più per comprendere le difficoltà con cui il sindacato si è dovuto confrontare nel Gruppo Angelini.

I DIPENDENTI USATI DALLA PROPRIETÀ PER FORZARE LA MANO ALLA REGIONE

Infatti la storia del gruppo Villa Pini, fino al commissariamento giudiziale ed alla richiesta di concordato preventivo, è stata sempre caratterizzata da un rapporto “atipico” con i sindacati, o forse è meglio dire con i dipendenti iscritti ai sindacati, visto che le tre maggiori sigle nazionali spesso sono state emarginate dalle trattative, i loro rappresentanti a volte venivano “messi in ferie” per lunghi periodi (quando addirittura non venivano licenziati), i sindacalisti “buoni”, per non dire acquiescenti, facevano carriera anche con qualche gratifica economica, anche se ogni tanto sono incappati in qualche inciampo giudiziario.
C'era insomma il sindacato giallo?
Almeno fino ad un paio di anni fa sembra proprio così, poi con l'arrivo di nuovi dirigenti regionali e provinciali delle Confederazioni nazionali i rapporti sindacali sono diventati più corretti ed i dipendenti non sono stati più disponibili ad essere usati come forza d'urto nella contrapposizione tra la proprietà e la Regione.
Perché tutti a Chieti ricordano, quasi come una ricorrenza civile, la manifestazione annuale dei dipendenti di Angelini sotto la Prefettura per difendere le richieste (di aumento) sul budget assegnato alla clinica.
E se la location della manifestazione non era la Prefettura teatina, autobus non certo pagati dai sindacati trasportavano le truppe cammellate o a Pescara (sede dell'assessorato regionale alla sanità) o all'Aquila, sede del governo regionale.
Un paio di giorni a megafoni accesi e subito dopo, chissà se per esigenze di ordine pubblico, veniva concesso tutto quello che Villa Pini chiedeva.
La storia vera dei rapporti sindacali nel gruppo Angelini è stata dunque sempre l'organica coincidenza tra le tensioni sindacali e le tensioni nei rapporti con Asl e Regione. La crescita costante delle dimensioni del gruppo e i numeri degli occupati (oggi si parla di 1600 unità) hanno permesso all’azienda di utilizzare in modo disinvolto la minaccia di crisi occupazionale quale leva di condizionamento nei rapporti con Asl e Regione.
Questo “condizionamento” socio-sindacale ha in genere quasi sempre funzionato, permettendo al Gruppo di avere un forte potere contrattuale.
Anche questa volta l'uso del personale come ariete è stato sperimentato di nuovo e con maggiore forza, ma non ha avuto successo a causa i due fatti nuovi: il Piano di rientro dai debiti e la gestione commissariale della sanità abruzzese. Si è trattato di un ostacolo insormontabile, quanto imprevedibile, per una possibile agevole soluzione in materia di “bugdet “ e di inappropriatezza di ricoveri e prestazioni.

IL “SISTEMA ANGELINI” IN CRISI QUANDO SONO PARTITI I CONTROLLI (VERI)

Appena i sindacati hanno ripreso a fare il loro mestiere e quando la dirigenza Asl – con il nuovo manager Mario Maresca - ha cominciato a controllare le richieste di pagamento di Villa Pini e a rifiutarsi di pagare a piè di lista (come avveniva in passato e senza controlli), il Gruppo è andato in crisi e non ha più pagato i dipendenti.
Si diceva dei controlli: gli autisti e gli impiegati della Asl ricordano con precisione quando erano mandati a ritirare scatoloni di fatture già preparate, con tanto di distinta di pagamento.
Gli scatoloni venivano ammucchiati in qualche magazzino, a dormire insieme alle ricette rosse con le prestazioni ed i ricoveri dei fuori Regione che per anni la Asl di Chieti ha dimenticato di incassare.
Le distinte invece venivano prese per buone e pagate.
In pratica la Asl come la succursale della Banca d'Italia. Non si stampava moneta, ma sempre soldi uscivano: si trasformava la fattura in moneta sonante, facendo aumentare in modo incontrollato il debito della sanità pubblica abruzzese, costretta a pagare più prestazioni e più ricoveri di quanti in realtà ne fossero avvenuti.
Quando la Procura di Pescara è intervenuta, ha scoperto che la Commissione regionale che doveva controllare lo faceva a campione, che i controlli non producevano cifre sostanzialmente diverse da quelle richieste, che tra i controllori delle cartelle cliniche e delle prestazioni c'era anche una laureata in Lettere e che un medico, durante un interrogatorio, dichiarò di non conoscere il significato della sigla Drg (che è poi quanto paga la Asl per una prestazione o per un ricovero) anche se li controllava.

