Voglio cortesemente richiedere al dott. Rabottini quale presidente del predetto istituto, come si fa per un ettaro di vigneto in Vacri , a richiedere il canone di euro 750 annue, valutando tale ettaro di terreno 30.000 e passa euro (prendndo come base i valori agricoli medi) , quando risulta notorio che attualmente, stante la crisi della viticoltura, da un ettaro , tolte le spese vive, il lavoro e l'ammortamento dell'impianto, al coltivatore non rimane quasi nulla e a volte ci rimette.
Canone che darebbe luogo ad un prezzo di affrancazione di 750 x 15 = 11.250,00 euro per ettaro di vigneto
(PS i valori agricoli medi possono essere facilmente confutati, infatti sei il vigneto si trova in un fosso e a fine ciclo, lo valutate lo stesso 30.000 euro?)
Secondo tale logica bisogna lavorare gratis per la curia, (non facciamo giri di parole con IDSC ecc. ecc.,tanto si sa chi sono i padroni), in modo da permettere a tali persone di vivere nel lusso, arricchendo tutta la corte che gira intorno a tale baraccone, in modo da poter pagare lauti compensi e parcelle a professionisti e imprese amiche.
E tutto cò a discapito della povera gente, che non sà più come sbarcare il lunario e che dopo una vita di sacrifici si ritrova proprietaria di un pugno di mosche.
Per quanto riguarda la rivalutazione dei canoni, la legge non dice un bel niente, dà solo pareri, interpretabili secondo diverse modalità.
E non mi si venga a parlare di prudenzialità nell'applicazione dei coefficienti , quando detto Istituto applica la rivalutazione sulle migliorie apportate dall'enfiteuta , (bisogna migliorare sempre di più , gratuitamente, e pagandoci un canone in proporzione sempre maggiorato , per arricchire e sostenere sempre di più il clero?).
Miglioramento può intendersi anche la variazione del terreno da incolto produttivo a seminativo semplice.
Pertando secondo me bisogna rivalutare i redditi domenicali dei seminativi, ante 1939, con canone non superiore a tale reddito rivalutato, questa è vera giustizia.
Purtroppo sò benissimo che la legge è contro di noi , perchè fatta da poteri più forti , a discapito di noi poveri cafoni, anche se istruiti.
Riflessioni amare le mie , che mi fanno allontanare sempre di più da questa chiesa dedita alla cura delle cose terrene , anzichè delle anime , ma per fortuna la fede è cosa molto diversa dalla chiesa , ed esiste una vera giustizia che non dipende da essa e dagli uomini, in questo io credo.
Comunque bel ringraziamento al popolo di Vacri, un popolo che nel 1992 ha restaurato la propria chiesa madre a proprie cure e spese , con la partecipazione volontaria e gratuita di professionisti,politici e gente comune.
Un popolo che alla richiesta di sostegno economico da parte della curia si è visto dare un contributo irrisorio , mentre pochi anni prima la stesa curia aveva incamerato circa 150.000.000 di vecchie lire dalla vendita dell'ex asilo al Comune di Vacri.
Asilo costruito a spese della comunità e pagata dalla stessa, quindi doppiamente beffata.
Chiesa che ora necessita di nuovi lavori di ristrutturazione , e per cui un comitato ha già raccolto una notevole cifra.
Ora si abbia almeno il buon senso di destinare tale somma a opere pie o alla riparazone dell'orologio di proprietà Comunale.
Due parole a un certo Antonio, (che evidentemente ha gli occhi velati da rancore politico), voglio ricordargli che purtroppo tanto gli usi civici che l'enfiteusi a favore della curia , sono retaggi feudali, legali a norma di legge, e per cui bisogna corrispondere un canone .
L'unica differenza esiste nel fatto che i terreni gravati da uso civico possono essere affrancati per una somma relativamente modesta mentre l'affrancazione dei terreni ecclesiastci per quanto detto sopra costa circa dieci volte di più.

alcune domande al dott. Rabottini