Lunedì 22 Marzo 2010
Ultimo Aggiornamento:
20/03/2010 ore: 19:19:09

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Porto di Francavilla: la storia di una futura incompiuta tra veleni e parcelle




L'INCHIESTA. FRANCAVILLA. Ci mancava solo la diossina a complicare i problemi del porticciolo turistico di Francavilla al mare, un cantiere destinato a diventare una delle tante incompiute.






Nato con progetti faraonici per milioni di euro e fortemente voluto dalla passata amministrazione, «l'approdo per la piccola pesca e turistico» in questo primo lotto appaltato doveva essere pronto nel giugno 2008 e invece i lavori sono fermi e chissà quando e se riprenderanno.

LAVORI FERMI IN ATTESA DI RISOLVERE I PROBLEMI DI INQUINAMENTO

Le ultime notizie sono quelle della conferenza dei servizi che si è tenuta nei mesi scorsi a Roma al Ministero, che ha incaricato il Comune di procedere alla caratterizzazione del terreno, da eseguire in contraddittorio con l'Arta, l'agenzia regionale per l'ambiente, per conoscere lo stato dell'inquinamento dei terreni.
Una procedura normale, visto che l'area su cui doveva sorgere il porto è un sito di interesse nazionale (Sin) da bonificare e che una delle ultime analisi prima che partissero i lavori aveva evidenziato in un punto la presenza dei precursori della diossina.
Insomma non bastavano le polemiche sull'appalto che non si doveva fare (in realtà non si sarebbe trattato di un lotto funzionale, come aveva scritto l'ingegner Di Muzio in una mozione discussa in Consiglio comunale e respinta dall'amministrazione Angelucci).
A bloccare tutto -e forse definitivamente- sono stati la mancanza delle autorizzazioni obbligatorie da parte del Ministero ed i problemi di inquinamento rilevati.
Senza dire che l'opera, così come era stata progettata mettendo a carico del Comune la gestione del porto, dal dragaggio alla pulizia dei fondali, avrebbe salassato le già esauste casse comunali.
Insomma una delle tante opere realizzate perché qualcuno aveva trovato i finanziamenti, senza pensare alla gestione negli anni e senza pensare che gli unici beneficiari – viste le parcelle - sarebbero stati i progettisti.
Il futuro del porto?
Non essendoci finanziamenti all'orizzonte, la prima ipotesi è il degrado assoluto, la seconda: qualche accordo con società private per la realizzazione e la gestione dell'impianto.

ASSESSORE D'AMARIO: «NON È COLPA DI ANGELUCCI, DECIDEVANO I TECNICI»

«Stiamo tramando per far cadere Nicolino Di Quinzio».
«Guarda che questo lo scrive e magari qualcuno ci crede».
«Era una battuta. Comunque, il mio interlocutore al telefono dice che non serve: Nicolino cade da solo».
Sprazzi della conversazione di ieri pomeriggio tra l'assessore provinciale Daniele D'Amario, che è anche consigliere comunale di opposizione a Francavilla al mare, e il consigliere regionale Lucrezio Paolini, presente al Consiglio provinciale per ascoltare l'intervento di Eliana Menna, Idv, sui tagli alla spesa sociale operati dalla Regione. Non perde il gusto della provocazione D'Amario, nemmeno quando a precisa domanda sulle vicende del porticciolo di Francavilla, uno dei lavori più ingarbugliati dell'amministrazione Angelucci (anche lì lui era assessore) si infervora.
«Perché colpa di Angelucci o della Giunta? L'appalto mica lo abbiamo fatto noi. Sono stati i dirigenti. Vero collega assessore che sei anche sindaco? Chi lo fa l'appalto?»
«Il Rup, il responsabile unico del procedimento – conferma il collega assessore provinciale e sindaco – viene pagato per questo. E sennò i dirigenti che ci stanno a fare?»
Dunque voi avete approvato un lavoro di cui non sapevate nulla?
«Sapevamo che era tutto a posto: autorizzazioni, finanziamenti, progetti e sono balle anche i discorsi sulla sabbia che sarebbe stata trasportata altrove. Ci sono dichiarazioni precise di chi ha negato questo aspetto», conclude D'Amario prima di rientrare nell'aula consiliare e di sedersi tra i colleghi di Giunta.



QUALCUNO HA SPOSTATO LA SABBIA INQUINATA?

