Ha vissuto due giornate, quella propria e quella dei ragazzi che manifestavano a Pescara contro la presenza di Maurizio Gasparri (Pdl) al Premio Borsellino. I ragazzi accorsi in Provincia per esprimere il proprio pacifico dissenso sono rimasti fuori. Solo Lea Del Greco, consigliere circoscrizionale dell’Italia dei Valori, è riuscita ad entrare e a consegnare le dieci domane a Maurizio Gasparri. L’onorevole reagisce con un «grazie, ma non le leggerò» e poi aggiunge: «Salvatore era disistimato dal fratello, lei è giovane non lo sa». Salvatore Borsellino, che ha riunito a sé molti giovani in questi anni nel movimento delle Agende Rosse, non vuole rispondere alle affermazioni dell’esponente del Popolo delle Libertà, ma chiarisce: «Gasparri ne risponderà davanti la Magistratura sperando che non si trinceri dietro l’immunità parlamentare». «Sono dichiarazioni gravemente lesive, - continua Borsellino- avrà visto mio fratello una volta forse nella sua vita, non può sapere i miei rapporti tra me e mio fratello». Borsellino si sente tradito nella propria intimità, non ha tante parole come al solito. Ma si esprime con la solita determinazione. E’ abituato ad attacchi del genere come quando gli davano del “visionario” perché sosteneva che «la strage di Via d’Amelio è stata una strage di Stato». Ora i pezzi del mosaico occultato per 17 anni potrebbero essere messi insieme nelle due inchieste riaperte a Palermo e Caltanissetta. Si torna alle dichiarazioni di ieri: «Gasparri ha dichiarato che- ricorda Borsellino- in un incontro a cui lui ha partecipato insieme a dei giovani di destra del tempo, e Paolo avrebbe detto: “portatevi questi valori dietro fino a quando avrete i capelli bianchi”. Però non credo che siano i valori che sostiene oggi Gasparri. Gasparri, anche se non ha ancora i capelli bianchi, quei valori in cui mio fratello credeva li ha già traditi». «Le leggi proclamate», afferma con forza, «finora da questo governo vanno nel senso di pagare quelle cambiali sottoscritte nel momento in cui c’è stata la trattativa tra Stato e Mafia. Borsellino nella destra di oggi non si riconoscerebbe: una legge che imbavaglierà la magistratura, una persona che dice che i magistrati sono deviati mentali. Non mi ero mai accorto che mio fratello era un deviato mentale». Borsellino ha espresso la propria solidarietà a Leo Nodari, uno degli organizzatori del Premio Borsellino, che ha dichiarato di aver ricevuto una aggressione nel parcheggio della Provincia. «Sono sicuro – ha detto il fratello del giudice -che la zona sia video sorvegliata e che con tutto il dispiegamento di forze impiegato per l’occasione si riesca ad individuare il colpevole». « In tutto questo, ho saputo che mi ha espresso la propria solidarietà anche Angela Napoli parlamentare del Pdl» ha concluso Borsellino.
ANCHE GENCHI NON PARTECIPA PIU’ AL PREMIO BORSELLINO
Su quanto accaduto ieri, interviene Gioacchino Genchi, funzionario di polizia ed esperto nell’incrocio dei tabulati telefonici, molto vicino a Salvatore Borsellino nel cercare la verità della strage di Via d’Amelio. Anche lui declina l’invito di Nodari, con una lettera che si conclude così: «ecco perché, caro Leo, al solo pensiero di trovarmi dalla parte di chi ha consentito a Gasparri di dire quello che ha detto su Paolo Borsellino e su Salvatore Borsellino, la mia coscienza si ribella e, con sommo rammarico per te e gli altri amici, mi impone di restarmene a casa. Spero solo vorrai capirmi». «La mia coerenza di uomo e di servitore dello Stato- spiega Genchi- il rigore che ho sempre imposto a tutte le mie scelte di vita e professionali, oltre alla determinazione con cui ho sempre rifiutato compromessi con chi fa dileggio della Verità, mi impongono di non partecipare ad un evento al quale ha preso parte uno come Gasparri ed a cui avrebbe dovuto presenziare – come ho pure appreso solo ieri – finanche Clemente Mastella». Non risparmia stoccate su un episodio passato: «dopo la vile speculazione politica che Gasparri e il partito di Gasparri hanno fatto di Paolo Borsellino nel 1992, prima che fosse ucciso - votandolo come Presidente della Repubblica (sapendo che mai sarebbe stato eletto!), al solo di fine di delegittimarlo nella nomina a Procuratore Nazionale Antimafia, che in molti davano per scontata dopo la strage di Capaci e prima di quel voto». Ed aggiunge: «a queste considerazioni, su cui molto ci sarebbe ancora da dire, si aggiunge il dileggio che dal proscenio del XIV Premio Paolo Borsellino il sen. Gasparri ha potuto fare del mio amico Salvatore Borsellino».
