Gasparri al Premio Borsellino: «Salvatore era disistimato da suo fratello Paolo»
IL VIDEO. PESCARA. Ai cittadini che manifestavano, con una agenda rossa in mano, contro la presenza di Maurizio Gasparri (Pdl) al Premio Borsellino, è stato vietato di entrare in sala. Una ragazza riesce a consegnare dieci domande a Gasparri che dichiara: «grazie, ma non le leggerò». (FOTO:Pierluigi Cappiello)
Questa mattina la Provincia aveva un volto decisamente diverso rispetto a quello tranquillo di sempre. Un folto gruppo di persone, posizionato sulla scala principale, cercava di entrare nella sala dove l’onorevole Gasparri avrebbe tenuto la sua conferenza nell’ambito del Premio Borsellino. Ma la Polizia non ha permesso il loro ingresso per motivi di ordine pubblico («la sala è piena» pare sia stata la motivazione addotta per i manifestanti). Grande il dispiegamento di forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia, Digos) per tenere sotto controllo lo sparuto drappello di manifestanti che hanno espresso il loro pensiero pacificamente. C’è stato tuttavia un grave episodio dal quale i manifestanti hanno prontamente preso le distanze: «ci dispiace, noi non c’entriamo nulla». Vittima dell’aggressione, ad opera di uno sconosciuto, è stato uno degli organizzatori, Leo Nodari, che è stato subito soccorso dalla polizia presente. Nodari avrebbe ricevuto un pugno in testa che ha rotto gli occhiali e lasciato qualche graffio al grido di «servo dei fascisti». L’episodio si è consumato alle spalle del palazzo della Provincia, secondo quanto ricostruisce l’Agi, mentre il gruppo di manifestanti ha dichiarato di essere stato sempre davanti all’ingresso principale della Provincia, quindi sul lato opposto. «Noi non l’abbiamo visto, è passato dietro» ha detto Emanuele Mancinelli dell’associazione Espression Libre che ha organizzato la contestazione insieme all’associazione Pescara In Comune by Amici di Beppe Grillo, all’Italia dei Valori e a Rifondazione Comunista. Le dichiarazioni a caldo di Nodari sono state nette «la manifestazione va avanti. La verità sui temi della legalità di cui si discute in questi giorni deve venire fuori - ha aggiunto - anche perchè la legalità non appartiene a nessun colore politico». Gasparri arrivato poi a Pescara ha parlato di una aggressione «inquietante». «Mi sembra veramente inquietante - ha aggiunto Gasparri - che dei mafiosi rossi compiano azioni così violente nei confronti di chi garantisce la legalità. Forse era qualcuno che votava per i sindaci che hanno messo a sacco questa città. Probabilmente non può più rubare e picchia gli onesti». Per ora Nodari non ha voluto rendere noto il nome del facinoroso.
INTANTO DENTRO…
Fuori c’erano il consigliere comunale e regionale Maurizio Acerbo (Rc) e il consigliere comunale Fausto Di Nisio (Idv). Mentre nella sala dei Marmi della Provincia Maurizio Gasparri teneva la sua conferenza sul tema “Domanda di giustizia, dovere di verità”. Molte le presenze illustri del Popolo delle Libertà abruzzese, tra cui il sindaco di Montesilvano Cordoma, il consigliere comunale e regionale Lorenzo Sospiri, i consiglieri comunali Nicola Lerri e Adele Caroli, il vice presidente della Provincia Fabrizio Rapposelli e il consigliere regionale Gianfranco Giuliante. Ad ascoltare le parole dell’onorevole c’erano alcuni cittadini ed una scolaresca. Due file intere di sedie, in fondo alla sala erano vuote. Gasparri ha parlato di Giustizia e del regime dei pentiti. «Borsellino, Falcone e molti altri appartenenti alle forze dell'ordine hanno pagato il prezzo della vita per la loro azione, per la loro legalità. Oggi questo impegno prosegue anche nel loro nome, con norme severissime contro le cosche». Gasparri ha raccontato di aver conosciuto Borsellino nel 1990 in un convegno organizzato in Sicilia dai giovani della destra. «Ci disse - ha riferito Gasparri - una bella frase: ragazzi portatevi dietro questi valori fino a quando avrete i capelli bianchi. Borsellino - ha continuato - era un uomo che aveva idee di destra, ma non le manifestava perché a differenza dei magistrati di sinistra tenne sempre distinte le idee dal ruolo istituzionale». Non è mancata la frecciatina al movimento delle agende rosse di Salvatore Borsellino che era rimasto fuori dall’aula: «non basta sventolare dei libretti- ha detto Gasparri in sala- la storia bisogna studiarla bene e sui libri giusti». Nel frattempo i ragazzi del popolo delle agende rosse tenevano al corrente Salvatore Borsellino di quanto stava accadendo minuto per minuto. Una delle telefonate si è conclusa con il grido dei ragazzi, tanto caro al fratello del giudice: «resistenza, resistenza, resistenza».