La lingua batte dove il dente duole, perché è molto serio il problema della sabbia spostata o no durante i lavori per la realizzazione del piccolo approdo pomposamente promosso a porticciolo ed invece destinato in origine alla piccola pesca (venne finanziato proprio con questo escamotage).
Come detto, le analisi dell'Arta, l'agenzia regionale per l'ambiente, hanno accertato infatti che in un punto in cui sono stati effettuati i prelievi ci sono – ad esempio - i precursori della diossina. Quindi sarebbe vietato ogni trasporto di sabbia inquinata, in quanto si tratterebbe di rifiuti pericolosi che debbono essere trattati in modo particolare. Se, invece, ci fossero stati spostamenti di questa sabbia, con trasporto in altri luoghi, significherebbe che molti bagnanti hanno preso il sole beatamente sdraiati su sabbia inquinata… e che inquinamento: altro che dermatiti ed eritemi solari. E questo è uno degli aspetti sui quali sono in corso indagini, dopo le denunce delle associazioni ambientaliste. D'altra parte è possibile andare qui per conoscere tutti i dati disponibili fino a qualche tempo fa e però non ancora aggiornati

I LAVORI NON POTEVANO COMINCIARE SENZA L'OK OBBLIGATORIO DEL MINISTERO

Si complica, dunque, la vicenda porticciolo, il cui cantiere è ormai nel degrado?
Lo abbiamo chiesto al Comune di Francavilla (sindaco, direttore generale ed architetto Paola Chiola) ed all'Arta (molto disponibili il commissario ingegner Visca, l'ufficio stampa ed il direttore tecnico della sede di Chieti, dott. Franco De Risio). Secondo quello che ormai è evidente quel cantiere non poteva e non doveva essere aperto in quanto non c'era l'autorizzazione del Ministero.
L'area dei fiumi Saline e Alento era ed è un sito di interesse nazionale (Sin), divenuto tale in forza di una legge di 6 anni fa.
Quindi quest'area è interdetta a qualsiasi intervento senza preventiva autorizzazione ministeriale.
Ciò in quanto la presenza di inquinamento lungo le sponde rende obbligatoria prima la bonifica del sito per ottenere permessi per la realizzazione di qualsivoglia attività.

MA LA REGIONE A SORPRESA AUTORIZZÒ IL CANTIERE

Ed, invece, la Regione autorizzò l'amministrazione Angelucci, come conferma l'architetto Chiola che rivendica la regolarità dell'intervento in quanto all'epoca furono presentate ed approvate anche le relazioni sull'impatto ambientale.
In pratica, mentre da una parte la Regione incaricava l'Arta di provvedere a tutte le azioni per la tutela e la bonifica di questo sito di interesse nazionale (analisi, caratterizzazioni dei terreni, monitoraggio delle discariche ecc.), dall'altra autorizzava il lavoro del porticciolo, con la classica applicazione del detto evangelico “che la mano sinistra non sappia mai quello che fa la destra”.
In realtà all'epoca dell'inizio del lavori nel cantiere, tra il 2007 ed il 2008, ci fu qualche sovrapposizione di competenze tra l'Arta di Pescara e quella di Chieti: la prima riteneva che l'approdo per la piccola pesca e turistico potesse rientrare nel “Progetto mare” che era già partito, tanto che incaricò una funzionaria di un sopralluogo che accertò come l'opera interessasse il fiume e non il mare.
L'Arta di Chieti, invece, rivendicò la propria competenza territoriale e continuò il suo lavoro di caratterizzazione dei terreni e dei sedimenti marini, con carotaggi alla profondità di 4 metri sia sul fiume che sul mare, di fronte alla foce.



L'ARTA AVEVA GIÀ IDENTIFICATO I PROBLEMI DI INQUINAMENTO

Si trattava di accertare in primo luogo lo stato biotossicologico dell'area e poi la presenza di altri eventuali inquinanti.
Per questo lavoro fu fatto arrivare dal Veneto un battello attrezzato e proprio durante questi prelievi in un punto furono trovati i precursori della diossina.
Gli ultimi prelievi furono effettuati proprio poco prima che fosse attivato il cantiere, ci furono le segnalazioni degli ambientalisti ed i lavori furono bloccati anche dalla Forestale.
Con qualche dubbio per lo stato dei luoghi: prima del cantiere il pescaggio era di 80 cm, tanto che il battello attrezzato aveva avuto dei problemi di insabbiamento, poi il pescaggio era diventato di 2,5 metri: sabbia asportata?
Ma non erano rifiuti pericolosi, visto il pericolo diossina?
Come detto, però, l'assessore D'Amario ha escluso questa ipotesi. Intanto si è cercato di capire da dove provenisse questo inquinamento e sembra ormai acclarato che il tutto dipenda dalle discariche abusive a monte, lungo il fiume, risalendo fino a Chieti: infatti questi precursori provengono quasi sicuramente da plastiche e gomme lasciate sulle sponde dell'Alento e bruciate.
Proprio per conoscere con precisione il tipo e l'ampiezza dell'inquinamento c'è stata al Ministero per l'ambiente una conferenza dei servizi che ha incaricato il Comune di procedere alla caratterizzazione dei terreni in contraddittorio con l'Arta.
«Sì, confermo – dichiarano il sindaco Di Quinzio e l'architetto Chiola – abbiamo incaricato un geologo di Spoltore che sta lavorando e che a breve ci darà i risultati. Per il resto non possiamo aggiungere altro».
E così ad un anno dalla fine prevista dei lavori, giugno 2008, siamo ancora nella fase di caratterizzazione dei terreni.
Nessun commento, invece, sulle le voci di presunti errori costruttivi o sui problemi di sicurezza nel cantiere che all'epoca del blocco dei lavori fu chiesto all'Arta di accertare.
«Non ne sappiamo nulla», rispondono al Comune. L'Arta invece conferma e spiega che declinò l'invito perché la competenza sulla sicurezza nei cantieri spetta alla Asl. Ma la voce su qualche problema di stabilità delle fondazioni per le scogliere continua a girare.
Quando, infatti, gli scogli vengono “ricaricati” per proteggere la costa dalle mareggiate, non vengono messi lì, affondati sulla sabbia. Si preparano infatti delle fondazioni per evitare proprio che le scogliere affondino. E non è improbabile qualche controllo proprio su queste fondazioni.



