Lunedì 22 Marzo 2010
Ultimo Aggiornamento:
22/03/2010 ore: 10:49:09

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La Curia moltiplica i canoni dei terreni concessi ai cittadini
VACRI. Protestano un centinaio di agricoltori di Vacri che per lunghi anni ha coltivato terreni gravati da un canone enfiteutico a beneficio della curia arcivescovile di Chieti-Vasto (attraverso l'Istituto diocesano per il sostentamento del clero).


«RIVALUTAZIONI DEI CANONI, COME PER LEGGE»

L'enfiteusi è un antico contratto in virtù del quale si cede ad altri il “dominio utile” di un fondo in perpetuità, o per un tempo molto lungo, mediante il pagamento di un annuo contributo in denaro detto appunto canone enfiteutico, in ricognizione del “dominio diretto”, ovvero della nuda proprietà. L'istituto dell'enfiteusi ha lo scopo principale di migliorare i terreni incolti o poco produttivi.
Fino all'anno scorso il canone enfiteutico richiesto dall'Istituto diocesano per il sostentamento del clero era poco più che simbolico (da poche decine a qualche centinaio di euro all'anno), mentre in questi giorni sono arrivati agli utilisti (ovvero i coltivatori dei terreni concessi in enfiteusi) canoni molto più elevati, in qualche caso addirittura decuplicati.
Del problema è stato subito investito il sindaco, Antonio D'Artistotile, che ha promosso una riunione, svoltasi ieri sera, degli utilisti vacresi, insieme al sen. Giovanni Legnini, in veste di consulente legale, per fare fronte comune contro la decisione improvvisa della curia arcivescovile.
«Le leggi in materia di enfiteusi – ha sottolineato D’Aristotile – sono molto vecchie e in alcuni casi di difficile interpretazione, ma indipendentemente da questo aspetto tecnico-legale, ritengo che sia inopportuno, in questo periodo di crisi economica che ha colpito un po' tutta la popolazione ed in particolare le fasce di reddito più basse, che proprio la curia arcivescovile intimi all'improvviso il pagamento di parcelle incredibilmente più alte di quelle normalmente richieste. Chiederò immediatamente un incontro con i vertici dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero e con l'economo diocesano per discutere con loro della situazione e cercare un punto d'incontro che possa essere soddisfacente per entrambe le parti in causa. Credo inoltre che questo problema non investa solo i terreni dei vacresi, ma anche di molti altri utilisti, che invito ad unirsi a noi per fare fronte comune».
19/10/2009 11.42

«RIVALUTAZIONI DEI CANONI, COME PER LEGGE»

La curia arcivescovile di Chieti-Vasto spiega che non ha la gestione diretta degli ex-benefici parrocchiali. «La responsabilità di questi aspetti è dell'Istituto diocesano di sostentamento del clero che è la propaggine locale del servizio centrale di Roma. È al servizio della diocesi, ma non è direttamente controllata dalla diocesi».
Quindi l'arcivescovo e la curia di Chieti-Vasto «non c'entrano niente, se non indirettamente».
«Inoltre», continua la nota, «è necessario non confondere l'Isc (tra l'altro, è stato istitutito da una legge dello Stato e non da regolamenti interni della Chiesa) con la Caritas o le altre agenzie di assistenza sociale. Il primo, infatti, opera per sostenere economicamente l'azione pastorale della Chiesa nella società».
Come ha spiegato qualche tempo ga il presidente dell'Istituto diocesano teatino, Vincenzo Rabottini, l'aumento sarebbe dovuto a «rivalutazioni dei canoni, previste per legge, calcolate con criteri di assoluta prudenzialità, prendendo a base i valori rilevati dal BURA – non determinati in modo arbitrario dal nostro Istituto, bensì da un organo regionale – come indicato dal Ministero dell'Interno con circolare n. 118 del 9 settembre 1999, secondo un'autorevolissimo parere dell'Avvocatura dello Stato».
«I calcoli di rivalutazione», spiegò Rabottini, «proprio perché  elaborati nel rispetto dei suddetti principi di chiarezza e trasparenza, sono stati accompagnati da una lettera inviata ai livellari redatta in modo dettagliato, nella quale sono stati spiegati, passo dopo passo, le modalità e i riferimenti normativi e giurisprudenziali.
In ogni caso, l'Istituto ha sempre dato la propria disponibilità a chiunque ne abbia fatto richiesta, per un colloquio chiarificatore».
20/10/2009 13.03

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Autore Albero
master
Inviato: 19/10/2009 11:57  Aggiornato: 19/10/2009 11:57
Editorialista
Iscritto: 13/10/2006
Da:
Inviati: 1483
 Re: La Curia moltiplica i canoni dei terreni concessi ai...
...questi so' come le banche... aprono l'ombrello col sole e lo chiudono quando piove...
Proprio ora che la crisi economica 'morde' e la gente è affamata...