UNA MANIFESTANTE RIESCE AD INCONTRARE GASPARRI
«Noi volevamo- scrive in una nota Gianluca Vacca di Pescara In Comune- solo assistere all'incontro ed eventualmente partecipare al dibattito finale. Volevamo dare a Gasparri la lettera del fratello del giudice Borsellino e fare a Gasparri 10 semplici domande». I manifestanti non sono riusciti ad entrare. Tranne una. Così Lea Del Greco, consigliere circoscrizionale al quartiere di Castellammare (Idv), ha aspettato che Gasparri uscisse dalla sala Figlia di Jorio per consegnargli la lettera di Salvatore Borsellino e le 10 domande del popolo delle agende rosse. PrimaDaNoi.it ha ripreso quegli attimi. La ragazza in un primo momento viene ostacolata da un agente della Digos in borghese, ma poi è lo stesso Gasparri ad avvicinarsi a prendere i fogli. «La ringrazio, ma non le leggerò» reagisce così l’esponente del Pdl. «Lei è giovane, non sa che Salvatore era disistimato dal fratello», chiosa Gasparri. Ecco solo alcune delle domande consegnate a Gasparri: «pensa che Borsellino sarebbe d’accordo con la presenza di circa 10 parlamentari condannati in via definitiva tra le fila del PDL? Pensa che Borsellino sarebbe d’accordo sulla presenza di Dell’Utri in Parlamento? Pensa che Borsellino avrebbe condiviso l’affermazione di Berlusconi per cui Mangano era un eroe?»
I MANIFESTANTI: «BORSELLINO AVREBBE DIFESO LA MAGISTRATURA»
«Abbiamo saputo solo verso le 12,30- scrive Vacca in una nota- che l'organizzatore Leo Nodari era stato aggredito da qualcuno: siamo certi che l'aggressore verrà facilmente identificato, essendo il luogo dove sarebbe avvenuta l'aggressione piena di telecamere e di forze dell'ordine. L'aggressione sarebbe avvenuta lontano dalla manifestazione e quindi non ha nulla a che fare con la protesta pacifica».
«Dopo questa mattinata, fatta di diritti negati e di libertà soppresse,- continua l’esponente degli Amici di Beppe Grillo- si è rafforzata la convinzione dell'inopportunità della presenza di Gasparri e di esponenti del Pdl a un Premio che porta il nome di Paolo Borsellino. Questa manifestazione era di liberi cittadini, non era di nessun colore politico».
«Le dichiarazioni rilasciate oggi da Gasparri confermano la giustezza della nostra protesta», hanno detto Maurizio Acerbo, Viola Arcuri e Sandro di Minco di Rifondazione comunista, «esprimiamo la nostra solidarietà a Leo Nodari che pare sia stato vittima di un'aggressione da parte di sconosciuti. Auspichiamo che siano al più presto individuati i responsabili. Teniamo a precisare che questo increscioso episodio non ha nulla a che fare con la protesta che si è svolta in maniera assolutamente pacifica. Inoltre ci sembra che il Palazzo di governo sia dotato di sistemi di telesorveglianza e, quindi, è piuttosto facile verificare quanto accaduto».
