L'AQUILA. Sono stati realizzati finora 174 edifici, con 4.235 appartamenti, assegnati complessivamente a 13.413 persone: 3.869 alloggi risultano occupati, 366 ancora liberi.
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Sono i dati diffusi dalla Struttura di gestione dell'emergenza post terremoto della Regione Abruzzo, che aggiorna sulla situazione alloggiativa della popolazione sfollata residente nei Comuni del cratere sismico.
Entro il prossimo 19 febbraio saranno consegnati tutti i 183 edifici del progetto Case, per un totale di 4.449 appartamenti: nei Map, moduli abitativi provvisori, di 26 Comuni abruzzesi risiedono allo stato attuale 3.096 persone.
Intanto è in programma oggi a L'Aquila un incontro sul caso degli alloggi popolari danneggiati dal sisma dell'aprile 2009, per la riparazione dei quali non sono state ancora avviate iniziative concrete. Intorno a un tavolo siederanno il commissario delegato per la ricostruzione, nonché presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e il commissario dell'azienda territoriale per l'edilizia residenziale (Ater) dell'Aquila, Piergiorgio Merli.
Ad annunciare un'imminente riunione sull'argomento - convocata ieri - era stato lo stesso Chiodi, rispondendo ai cronisti nel giorno del passaggio di consegne, dalla fase dell'emergenza e quella della ricostruzione.
In quell'occasione Chiodi e il vice commissario, il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, accusarono l'Ater del mancato avvio, dopo dieci mesi, della ricostruzione leggera negli alloggi popolari classificati, in base all'entità dei danni, A, B e C.
Ma dall'Ater respingono le accuse: secondo alcuni tecnici dell'azienda, l'ufficio per la ricostruzione non dà gli strumenti atti a operare.
Un protocollo d'intesa stabilisce che le case A, B e C saranno riparate dall'Ater, quelle classificate E dal provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche.
I tecnici Ater riferiscono che tale documento è stato inviato alla Regione il 13 ottobre 2009, ma non è mai stato riconsegnato firmato.
«Quel documento autorizza l'Ater a operare - dicono -. E' stata accusata ingiustamente l'azienda che non ha poteri e neppure l'accredito dei fondi stanziati, senza i quali non si possono attivare le procedure per i bandi per gli interventi».
Probabilmente nella riunione di oggi si chiarirà quando l'ufficio per la ricostruzione potrà inviare il documento che autorizza l'Ater al ripristino di circa 800 alloggi popolari classificati A, B e C.
Proprio ieri Pio Rapagnà, coordinatore del Mia Casa Abruzzo (Movimento inquilini assegnatari) ha chiesto le dimissioni del commissario dell'Ater dell'Aquila, azienda territoriale per l'edilizia residenziale, Piergiorgio Merli: le ha chieste definendo Merli «giuridicamente e istituzionalmente impossibilitato a dare risposte concrete, straordinarie e urgenti alla situazione di fortissima emergenza».
L'istanza è stata formulata durante una partecipata assemblea degli assegnatari di alloggi non agibili, svoltasi nel capoluogo.
Da settimane Rapagnà, ex parlamentare, segnala che le case popolari del cratere sismico di proprietà dell'Ater e del Comune - classificate A, B e C - sono abbandonate, esposte alle intemperie e a un irreversibile degrado, con inquilini costretti ancora in albergo e in case in affitto.
Per i classificati A, B e C e per quelli E, con danni più gravi, sono stati stanziati 150 milioni di euro, attualmente fermi. Per lavori e appalti sulle A, B e C, il soggetto attuatore, ricorda Rapagnà, è l'Ater.
08/02/2010 9.25