SONIA ALFANO: «GASPARRI AVREBBE FATTO MOLTO MEGLIO A TACERE»
«A parte la considerazione che uno (Gasparri, ndr)- ha detto l’eurodeputato indipendente dell’Idv- che sta nello stesso partito di condannati per mafia, ex-piduisti e apologeti del boss Mangano, per decenza, avrebbe fatto meglio a non presentarsi all’iniziativa o a tacere una volta lì. Vorrei invitare il senatore Gasparri a non permettersi mai più di insultare un uomo della levatura morale e del rigore etico di Salvatore e non osare mai più entrare nelle vicende interne della famiglia Borsellino. Questo non può essergli consentito nemmeno dalla sua mancanza di senso della misura e di pudore. Inoltre, vorrei sapere chi gli ha riferito di questi incredibili giudizi del giudice Paolo su suo fratello e se anche lui, come troppi in questi giorni, non sta magicamente trovando la memoria».
A tavola Pallotte cace e ove (polpette uova e formaggio) LA RICETTA DEL GIORNO. Una volta era una pietanza povera fatta nelle case dei pastori abruzzesi per utilizzare gli avanzi delle caciotte. Oggi viene servita nei migliori ristoranti di cucina tipica regionale.
Salute Droga, affidato alla Asl teatina un progetto milionario
CHIETI. La nuova Asl Lanciano–Vasto–Chieti è stata scelta come ente affidatario di un progetto voluto e finanziato dal Dipartimento Politiche Antidroga per la costituzione di un network italiano degli osservatori sulle dipendenze.
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Ieri sono stato anch'io tra le agende rosse portando ,quale dovere che considero morale, civico,etico, la mia solidarietà alla famiglia Borsellino. Ho trovato la manifestazione pacifica oltrechè giusta e dissento profondamente per la scelta di tenerla fuori dal palazzo della Provincia. L'accesso è stato impedito a chiunque venisse etichettato ,sommariamente, come manifestante. Solo a loro è stato impedito l'accesso in un edificio pubblico. Sulla base di quale ordinanza?con quale motivazione?Chi ha dato l'ordine di schierare poliziotti e carabinieri di fronte all'ingresso?Ciò che è stato commesso ieri è solo il libero arbitrio, per mancanza di motivazione e per forma , di un diritto che a normali cittadini, incensurati, è stato negato. Quella non era una manifestazione politica, una riunione degli iscritti di AN ma un evento pubblico che doveva ricordare la lotta contro la mafia. Eppure ciò che ho visto e udito , da quelle che dovrebbero rappresentare le istituzioni e lo stato di diritto , sono stati inni alla mafia. Etichettare i dissidenti fuori come mafiosi rossi da uno che ha approvato lo scudo fiscale, non consentire l'accesso senza neppure identificare la persona, accartocciare un foglio e mettere le mani addosso ad una donna(quel poliziotto ha commesso un reato e andrebbe denunciato), confondere le persone pacifiche accusandole di aver aggredito un uomo magari per inervosirle o istigarle,permettere a personaggi in attesa di giudizio di presenziare all'evento(cordoma), denigrare il fratello del povero paolo Borsellino per me è Mafioso. Considero il prefetto il primo responsabile di tali atti per aver abdicato ai suoi doveri di garanzia nei confronti di liberi cittaini.Spero che la procura apra un'inchiesta per i gravi fatti che sono perfettamente documentabili. Onore alla famiglia Borsellino.
Quindi non si e’ permesso a dei cittadini di assistere a un incontro pubblico e le forze dell’ordine si sono fatte braccio di questo?
Siete solo la caricatura di una democrazia occidentale
ps pensavo che le forze dell'ordine fosse al servizio dello Stato e non dei politici, ne avevo piu' considerazione prima di leggere il commento di roccia a meno che lui dica una falsita'...
La schedatura dei due ragazzi non fa che confermare lo svilimento del nostro infelice paese. Sprofondiamo nella più cupa inciviltà, dove basta avere soldi (magari messi da parte da papà) per fottendosene di qualsiasi legge e tirarsi platealmente di cocaina, e dove si può morire in carcere come è morto Stefano Cucchi, un povero cristo ammazzato dopo una vita difficile. Una cupa inciviltà dove quattro carabinieri, quelli dell'arma fedele nei secoli, diventano le quattro gambe di un sistema ricattatorio nei confronti di un presidente di regione e dove, più a ritroso e nel 2001 a Genova, dove l'arma fedele nei secoli carica per un'intera giornata inermi dimostranti. Una cupa inciviltà dove - nel più banale quotidiano - agenti della polstrada raccattano multe e ritirano patenti a Pescara per mancata revisione di un'auto (esperienza personale, banale dimenticanza) e dove sei agenti della polstrada pescarese vengono arrestati per aver organizzato un sistema di collettamento di mazzette dai camionisti. E' questo lo stato?
Di solito non condivido le querele (per come vengono usate attualmente), ma questa volta non posso che fare i complimenti a Salvatore Borsellino: scacco matto!
La più totale solidarietà a Emanuele e Antonio per la vicenda poco chiara cui sono stati vittime ieri pomeriggio. Le coincidenze ci saranno pure nella vita, però questa sembra molto strana: dei poliziotti che molto dopo la manifestazione e in luoghi lontani da essa identificano solo i due ragazzi in un locale affollato da altre persone.... Io non voglio credere che la polizia li abbia seguiti e abbia voluto intimidirli in qualche modo, perché se così fosse saremmo veramente ai livelli di dittatuta sudamericana! Ripeto: spero per la nostra democrazia (messa già a dura prova dalle istituzioni) che sia solo una casualità...