Non ci resta che andare in chiesa e pregare il Padreterno che ci liberi dagli aguzzini...
kikieda
Inviato: 19/10/2009 16:24  Aggiornato: 19/10/2009 16:24
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 25/7/2009
Da:
Inviati: 437
 Re: La Curia moltiplica i canoni dei terreni concessi ai...
Un trattamento di favore



Gli aiuti economici alla Chiesa cattolica italiana da parte dello Stato italiano comprendono finanziamenti diretti ed altri tipi di oneri economici e finanziari, per un ammontare complessivo di circa un miliardo di euro l’anno. L’otto per mille, finanziamenti a scuole ed università private cattoliche, contrattualistica differenziata per gli insegnanti di religione cattolica nella scuola pubblica, finanziamenti a mezzi di comunicazione cattolici, finanziamenti per infrastrutture di proprietà dello Stato Vaticano, finanziamenti per l’assistenza religiosa negli ospedali pubblici, per non parlare poi delle numerose esenzioni fiscali, trattamenti di favore dai quali scaturisce un mancato gettito per l’erario che rischia di ripercuotersi sulle tasche dei cittadini italiani.



Le principali agevolazioni fiscali a favore della Chiesa sono relative alle imposte seguenti.
IRES: abbattimento del 50% dell’Ires (imposta sul reddito delle società, ndr) nei confronti di una serie di soggetti tra cui gli enti di assistenza e beneficenza e gli altri enti il cui fine è equiparato per legge ai fini di assistenza ed istruzione. Il reddito dei fabbricati di proprietà della Santa Sede è esente dall’Ires, mentre i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto e quelli esistenti nei cimiteri e loro pertinenze non vengono considerati produttivi di reddito, a prescindere dalla natura del soggetto che li possiede. Inoltre, gli immobili pontifici sono esenti da
tributi sia ordinari che straordinari tanto verso lo Stato quanto verso qualsiasi altro ente.
ICI: sono esenti dall’Ici (imposta comunale sugli immobili, ndr) i fabbricati destinati in via esclusiva all’esercizio del culto e le relative pertinenze. A partire dal 2007 è prevista anche l’esenzione dell’Ici per gli immobili di proprietà della Chiesa adibiti a scopi commerciali, basta che sia mantenuta una piccola struttura destinata ad attività religiose.
IRAP: le retribuzioni corrisposte ai sacerdoti dalla Chiesa cattolica non costituiscono base imponibile ai fini dell’Irap (imposta regionale sulle attività produttive, ndr). Occhio di riguardo anche per il trattamento fiscale dei proventi derivanti dall’attività lavorativa dei religiosi appartenenti agli enti ecclesiastici. Il Tuir (testo unico delle imposte sui redditi, ndr) consente agli enti religiosi, per quanto riguarda le spese relative all’opera prestata in via continuativa dai membri degli enti religiosi, ai fini della determinazione del proprio reddito di impresa, la deduzione, per ciascuno dei propri membri che prestano la loro opera nell’attività commerciale imponibile, di un importo corrispondente all’ammontare del limite minimo annuo previsto per le pensioni corrisposte dal Fondo pensioni dei lavoratori dell’Inps.
IRPEF: le retribuzioni, di qualsiasi natura, le pensioni e le indennità di fine rapporto corrisposte dalla Santa Sede, dagli altri enti centrali della Chiesa cattolica e da altri enti gestiti direttamente dalla Santa Sede ai propri dignitari, impiegati e salariati, ancorché non stabili, sono esenti dall’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche, ndr) e dall’imposta locale sui redditi.
DAZI e DOGANE: le merci provenienti dall’estero e dirette alla Città del Vaticano o, fuori della medesima, a istituzioni o uffici della Santa Sede, ovunque situati, sono sempre ammesse da qualunque punto del confine italiano e in qualunque porto della Repubblica al transito per il territorio italiano con piena esenzione dai diritti doganali e daziari.

