Lunedì 22 Marzo 2010
Ultimo Aggiornamento:
22/03/2010 ore: 10:49:09

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No al Centro Oli: la prima vera vittoria degli attivisti
ABRUZZO. L’ombra nera del petrolio che spazza via l’immagine del verde Abruzzo? Forse oggi è più lontana. Forse non è mai stata così lontana.

Proprio lo scorso anno di questi tempi la battaglia ambientalista e di civiltà, della trasparenza e per la partecipazione popolare alle scelte fondamentali del territorio, aveva il suo picco.
Numerosi cortei, proteste, il tam tam sul web con siti e blog, passaparola e Facebook per far passare il messaggio che il petrolio da queste parti forse avrebbe cancellato decenni di lavoro sul turismo e l’agricoltura.
La storia del petrolio in Abruzzo però inizia quasi dieci anni fa.
Mentre a New York cadevano le torri gemelle a Roma si firmavano i documenti che avrebbero dato il via ufficiale alla costruzione ad Ortona del famoso Centro Oli, una mini raffineria che sarebbe dovuta diventare il centro di un indotto che comprendeva la zona industriale ortonese e pescarese-chietina ed il porto di Ortona.
In realtà pochi mesi prima dell’11 settembre la cittadinanza fu informata con molti articoli di giornale della notizia, nuova anche questa, del petrolio in abbondanza sotto i vigneti del montepulciano tra Ortona, Miglianico e Tollo.
All’epoca sembrò una grande notizia perché da subito si iniziò a parlare delle royalties, cioè dei milioni di euro che sarebbero arrivati nelle casse degli enti pubblici che avrebbero così potuto migliorare servizi e costruire nuove opere pubbliche.
Nessuno aveva ancora pensato al reale significato di tutto quanto.
Del petrolio non si parlò molto fino al 2007, quando la pratica amministrativa sul Centro Oli sembrò riemergere dall’ombra.
Verso la fine di quell’anno si erano fatti maturi i tempi per le approvazioni urbanistiche nel consiglio comunale, approvazioni che giunsero i primi mesi del 2008.
Ma fu proprio l’ordine del giorno del consiglio comunale ortonese a dare la scossa a quanti si erano dimenticati dell’Eni.
E' stato probabilmente questo il momento decisivo e fondamentale di tutta la storia: la gente scoprì solo allora che Regione, Provincia e Comune erano andati avanti con le riunioni ed i tavoli tecnici approvando il progetto ma non informando la cittadinanza che forse voleva sapere e dire la propria.
Anche lo stesso sindaco Nicola Fratino (Pdl) in più occasioni ha ammesso come la sollevazione popolare sia stata scatenata anche da una cattiva o insufficiente informazione, indicando però come responsabili l’Eni e non gli enti pubblici.
Dal 2008 è iniziata, dunque, una battaglia serrata per l’ambiente che è riuscita a calamitare tantissime persone che si sono mobilitate in comitati, associazioni e organizzazioni, che sono riusciti, come mai prima era successo a far sentire la loro voce a chi amministra il territorio.
Cortei, manifestazioni, striscioni, documentari, interviste e programmi televisivi e poi finalmente articoli di giornale sulla stampa nazionale ed internazionale per attirare l’attenzione del mondo su questa regione che in pochi conoscevano e solo per il verde e le montagne.
La poca trasparenza nella vicenda Centro olio è probabilmente stata la causa della sempre civile protesta, alimentata da indizi e prove di piccoli e grandi conflitti di interessi, di chi aveva vantaggi a soffocare la legittima paura della gente o a premere attraverso enti o istituzioni eterodiretti.
Conflitti di interessi che non hanno fatto bene alla politica e al rapporto con la gente: in Abruzzo la Casta voleva cambiare il volto al territorio per guadagno. E basta.
Poi la politica non ha potuto fare a meno di fare un passo indietro con l’approvazione lo scorso anno di una legge che bloccava per 12 mesi la costruzione di attività insalubri.
Ieri l’approvazione in giunta di un progetto di legge che dovrà essere approvato in consiglio. Non ci sono possibilità che una legge del genere non passi e non venga approvata.
Per quanto riguarda i pozzi e le piattaforme sono vietate in zone precise e particolarmente tutelate.
E’ possibile probabilmente ancora costruirne ma non dappertutto.
Rimane l’incognita del governo e del reale valore della legge abruzzese: servirà davvero a bloccare il petrolio o siamo solo all’inizio di una nuova stagione di contrapposizioni tra cittadini e governo?
Se c’è, però, una cosa che gli abruzzesi dovrebbero imparare da questa vicenda è che l’unione fa davvero la forza e non c’è scelta che il cittadino (che dovrebbe essere sovrano in questa Repubblica) non possa realmente prendere.
Il merito di certi risultati allora non può non essere del popolo che si è attivato ed ha sempre detto no al Centro Olio. Divisioni, egoismi e personalismi non servono e sono un'altra storia.