IL MECCANISMO PERVERSO CHE HA FATTO AUMENTARE IL DEBITO SANITARIO (E LE TASSE)

Dunque la Asl pagava sempre di più, il debito aumentava, ma nessuno si preoccupava, perché tanto c'erano le cartolarizzazioni, un altro meccanismo che ha fatto lievitare il debito.
Si pensi agli interessi e alle commissioni bancarie che si pagano sul prestito che è un vero e proprio mutuo, oppure al mancato controllo sui crediti vantati e tutti certificati dalla Asl, anche se inesistenti o già pagati o addirittura gonfiati, stando almeno alle accuse che sono state rivolte all'ex manager Luigi Conga, arrestato. Insomma una specie di meccanismo Madoff (il finanziere Usa arrestato e condannato a 150 anni di galera) che pagava molti interessi agli investitori usando il denaro fresco di altri che si fidavano di lui. O forse il modello vero era il “metodo Ponzi”, l'italiano emigrato a Boston, diventato sinonimo delle truffe con le piramidi finanziarie.
A Chieti funzionava così: soldi, sempre più soldi dalle casse regionali ad Angelini, tangenti sempre più tangenti e sempre più grandi ai politici o ai manager Asl che avrebbero dovuto controllare e che quindi non controllavano.
La truffa è stata bloccata dagli arresti e poi la politica ha deciso di aumentare le tasse ai cittadini con il pretesto del Piano di rientro dai debiti. Cioè paga chi non è stato causa del debito, ma vittima. Come è capitato ai dipendenti di Villa Pini che hanno lavorato gratis per un anno.

PERCHÉ LA VERTENZA SINDACALE VILLA PINI È STATA COSÌ LUNGA?

E’ accaduto spesso che in altri settori produttivi gli operai prima o durante la cig “a rotazione” prestassero attività di lavoro non retribuita.
Ma questo sempre per brevi periodi e quando c'era una fondata possibilità di ripresa del mercato. Nel caso di Villa Pini, c'era un gruppo sanitario privato con l’accreditamento, cioè una stabile committenza da parte della sanità regionale: perché prolungare la vertenza?
Infatti il mercato delle prestazioni sanitarie “tira” (basta vedere le liste di attesa).
Invece, al posto di chiedere subito il fallimento si sono preferiti (o è stata un'imposizione subdola?) i decreti ingiuntivi singoli, il che non è il massimo dal punto di vista sindacale. La lezione che viene da tutta la vicenda è che un sindacato forte (ma non era il caso di Villa Pini, dove solo nell'ultimo periodo si è vista la presenza qualificata della Triplice e dell'Ugl) avrebbe potuto e dovuto far pesare l’ingente credito da lavoro, privilegiato in sede fallimentare.
Il mancato travaso nella procedura dell'istanza di fallimento di tutti i dipendenti non ha permesso sinora la dichiarazione di fallimento ed ha oggettivamene favorito una lunga trattativa privata di vendita aziendale.
Invece una gestione del curatore fallimentare avrebbe potuto garantire un'immediata autorizzazione della gestione provvisoria con la ripresa dell'attività e con l'erogazione degli stipendi, perché la Regione non avrebbe potuto opporre alla curatela le contestazioni sui crediti pregressi e contestati del gruppo Villa Pini.
L'esempio più vicino è il fallimento del pastificio Delverde, dove l'attività produttiva non è stata sospesa, i dipendenti sono stati tutti tenuti al lavoro, poi c'è stata l'asta giudiziaria con l'acquisto da parte di una cordata di investitori italiani. Questo non è accaduto con Villa Pini che oggi è sulle soglie del fallimento o del concordato, ma con grave ritardo. Però ora che è più unito e più forte, il sindacato ha già chiesto una gestione provvisoria della clinica attraverso il commissario giudiziale e attende di sapere se l'offerta Neuromed sarà ritenuta sufficiente e se la Regione aprirà finalmente i cordoni della borsa.