http://www.azzurra7.it/comunity/index.php?option=com_content&task=view&id=562&Itemid=1
mariofranco
Inviato: 19/10/2009 18:38  Aggiornato: 19/10/2009 18:38
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 30/6/2008
Da: Gissi
Inviati: 357
 Re: La Curia moltiplica i canoni dei terreni concessi ai...
Quanti soprusi Dio fa finta di non vedere, da molti secoli, fosse rimasto cieco, sordo e impotente?
Iachill
Inviato: 19/10/2009 19:56  Aggiornato: 19/10/2009 19:58
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 19/2/2009
Da:
Inviati: 653
 Re: La Curia moltiplica i canoni dei terreni concessi ai...
L'enfiteusi tra privati di solito si estingue "tacitamente" - non legalmente - quando gli aventi diritto passano a miglior vita e nessuno degli eredi reclama più il diritto enfiteutico (una volta erano 50 kg di grano, quattro polli, due prosciutti, e così via); a volte ci possono volere due generazioni.
Con la chiesa - eterna per definizione - non credo che sia come tra privati ...... ma nell'aldilà i rappresentanti in terra del buon dio saranno trattati come noi o no?
O è come da noi ultimamente, che non siamo tutti uguali?
Mi torna in mente una battuta di mia nonna: poveri preti, che mangiano le galline cotte con l'acqua!
kikieda
Inviato: 19/10/2009 22:03  Aggiornato: 19/10/2009 22:04
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 25/7/2009
Da:
Inviati: 437
 Re: La Curia moltiplica i canoni dei terreni concessi ai...
a maggio diamo l'8 per mille alla LAV che è meglio.......
sono meglio i cani che i preti e i politici!!!
Lukman
Inviato: 20/10/2009 6:23  Aggiornato: 20/10/2009 6:23
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 4/11/2006
Da: Pescara
Inviati: 645
 Re: La Curia moltiplica i canoni dei terreni concessi ai...
Agli agricoltori di Vacri io dico di presentarsi sotto il portone della curia con :
-mezzo quintale di grano
-un prosciutto rancido comprato al discount
-3 galline vecchie
Se i preti non accettano denunciateli e rifiutatevi di dare denaro.
Non sono proprio loro che dicono che il denaro è lo sterco del diavolo?
Iachill
Inviato: 20/10/2009 13:01  Aggiornato: 20/10/2009 13:01
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 19/2/2009
Da:
Inviati: 653
 Re: La Curia moltiplica i canoni dei terreni concessi ai...
Guarda, io lo farei tranquillamente, anche perchè non so se l'enfiteusi - anche se monetizzabile (ad esempio se era 10 litri d'olio e quest'anno non l'ho avuto per ragioni climatiche, ti dò 60 €) - è soggetta agli aumenti istat!
master
Inviato: 20/10/2009 14:42  Aggiornato: 20/10/2009 14:42
Editorialista
Iscritto: 13/10/2006
Da:
Inviati: 1483
 Re: La Curia moltiplica i canoni dei terreni concessi ai...
..."«La responsabilità di questi aspetti è dell'Istituto diocesano di sostentamento del clero che è la propaggine locale del servizio centrale di Roma. È al servizio della diocesi, ma non è direttamente controllata dalla diocesi».
Quindi l'arcivescovo e la curia di Chieti-Vasto «non c'entrano niente, se non indirettamente». ...

Ma la Curia non è l'emanazione locale della 'santa sede'? Chi sono i reali beneficiari? (traduco: 'chi mangia il 'pollo'?)

Cominciamo con lo 'scaricabarile'... c'è chi si offre volontario per scaricare i barili nelle dispense?
Antonio100
Inviato: 20/10/2009 18:34  Aggiornato: 20/10/2009 18:34
Commentatore Neofita
Iscritto: 20/10/2009
Da:
Inviati: 1
 Re: La Curia moltiplica i canoni dei terreni concessi ai...
Come mai l'egregio Signor Sindaco D’Aristotile ha dimenticato il canone richiesto dai Comuni per gli "usi civici" risalenti al 1700?
Rispetto tutte le opinioni; tuttavia mi si permetta eccepire che una opinione dovrebbe essere fondata sulla verità e non sui "si dice" o su notizie false e tendenziose... Non mi sembra che i precedenti interventi siano sostenuti da una conoscenza veritiera dei fatti... Se poi vogliamo fare una campagna per l'uccisione di tutti i preti (e potrei anche aderire!) facciamola pure ma non dimenticando che non saremmo molto diversi da tanti politici ed ecclesiastici di turno .
master
Inviato: 20/10/2009 22:15  Aggiornato: 20/10/2009 22:15
Editorialista
Iscritto: 13/10/2006
Da:
Inviati: 1483
 Re: La Curia moltiplica i canoni dei terreni concessi ai...
PERCHE' IL FIGLIO DI DIO AVREBBE DOVUTO PAGARE L'OBOLO A CARONTE?