Manuela Rosa 02/11/2009 16.54
ANCHE LIBERA SI DISSOCIA DALLA ORGANIZZAZIONE
Il coordinamento di Libera a Pescara ha preso le distanze dall’organizzazione del “Premio Borsellino” e «dall’atteggiamento di chi continua a considerare la lotta alle mafie un pretesto per dare vita a passerelle di personaggi la cui storia personale ed istituzionale non presenta nessun elemento di sostegno alla lotta per la legalità e la trasparenza». L’associazione ha chiesto che vengano tolti i loghi che si riferiscono a Libera.
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A tavola Pallotte cace e ove (polpette uova e formaggio) LA RICETTA DEL GIORNO. Una volta era una pietanza povera fatta nelle case dei pastori abruzzesi per utilizzare gli avanzi delle caciotte. Oggi viene servita nei migliori ristoranti di cucina tipica regionale.
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Re: Gasparri al Premio Borsellino: «Salvatore era disisti...
Le 10 domande che avrenno voluto fare a Gasparri e che grazie alle fdo non abbiamo potuto fare: 1) Pensa che Borsellino sarebbe d’accordo con la presenza di circa 10 parlamentari condannati in via definitiva tra le fila del PDL?
2) Pensa che Borsellino sarebbe d’accordo sulla presenza di Dell’Utri in Parlamento?
3) Pensa che Borsellino avrebbe condiviso l’affermazione di Berlusconi per cui Mangano era un eroe?
4) Pensa che Borsellino avrebbe condiviso l’eventualità di una candidatura come quella di Cosentino in Campania?
5) Pensa che Borsellino avrebbe condiviso la candidatura di Mastella, già indagato, alle europee e la sua elezione?
6) Si ricorda che nel 1994 lei affermò che “Di Pietro è un mito”anche quando i giudici del pool entrarono negli uffici della Fininvest? Ha forse cambiato idea?
7) Che ne pensa del lodo Alfano? Sarà dunque contento della sua bocciatura? Se Berlusconi ha tempo per andare con le escort troverà anche il tempo per difendersi, non crede?
8) Perché l’Italia è stata condannata 4 volte dai tribunali (Corte di Giustizia europea, Corte Costituzionale, Tar del Lazio, Consiglio di Stato) per la vicenda Europa 7/Rete 4 anche dopo la legge che porta il suo nome? E perché l’Italia in quanto a libertà d’informazione è scesa al 49° posto nel 2009?
9) Pensa che Borsellino sarebbe stato d'accordo con il mancato scioglimento del Comune di Fondi per infiltrazioni mafiose come richiesto dal Prefetto di Latina e dallo stesso ministro Maroni?
10) Pensa che Borsellino avrebbe condiviso i continui attacchi alla magistratura da parte di Berlusconi (si ricorda “fare i giudici è da disturbati mentali” da Repubblica 2003) e degli esponenti del PDL, tra cui l’accusa di follia ai magistrati che indagano sulla strage di via D’Amelio?
Altro che 10 domande... 10 calci in culo come si deve! Anzi, calci in culo 10 a 10!!!! Vediamo poi se diventa intelligente, visto che c'ha a malapena mezzo neurone!
Re: Gasparri al Premio Borsellino: «Salvatore era disisti...
Ben detto compagno Luke ! La prossima volta però porta il libretto rosso di Mao Tse Tung, si proprio quello che hai sul comodino e che conosci a memoria !