Sebastiano Calella 09/02/2010 8.27



CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK

5174 letture |
Condividi: FB OK Notizie Twitter Google Yahoo    Altre Azioni: Pagina stampabile Invia questa notizia a un amico
ANNUNCI
VENDO:



Arredamento e accessori
vendo: vetrina


CERCO:






ABRUZZO IN WEB


Persone e Blog
Psicomamme


Notizie e Politica
6aprile2009.it


RUBRICHE
Economia
Viticoltori abruzzesi in Francia, Spagna e Portogallo per imparare
ORSOGNA. Formare all'estero giovani «manager» del settore vitivinicolo e metterli a disposizione delle aziende locali per rafforzarne la qualità e la competitività sui mercati.

Economia
Stato di crisi dell’agricoltura: le pressioni delle Regioni sul Governo
ABRUZZO. L’altro ieri a Roma si è tenuto l’incontro degli assessori regionali per concertare le iniziative sullo stato di crisi dell’agricoltura.

A tavola
Frittata con cipolline fresche
LA RICETTA DEL GIORNO. Già leggendo il titolo vi viene l’acquolina in bocca, ora immaginatela inserita calda calda in un panino. Che voglia! Impossibile a questo punto non prepararla.

Salute
Pasqua al Day-Hospital oncologico
TERAMO. Una iniziativa al Day Hospital Oncologico dell’Ospedale di Teramo.

Salute
Aneurismi cerebrali, a Pescara trattati in modo mini invasivo
PESCARA. La tecnica consiste nell'inserimento di un particolare sondino a livello dell'inguine nell'arteria femorale

Solo gli utenti registrati possono lasciare commenti.
Se non sei ancora registrato, clicca qui
 
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
verdi
Inviato: 9/2/2010 13:00  Aggiornato: 9/2/2010 13:00
Commentatore Neofita
Iscritto: 22/12/2009
Da:
Inviati: 37
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
L'ultima trovata del dott.ANGELINI,per non arrivare al fallimento sta facendo firmare un documento al personale da poter presentare.E chi non firma viene minacciato,grazie al compiacimento di tutti i sindacati,che vengono regolarmente pagati.
realista
Inviato: 9/2/2010 15:57  Aggiornato: 9/2/2010 15:57
Commentatore da Bar
Iscritto: 26/2/2008
Da:
Inviati: 72
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
Qualcuno, anzi, diverse persone alle quali è stato proposto di firmare il "documento" di cui parli, caro Verdi, mi hanno riferito che non è stata fatta alcuna minaccia di nessun genere, tanto che alcuni non lo hanno firmato.
Nessuna delle sigle sindacali era presente, infatti mi aspetto che quanto affermi verrà smentito dalle stesse.

Prima di fare certe affermazioni bisogna assicurarsi che siano veritiere.
Il fatto stesso che parli di "documento" fa capire che non sai di cosa si sta parlando (infatti non si tratta di "documento", ma di altro), ma stai scrivendo, nella migliore delle ipotesi, solo per sentito dire.
Comunque c'è di peggio: ho sentito persone, della cui "cultura" non smetterò mai di stupirmi, che hanno addirittura parlato di "petizione".
Sembra quasi che chiunque, solo per essersi svegliato con la voglia raccontare i propri sogni riguardo questa dannata vicenda, abbia voce in capitolo.
Con questo nessuna polemica con te, solo che quanto scrivi, semplicemente, non corrisponde al vero.
verdi
Inviato: 9/2/2010 17:21  Aggiornato: 9/2/2010 17:22
Commentatore Neofita
Iscritto: 22/12/2009
Da:
Inviati: 37
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
In piena linea con i BAGORDI carnevaleschi ormai alle porte,le nostre belle istituzioni stanno allestendo il teatrino delle "ricollocazioni"dei dipendenti del gruppo VILLA PINI infatti, l'iparazzante questione sara' allìordine del giorno del consiglio regionale che nel pomeriggio si riunira' in seduta straordinaria. oggi, finalmente.... dopo 2 anni di tribulazione, incertezze, patimenti, privazioni, tracolli economici, sfruttamento e vessazzioni subiti e' sofferti da ben 2400 persone. Si, perche' se' oggi si decideranno le sorti dei 1200 dipendenti rimasti ancora ghettizzati nello stabile di via dei frentani 228,all'inizio di questa spinosa vicenda il problema riguardava ben 2400 disgraziati. Ex lavoratori"salvati"da una sorte soli perchè liberi professionisti,interinali,precari che non si son visti rinnovare i propri legami contrattuali una volta scaduti.Allora,se proprio le istituzioni a partire da quelle statali vanno complimentate è solo per le furbizie dimostrate nell'inventare escamotage contrattuale che permettono ai PADRONI di liberarsi dei pesi morti da un momento all'altro, con un semplice colpo di spugna... quello infame della naturale scadenza contrattuale. Questa è l'Italia, questo è lo stato sociale. Vedremo quello che sarà nel pomeriggio il Consiglio Regionale del nostro ABRUZZO
verdi
Inviato: 9/2/2010 18:55  Aggiornato: 9/2/2010 18:57
Commentatore Neofita
Iscritto: 22/12/2009
Da:
Inviati: 37
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
risposta al REALISTA lui dice che non sono informato ma chi mi ha chiesto la firma a quel documento "tu chiamalo come vuoi"non si doveva neanche permettere visto che la firma la dovevano mettere loro a me su un assegno per pagarmi i 314 giorni che ho lavorato senza un euro e facendomi passare un NATALE nella più disperazione totale forse a te un cioccolatino te l'hanno dato per addolcirti quella BOCCACCIA
RenzoMozzica
Inviato: 9/2/2010 19:15  Aggiornato: 9/2/2010 19:15
Commentatore Neofita
Iscritto: 9/2/2010
Da:
Inviati: 2
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
Si, alla fine di questa ricostruzione la colpa è dei lavoratori che non hanno chiesto prima il fallimento...