FORSE E' PROPRIO VERO IL DETTO, ATTRIBUITO A THOMAS HALIBURTON, CHE "LA MORTE E LE TASSE SONO INEVITABILI".

Chi ha orecchie intenda...
diavolik
Inviato: 20/10/2009 23:34  Aggiornato: 20/10/2009 23:34
Commentatore Neofita
Iscritto: 20/10/2009
Da:
Inviati: 1
 Re: La Curia moltiplica i canoni dei terreni concessi ai...
Voglio cortesemente richiedere al dott. Rabottini quale presidente del predetto istituto, come si fa per un ettaro di vigneto in Vacri , a richiedere il canone di euro 750 annue, valutando tale ettaro di terreno 30.000 e passa euro (prendndo come base i valori agricoli medi) , quando risulta notorio che attualmente, stante la crisi della viticoltura, da un ettaro , tolte le spese vive, il lavoro e l'ammortamento dell'impianto, al coltivatore non rimane quasi nulla e a volte ci rimette.

Canone che darebbe luogo ad un prezzo di affrancazione di 750 x 15 = 11.250,00 euro per ettaro di vigneto

(PS i valori agricoli medi possono essere facilmente confutati, infatti sei il vigneto si trova in un fosso e a fine ciclo, lo valutate lo stesso 30.000 euro?)

Secondo tale logica bisogna lavorare gratis per la curia, (non facciamo giri di parole con IDSC ecc. ecc.,tanto si sa chi sono i padroni), in modo da permettere a tali persone di vivere nel lusso, arricchendo tutta la corte che gira intorno a tale baraccone, in modo da poter pagare lauti compensi e parcelle a professionisti e imprese amiche.

E tutto cò a discapito della povera gente, che non sà più come sbarcare il lunario e che dopo una vita di sacrifici si ritrova proprietaria di un pugno di mosche.

Per quanto riguarda la rivalutazione dei canoni, la legge non dice un bel niente, dà solo pareri, interpretabili secondo diverse modalità.

E non mi si venga a parlare di prudenzialità nell'applicazione dei coefficienti , quando detto Istituto applica la rivalutazione sulle migliorie apportate dall'enfiteuta , (bisogna migliorare sempre di più , gratuitamente, e pagandoci un canone in proporzione sempre maggiorato , per arricchire e sostenere sempre di più il clero?).

Miglioramento può intendersi anche la variazione del terreno da incolto produttivo a seminativo semplice.

Pertando secondo me bisogna rivalutare i redditi domenicali dei seminativi, ante 1939, con canone non superiore a tale reddito rivalutato, questa è vera giustizia.

Purtroppo sò benissimo che la legge è contro di noi , perchè fatta da poteri più forti , a discapito di noi poveri cafoni, anche se istruiti.

Riflessioni amare le mie , che mi fanno allontanare sempre di più da questa chiesa dedita alla cura delle cose terrene , anzichè delle anime , ma per fortuna la fede è cosa molto diversa dalla chiesa , ed esiste una vera giustizia che non dipende da essa e dagli uomini, in questo io credo.

Comunque bel ringraziamento al popolo di Vacri, un popolo che nel 1992 ha restaurato la propria chiesa madre a proprie cure e spese , con la partecipazione volontaria e gratuita di professionisti,politici e gente comune.

Un popolo che alla richiesta di sostegno economico da parte della curia si è visto dare un contributo irrisorio , mentre pochi anni prima la stesa curia aveva incamerato circa 150.000.000 di vecchie lire dalla vendita dell'ex asilo al Comune di Vacri.

Asilo costruito a spese della comunità e pagata dalla stessa, quindi doppiamente beffata.

Chiesa che ora necessita di nuovi lavori di ristrutturazione , e per cui un comitato ha già raccolto una notevole cifra.

Ora si abbia almeno il buon senso di destinare tale somma a opere pie o alla riparazone dell'orologio di proprietà Comunale.


Due parole a un certo Antonio, (che evidentemente ha gli occhi velati da rancore politico), voglio ricordargli che purtroppo tanto gli usi civici che l'enfiteusi a favore della curia , sono retaggi feudali, legali a norma di legge, e per cui bisogna corrispondere un canone .

L'unica differenza esiste nel fatto che i terreni gravati da uso civico possono essere affrancati per una somma relativamente modesta mentre l'affrancazione dei terreni ecclesiastci per quanto detto sopra costa circa dieci volte di più.


alcune domande al dott. Rabottini
http://vacanzadaprecaria.weebly.com/

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