01/12/2009 9.27


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Autore Albero
SinceraMente
Inviato: 1/12/2009 11:05  Aggiornato: 1/12/2009 11:25
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 14/9/2007
Da: ORTONA
Inviati: 445
 ................." La sovranità appartiene al popolo"................
Nell'Aprile 2007 sentendo parlare di centro oli come un deposito interrato ricoperto da vegetazione nella zona del Feudo di Ortona, mi sono interessato ed ho cercato su un famosissimo motore di ricerca le parole: " centro oli " prontamente al primo posto come risultato appariva un sito relativo ad un centro di bellezza e al socondo posto : " guasto a Viggiano ( PZ) emissione incontrollata di idrogeno solforato da un altoforno, per 3 giorni la popolazione è riamsta chiusa in casa.....ecc. ecc. ecc. ( ovvero un centro di bruttezza )
di li a poco si è costituito il primo comitato con l'intento di sopperire alle mancanze delle pubbliche amministrazioni ovvero.......fare informazione trasparente e completa e non mezze verità, mezze menzogne o ancor peggio specchi per allodole quali le royalties che nn sono altro che un cavallo di Troia.
CHE NASCONDONO UN ENORME TRANELLO: OTTENIMENTO DI SOLDI COMPENSATIVI ( ovvero cercare di ripristinare qualcosa che spesso non si può ripristinare come la qualità dell'aria ) PER POCHI ENTI E CONSEGUENTI SANZIONI PESANTISSIME PER IL MANCATO RISPETTO DEL TRATTATO DI KYOTO PER TUTTA LA REGIONE E STATO.


Nella città di San Tommaso, siamo abituati a toccare con mano ed in attesa di una legge regionale " CERTA, CHIARA E DEFINITIVA" nn gioiamo di sicuro non dimentichiamo certo che quelle terre sono ancora di proprietà del cane geneticamente modificato e non dimentichiamo che ufficilamente nessuno ha rinunciato alla consessione di perforazione, ed estrazione.........ergo per noi di certo non è una vittoria.......... NO MORE !!!!!!!
Per il momento è un risultato importante come fu la legge regionale n. 2 del 4 marzo 2008 . Un ringraziamento speciale vada sia a tutti i cittadini che hanno partecipato alla difesa del nostro territorio ma un ringraziamento speciale è per i DUE PROPRIETARI DEI TERRENI CHE IL CANE A SEI ZAMPE NON E' DI FATTO RIUSCITO AD PORTAR VIA E DI FATTO SI RITROVA UN APPEZZAMENTO DI 12 ETTARI SPACCATO IN TRE ...... IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI !!!!!


Aimè la classe politica ( tutta ), che tutto è fuorchè di classe, ha perso la fiducia dei cittadini e le conseguenze non tardano a palesarsi !!! FATTI, FATTI, FATTI.............LE PAROLE, LE PORTA VIA IL VENTO PER FAR GIRARE LE PALE .....
ortonesepuro
Inviato: 1/12/2009 15:33  Aggiornato: 1/12/2009 15:33
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 25/8/2007
Da: Ortona a Mare
Inviati: 494
 Re: ................." La sovranità appartiene al po...
Verissimo sincermente! Ma a chi come noi c'è dall'inizio ogni battaglia vinta da molto gusto!
E pensare che nel 2007 ci davano per spacciati....
Adesso è tutto più facile perchè l'opinione pubblica è al 95% contraria alla petrolizzazione..insomma tutti hanno capito che non conviene a nessuno..anzi a POCHI!
mariofranco
Inviato: 1/12/2009 18:35  Aggiornato: 1/12/2009 18:35
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 30/6/2008
Da: Gissi
Inviati: 357
 Re: No al Centro Oli: la prima vera vittoria degli attivisti
Per vincere questa battaglia avete fatto dei sacrifici enormi, in Abruzzo siete i migliori, altrove non avrebbero fatto così perché, altrove, non sanno fare neanche il vino come Voi e non hanno neanche la Prof.ssa D’Orsogna.
http://vacanzadaprecaria.weebly.com/

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