Dall'Associazione Espressione Libre, comunque, ferma solidarietà umana nei confronti della persona Leo Nodari. Ricordiamo a tutti che il Popolo delle Agende Rosse era li per contestare la presenza di Maurizio Gasparri e non il Premio in se. Condivisibili, però sono le aspre critiche che rivolgiamo all'organizzazione, unitamente e con le stesse motivazioni già esposte da Salvatore Borsellino. Ribadisco che se ci sia stata realmente una aggressione, allora sarà facilmente provata dalle telecamere, di cui il parcheggio retrostante la Prefettura è ampiamente fornito. Si dimostrerà che non si trattava di nessuno dei presenti alla nostra manifestazione e siamo sicuri di ciò.
Re: Gasparri al Premio Borsellino: «Salvatore era disisti...
Non c'entro nè con luke nè con lukman. premesso questo vorrei evidenziare l'ipotetica aggressione subita da Nodari. Dov'era la ferita? dov'era il sangue? dov'erano i testimoni? Ma come? uno organizza un premio in onore di Paolo Borsellino e lo si addita come amico dei fascisti? Vorreste far credere che Borsellino era fascista? (per la proprietà transitiva). Inoltre, secondo Gasbarri, il fratello Salvatore non godeva di stima da parte di Paolo. Non potrebbe essere vero? Neanche io stimo mio fratello per le sue idee , per il suo modo di condurre la propria vita. Io so soltanto che in Italia ed a Pescara si è innescata una "guerra" all'illegalità..finalmente dopo anni di lassaiz faire e di collusioni tra elettori ed eletti. relazioni che spesso erano e/o forse sono ancora, basate sulla tolleranza e permissivismo di reati quali spaccio, usura, abusivismo.La mannaia del governo, sia nazionale che locale, sta dando fastidio a qualcuno? Anzichè essere fuori dal palazzo perchè non siete entrati dentro ad ascoltare ciò che si è detto? Poi magari potreste relazionare le vostre impressioni ai commentatori.
Re: Gasparri al Premio Borsellino: «Salvatore era disisti...
Gasparri forse ignora che un mese prima circa di morire Borsellino aveva rilasciato un'intervista ad un giornalista francese, dove parlava dei rapporti mafia-stato, Berlusconi-Mangano_Dell'Utri. Come mai poco tempo dopo Borsellino è morto? Come mai la Mafia dichiara di non aver ucciso Borsellino? Che fine hanno fatto le indagini della Procura di Palermo di cui parlava Borsellino in quell'intervista? Perchè Berlusconi è al Governo e non in carcere?
Re: Gasparri al Premio Borsellino: «Salvatore era disisti...
quante sanguisughe dietro a questo emerito stronzo!!!! questi qua non si dovrebbero nemmeno permettere di nominare i nomi di Borsellino e Falcone. LORO LI HANNO LASCIATI SOLI E SONO I COLPEVOLI DELLA MORTE DI QUESTI EROI E DELLA LORO SCORTA. VERGOGNATEVI PRIMA ANCORA DI NASCONDERVI DIETRO AI NON LEGGERO. SIETE LA FECCIA CHE RISALE IL POZZO. AVEVA RAGIONE IL GRANDE MONTANELLI!!!
«Mi sembra veramente inquietante che dei mafiosi rossi compiano azioni così violente nei confronti di chi garantisce la legalità. Forse era qualcuno che votava per i sindaci che hanno messo a sacco questa città. Probabilmente non può più rubare e picchia gli onesti» Quanto squallore nelle parole del politicante dagli occhi pallati...ma verrà il giorno del giudizio anche per lui...
Re: Gasparri al Premio Borsellino: «Salvatore era disisti...
Gasparri...... chi? Lo stesso che siede insieme a chicco testa in certi cda di certe società di proprietà della famiglia di banchieri storicamente più potente al mondo di tutti i tempi?
Se si, allora capisco che possa dire inesattezze, certe nomine devono essere onorate dedicando molto tempo tutto direi, quindi si capisce che possa essere disinformato o male informato... Avrà chiesto a chicco testa e costui avrà chiesto a bersani informazioni su chi fossero quelli delle agende rosse e li avrà confusi quindi con neo-maoisti nostalgici... Del resto anche il presidente non fu benevole confondevondoli ugualmente con nostalgici di Mao..