Ma beat a te!

La procura di Pescara poteva far fallire Angelini un anno e mezzo fa, poteva avviare l'indagine sulla distrazione di fondi e invece ? Invece ha trattenuto le carte per un anno e mezzo, ha bloccato chiunque chiedesse il commissariamento, ha voluto angelini in sella fin quando ha potuto. Solo quando è stata costretta a cedere le carte a Chieti si è mosso qualcosa.

La regione? Non ha mai mosso un dito. Avrebbe potuto chiedere il commissariamento molto tempo fa, ha preso le scuse che la legge non era chiara, ha rifatto la legge e tutto il tempo perso non è servito a nulla perchè poi è intervenuta la procura. Era troppo impegnata ad appoggiare quasta o quella offerta di acquisto e voleva far abbassare il prezzo...

I giornalisti. Per un anno e mezzo non si sono accorti di quello che stava accadendo. Dovevano pensare alle scarpe di Michelle Obama che calpestavano le macerie dell'Aquila, oppure dovevano stare attenti a non sbagliare mentre copiavano le dichiarazioni di questo o quell'assessore. Solo adesso cominciano ad avvicinarsi alla preda morente. Prima era molto più rischioso.

I partiti. Qualche dichiarazione di buon senso dalla sinistra e nulla più.

L'articolista dà la colpa ai lavoratori che non hanno chiesto il fallimento. Giudicate voi il coraggio e la dignità di questo signore....ben oltre l'indecenza.
pidario
Inviato: 9/2/2010 19:58  Aggiornato: 9/2/2010 19:58
Commentatore Neofita
Iscritto: 25/1/2009
Da:
Inviati: 18
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
Ma siamo proprio sicuri che il "sistema Angelini" sia il solo nell'ambito della sanità privata abruzzese?
I controlli a campionatura nell'ordine del 2% delle prestazioni non sono serviti per caso anche per il resto?
E adesso sarebbero scattati i controlli veri? Siamo proprio sicuri?
E 190 e più milioni di euro per la sanità privata in una regione che pullula di Ospedali e ha un deficit di circa 2 miliardi di euro vi sembrano pochi?
Certo se c'è il solito Pantalone a pagare il conto salato......!!
E, scusate, ma della mobilità passiva che sembra essere altissima nella nostra regione che ne facciamo?
Per caso vorrà indicare che nonostante una spesa sanitaria così esagerata i servizi sanitari per i cittadini non sono poi così eccellenti?
E poi siamo proprio sicuri della qualità dell'acquirente eventuale di Villa Pini?
Ma insomma quand'è che si potrà in questa nostra regione disporre di un sano e serio programma sanitario regionale?..........
realista
Inviato: 9/2/2010 20:37  Aggiornato: 9/2/2010 20:37
Commentatore da Bar
Iscritto: 26/2/2008
Da:
Inviati: 72
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
Se io avessi potuto fare una scorpacciata di cioccolatini l'avrei fatta volentieri.
Non sono, comunque, io ad avere la bocca addolcita, ma forse altri ad averla avvelenata, anche oltre la misura consentita dai limiti imposti dal dover dire la verità.
Se tu mi dici che nessuno doveva permettersi di chiamarti accetto la cosa perchè è un tuo punto di vista e va rispettato.
Ma se scrivi che chi non ha firmato quello che tu chiami "documento" (e documento non è) è stato minacciato o che si è tentato in qualche modo di imporre la firma, allora dici decisamente il falso, a meno che questo non sia successo con qualcuno in particolare (ma ne dubito).
Le persone che hanno messo le firme di cui parli lo hanno fatto liberamente e questo è testimoniabile da molti, inclusi alcuni che hanno optato per non firmarlo. Il resto sono chiacchiere fatte girare artatamente per chissà quali scopi.
verdi
Inviato: 9/2/2010 20:46  Aggiornato: 9/2/2010 20:46
Commentatore Neofita
Iscritto: 22/12/2009
Da:
Inviati: 37
