Sabato 31 Luglio 2010
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Salvatore Borsellino: «querelo Gasparri… userà l’immunità parlamentare?»






PESCARA. Ieri sera Salvatore Borsellino stava rientrando a casa quando PrimaDaNoi.it l’ha raggiunto al telefono.


* LA SCHEDATURA DEI MANIFESTANTI SORPESI DAVANTI... AD UN PANINO




Ha vissuto due giornate, quella propria e quella dei ragazzi che manifestavano a Pescara contro la presenza di Maurizio Gasparri (Pdl) al Premio Borsellino.
I ragazzi accorsi in Provincia per esprimere il proprio pacifico dissenso sono rimasti fuori.
Solo Lea Del Greco, consigliere circoscrizionale dell’Italia dei Valori, è riuscita ad entrare e a consegnare le dieci domane a Maurizio Gasparri.
L’onorevole reagisce con un «grazie, ma non le leggerò» e poi aggiunge: «Salvatore era disistimato dal fratello, lei è giovane non lo sa».
Salvatore Borsellino, che ha riunito a sè molti giovani in questi anni nel movimento delle Agende Rosse, non vuole rispondere alle affermazioni dell’esponente del Popolo delle Libertà, ma chiarisce: «Gasparri ne risponderà davanti la Magistratura sperando che non si trinceri dietro l’immunità parlamentare».
«Sono dichiarazioni gravemente lesive, - continua Borsellino- avrà visto mio fratello una volta forse nella sua vita, non può sapere i miei rapporti tra me e mio fratello».
Borsellino si sente tradito nella propria intimità, non ha tante parole come al solito.
Ma si esprime con la solita determinazione.
E’ abituato ad attacchi del genere come quando gli davano del “visionario” perchè sosteneva che «la strage di Via d’Amelio è stata una strage di Stato».
Ora i pezzi del mosaico occultato per 17 anni potrebbero essere messi insieme nelle due inchieste riaperte a Palermo e Caltanissetta.
Si torna alle dichiarazioni di ieri: «Gasparri ha dichiarato che- ricorda Borsellino- in un incontro a cui lui ha partecipato insieme a dei giovani di destra del tempo, e Paolo avrebbe detto: “portatevi questi valori dietro fino a quando avrete i capelli bianchi”. Però non credo che siano i valori che sostiene oggi Gasparri. Gasparri, anche se non ha ancora i capelli bianchi, quei valori in cui mio fratello credeva li ha già traditi».
«Le leggi proclamate», afferma con forza, «finora da questo governo vanno nel senso di pagare quelle cambiali sottoscritte nel momento in cui c’è stata la trattativa tra Stato e Mafia. Borsellino nella destra di oggi non si riconoscerebbe: una legge che imbavaglierà la magistratura, una persona che dice che i magistrati sono deviati mentali. Non mi ero mai accorto che mio fratello era un deviato mentale».
Borsellino ha espresso la propria solidarietà a Leo Nodari, uno degli organizzatori del Premio Borsellino, che ha dichiarato di aver ricevuto una aggressione nel parcheggio della Provincia.
«Sono sicuro − ha detto il fratello del giudice -che la zona sia video sorvegliata e che con tutto il dispiegamento di forze impiegato per l’occasione si riesca ad individuare il colpevole».
« In tutto questo, ho saputo che mi ha espresso la propria solidarietà anche Angela Napoli parlamentare del Pdl» ha concluso Borsellino.