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
Hei REALISTA che tanto REALISTA non sei per te è giusto che si vada a chiedere una firma a persone che sono senza soldi da 314 giorni? Hei bello con me non puoi fare ...LU SCIUVL E CASC capito? perchè a me è stato detto di firmare perchè se no....... BELLO!!!!
ammazzasette
Inviato: 9/2/2010 21:37  Aggiornato: 9/2/2010 21:44
Commentatore Neofita
Iscritto: 11/9/2008
Da:
Inviati: 22
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
senza dubbio è così. Concordo pienamente, E' tipico di Angelini e dei suoi sgherri minacciare chiaramente chi non si sottomette alla loro mafia. Evidentemente realista ha dei BUONI motivi per negarlo. A Villa PIni la libertà non c'è mai stata solo monarchia assoluta e quindi anche minacce da parte di sgherri ora in disgrazia come il loro padrone.
In realtà se vogliamo dirla tutta il monarca aveva dato ordine agli sgherri-sindacalisti di convincere con le buone e le cattive quanti più dipendenti-schiavi ad opporsi alla CASSA INTEGRAZIONE ch evidentemente gli sta stretta o comunque cozza con i suoi disegni. Ma credo e spero che il piano sia irrealizzabile
kikieda
Inviato: 9/2/2010 22:51  Aggiornato: 10/2/2010 0:23
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 25/7/2009
Da:
Inviati: 437
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
come fa a criticare la dignità di un giornalista che tra l'altro neanche conosce e per di più senza aver capito il senso di questo suo articolo??? se legge bene capirà forse che Calella non da la colpa ai lavoratori e che l'argomento va ben oltre la richiesta di fallimento o meno della clinica, appunto perchè questo delicato e intricato problema, che da mesi ha affamato i lavoratori oltre a gravare sull'intera collettivita, è molto più complicato di quello che lei pensa e gli interessi in ballo sono tanti.
Inoltre non mi sembra corretto nei confronti di un giornalista e di un giornale che gratuitamente ci informano ogni giorno.
Legga meglio e metta da parte i suoi rancori da lavoratore infelice.
kikieda
Inviato: 9/2/2010 22:59  Aggiornato: 10/2/2010 10:13
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 25/7/2009
Da:
Inviati: 437
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
In america 150 anni di carcere a Muddoff,
in abruzzo 150 anni di ticket!!!
Con i responsabili di tali reati liberi e probabilmente ricchi!
kikieda
Inviato: 9/2/2010 23:13  Aggiornato: 10/2/2010 0:19
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 25/7/2009
Da:
Inviati: 437
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
condivido, non servono le parole per far capire certe cose.
a villa pini i sindacati vicini al dottore, hanno sempre cercato di imporre determinati comportamenti ai lavoratori che sono stati sempre usati come oggetto ricattatorio nei confronti della regione.
e per far chiarezza, io vi ho lavorato nel 2006 per 2 mesi, e una bella mattina, ricordo era un sabato, un collega anziano del reparto in cui lavoravo mi chiese con insistenza di recarmi nell'atrio della clinica perche si doveva manifestare per non so quale motivo, io ovviamente mi rifiutai.
la settimana successiva dovevo andare in ferie, era tutto già stabilito, ma all'ultimo momento mi vennero negate.
dopo una settimana ebbi il coraggio di licenziarmi e di partire per non sottostare a tali meccanismi e sopratutto non elemosinare più il mio stipendio ad angelini.
RenzoMozzica
Inviato: 9/2/2010 23:47  Aggiornato: 9/2/2010 23:47
Commentatore Neofita
Iscritto: 9/2/2010
Da:
Inviati: 2
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
Veda, credo che lei sia su una strada sbagliata.

Innanzitutto non lavoro per Angelini e sono molto soddisfatto del mio lavoro.

In secondo luogo seguo la vicenda prima del suo inizio e ho numerose informazioni particolareggiate e di prima mano che mi consentono di esprimere opinioni articolate.

Terzo, non mi sfugge la complessità della situazione, tanto che la tesi dell'articolo appare oltremodo superficiale.

Ma soprattutto: il giornale non può essere criticato perchè gratuito? Anche se scrive castronerie? Mi permetta ma non riesco ad accodarmi...

Infine mi permetta un consiglio: non dia troppo per scontate le cose, altrimenti rischia di commettere errori marchiani di valutazione.

Insisto: questo PDN non è dissimile dalla massima parte dell'informazione che abbiamo a disposizione: è disonesto.
kikieda
Inviato: 10/2/2010 0:12  Aggiornato: 10/2/2010 10:09
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 25/7/2009
Da:
Inviati: 437
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
Veda, la critica è un qualcosa di diverso rispetto alle offese che lei ha esplicitamente professato nel suo post. è giusto, criticare un l'informazione anche se essa è gratuita, anzi la critica (quella costruttiva ovviamente) è necessaria e utile per migliorarsi, ma non ha nulla a che vedere con le offese da lei rivolte al giornalista e alla redazione.

buon lavoro
Redazione
Inviato: 10/2/2010 9:03  Aggiornato: 10/2/2010 9:05
Redazione
Iscritto: 30/7/2005
Da: ABRUZZO
Inviati: 98
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
Affermare in maniera anonima che una persona non è degna, è indecente oppure che il giornale è disonesto è cosa molto grave ed incivile.
Sono affermazioni diffamatorie, gravi e pesanti perchè generiche e scarsamente motivate.
L'opinione di ognuno ha dei limiti precisi che non devono essere oltrepassati con la diffamazione.
In questo caso non ci sono altri commenti da aggiungere.

Tutte le opinioni diffamatorie ed in violazioni con le norme sottoscritte saranno cancellati e gli utenti cancellati per sempre.

a.b.
realista
Inviato: 10/2/2010 9:33  Aggiornato: 10/2/2010 9:46
Commentatore da Bar
Iscritto: 26/2/2008
Da:
Inviati: 72
 Re: Il sistema Angelini: dipendenti come scudo, sindacati...
Caro Verdi: concordo sul fatto che sono bello, perchè lo sono sia fuori che dentro.
Ma tornando ai fatti, tralasciando per quieto vivere la tue illazioni sul fatto che sto facendo "lu scivol e casc" (fa attenzione a ciò che scrivi, potrebbe essere diffamatorio), forse a te è stata fatta qualche minaccia (così mi pare che hai scritto) e allora o hai il coraggio di fare nomi, cognomi e descrizione dettagliata dei fatti, oppure lasci perdere.
Ma, ripeto, a me (e a molti altri) le cose sono state invece chieste in modo limpido, e so che in quell'incontro (al quale mi pare di capire che tu non sei stato), c'erano diverse persone, molte delle quali non hanno firmato niente senza che per questo sia stata loro fatta, neanche velatamente, alcuna minaccia, tutti sono stati liberi di fare domande, tutti hanno avuto risposta e chi voleva firmare lo ha fatto liberamente, chi invece non voleva, altrettanto liberamente, se n'è astenuto.
Poi la tua esperienza può essere stata diversa, ma i tempi dello "scivol e casc" (che peraltro non è nel mio carattere) forse non te ne sarai accorto, sono passati da un bel pezzo.
Concludo facendoti notare che NON mi pare di aver scritto che per me è giusto chiedere una firma a chi è senza stipendio da 314 giorni, anzi ho scritto che il "tuo punto di vista va rispettato" (leggi bene i miei commenti).
Non dimenticare che può anche essere che io sia stato presente ai fatti (senza averlo scritto) mentre tu, probabilmente, no.
http://vacanzadaprecaria.weebly.com/

Login

Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!

CONSIGLI PUBBLICITARI

AbruzzoMeteo.it