ANCHE GENCHI NON PARTECIPA PIU’ AL PREMIO BORSELLINO

Su quanto accaduto ieri, interviene Gioacchino Genchi, funzionario di polizia ed esperto nell’incrocio dei tabulati telefonici, molto vicino a Salvatore Borsellino nel cercare la verità della strage di Via d’Amelio.
Anche lui declina l’invito di Nodari, con una lettera che si conclude così: «ecco perchè, caro Leo, al solo pensiero di trovarmi dalla parte di chi ha consentito a Gasparri di dire quello che ha detto su Paolo Borsellino e su Salvatore Borsellino, la mia coscienza si ribella e, con sommo rammarico per te e gli altri amici, mi impone di restarmene a casa. Spero solo vorrai capirmi».
«La mia coerenza di uomo e di servitore dello Stato- spiega Genchi- il rigore che ho sempre imposto a tutte le mie scelte di vita e professionali, oltre alla determinazione con cui ho sempre rifiutato compromessi con chi fa dileggio della Verità, mi impongono di non partecipare ad un evento al quale ha preso parte uno come Gasparri ed a cui avrebbe dovuto presenziare − come ho pure appreso solo ieri − finanche Clemente Mastella».
Non risparmia stoccate su un episodio passato: «dopo la vile speculazione politica che Gasparri e il partito di Gasparri hanno fatto di Paolo Borsellino nel 1992, prima che fosse ucciso - votandolo come Presidente della Repubblica (sapendo che mai sarebbe stato eletto!), al solo di fine di delegittimarlo nella nomina a Procuratore Nazionale Antimafia, che in molti davano per scontata dopo la strage di Capaci e prima di quel voto». Ed aggiunge: «a queste considerazioni, su cui molto ci sarebbe ancora da dire, si aggiunge il dileggio che dal proscenio del XIV Premio Paolo Borsellino il sen. Gasparri ha potuto fare del mio amico Salvatore Borsellino».



SONIA ALFANO: «GASPARRI AVREBBE FATTO MOLTO MEGLIO A TACERE»

«A parte la considerazione che uno (Gasparri, ndr)- ha detto l’eurodeputato indipendente dell’Idv- che sta nello stesso partito di condannati per mafia, ex-piduisti e apologeti del boss Mangano, per decenza, avrebbe fatto meglio a non presentarsi all’iniziativa o a tacere una volta lì. Vorrei invitare il senatore Gasparri a non permettersi mai più di insultare un uomo della levatura morale e del rigore etico di Salvatore e non osare mai più entrare nelle vicende interne della famiglia Borsellino. Questo non può essergli consentito nemmeno dalla sua mancanza di senso della misura e di pudore. Inoltre, vorrei sapere chi gli ha riferito di questi incredibili giudizi del giudice Paolo su suo fratello e se anche lui, come troppi in questi giorni, non sta magicamente trovando la memoria».

Manuela Rosa 03/11/2009 10.00


[url=http://www.primadanoi.it/notizie/23303-Gasparri-al-Premio-Borsellino-%C2%ABSalvatore-era-disistimato-da-suo-fratello-Paolo%C2%BB]LE PAROLE DI GASPARRI DI IERI[/url]





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LA SCHEDATURA DEI MANIFESTANTI SORPESI DAVANTI... AD UN PANINO

Sono gli stessi protagonisti, Emanuele Mancinelli e Antonio Mancini, a raccontare lo strano episodio accaduto ieri.
I ragazzi sono due studenti e appartengono all’associazione Espressione Libre che ha organizzato la manifestazione di protesta.
Hanno raccontato tutto in un video.
Dopo la mattinata movimentata sono andati a mangiare un panino in un locale pieno di ragazzi sia all’interno che all’esterno.
«Mentre aspettavano l’ordinazione, insieme ad un altro amico che abbiamo trovato lì quindi non era stato con noi alla manifestazione, si presentano due poliziotti con un accento settentrionale e ci iniziano a fare una serie di domande: se eravamo studenti, se eravamo in pausa, dove eravamo stati prima e ci hanno chiesto i documenti. Noi li abbiamo forniti e dopo un quarto d’ora ce li hanno riportati ma avevano un’ agenda, che prima non avevano».
I ragazzi non hanno precedenti penali e al loro ritorno i poliziotti lo dichiarano apertamente. «Hanno voluto accertarsi anche della corrispondenza tra domicilio e residenza essendo uno dei ragazzi uno studente fuori sede, residente a Foggia ma domiciliato a Pescara. Si sono presi la briga anche di chiedermi che nome c’era sul citofono della casa in cui abito». «C’è una riflessione da fare- dice Antonio Mancini- la polizia era lì per controlli ma in un locale pieno di ragazzi giusto a noi dovevano controllare? Secondo: se noi siamo persone perbene, senza precedenti penali, quale utilità hai nel chiedere il mio domicilio? Ho il presentimento che sia un atto intimidatorio. Noi abbiamo la colpa di difendere la memoria di una persona che è morta per servire il proprio Stato, se per questo dobbiamo essere considerati eversivi allora invitiamo tutti gli altri ragazzi a reagire a questo sistema». «Nessun atto intimidatorio o presunto tale potrà fermarci», concludono i ragazzi.

m.r. 03/11/2009 10.30






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