LE PREOCCUPAZIONI DEL COMUNE

Ma quello che preoccupa il Comune è anche l'aspetto finanziario del progetto.
I 2,5 milioni del primo lotto non basteranno nemmeno a completare questo primo appalto e quindi l'approdo rischia di rimanere un'incompiuta, uno dei tanti lavori fatti per spendere comunque i finanziamenti reperiti.
Un aspetto poco conosciuto – e terrificante in prospettiva per le dissestate finanze comunali – è che il progetto prevedeva la manutenzione dell'approdo a carico del Comune che così, tra ricarica delle scogliere, ripascimento della sabbia e manutenzione del porticciolo avrebbe avuto un salasso difficilmente sopportabile.
Ma di questo non si era parlato. Per “fortuna” sono sopravvenuti i problemi dell'inquinamento a bloccare tutto?
Secondo gli ambientalisti aver ipotizzato lavori di sbancamento sull'asta del fiume Alento, così come sul corso del Saline, è stata una gravissima imprudenza visto che così si favorisce l'inquinamento del mare, verso cui - con i lavori in corso - vengono trasportati i rifiuti interrati o solo depositati sulle sponde.
Non è un caso, infatti, che a monte del porticciolo, sotto il ponte dell'autostrada, il Comune è stato costretto a bloccare un altro cantiere (stesso studio di progettazione del porto): si tratta della costruzione del depuratore realizzato dall'Ato per i comuni di Francavilla al mare, Torrevecchia Teatina e Ripa Teatina. Anche qui ci sono problemi di caratterizzazione del sito e non si doveva scavare prima di sapere se la zona era inquinata o no. I lavori dovevano finire nel 2006. Ora il cantiere è chiuso e abbandonato, monumento di un assalto al territorio che veniva spacciato per buona amministrazione.

Sebastiano Calella 02/09/2009 9.54

LA NOSTRA INCHIESTA DEL 2006: GLI ALLARMI INASCOLTATI







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Autore Albero
ALDO-TOM-TOM
Inviato: 2/9/2009 12:06  Aggiornato: 2/9/2009 12:06
Editorialista
Iscritto: 25/11/2008
Da:
Inviati: 986
 Re: Porto di Francavilla: la storia di una futura incompi...
Ma ora chi paga???
Mi domando chi pagherà questo danno causato dalla sciatteria e poca attenzione prestato alla cosa ...
Con i soldi pubblici i politici sono di uno splendore non immaginabile, tanto sanno che non pagheranno mai con i soldi loro, se ne sbattono al ca..o di queste indagini.
Siamo in Italia i colpevoli sicuramente rimarranno impuniti se né STRAFOTTONO.
Perché perdono tempo con queste cose, se poi nessun paga?
Ma quanti incarichi profumatamente elargiti che non hanno prodotto il benché minimo miglioramento o raggiungimento di un qualche obiettivo??!?
questi politici... Pagati anche da noi contribuenti!!!
un saluto
paolini aldo
ALDO-TOM-TOM
Inviato: 2/9/2009 12:22  Aggiornato: 2/9/2009 12:22
Editorialista
Iscritto: 25/11/2008
Da:
Inviati: 986
 Re: Porto di Francavilla: la storia di una futura incompi...
La VAS (valutazione ambientale strategica), come dice la direttiva europea, che dovranno comprendere al loro interno una valutazione delle condizioni ambientali nelle quali si opera.
CSCS persegue l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente applicando le modalità e i criteri ispiratori della certificazione EMAS. In tal senso, applica i principi della precauzione e dell'azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente, nonché sul principio.
"CHI INQUINA PAGA".
un saluto
paolini aldo
mgiangia
Inviato: 2/9/2009 15:59  Aggiornato: 2/9/2009 15:59
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 16/7/2008
Da:
Inviati: 571
 Re: Porto di Francavilla: la storia di una futura incompi...
Vorrei soltanto chiarire il colloquio, dato che è poco chiaro:
«Guarda che questo lo scrive e magari qualcuno ci crede» (Lucrezio).
«Era una battuta. Comunque, il mio interlocutore al telefono dice che non serve: Nicolino cade da solo» (Daniele).
La_Sirena
Inviato: 2/9/2009 18:09  Aggiornato: 2/9/2009 18:09
Commentatore Neofita
Iscritto: 17/2/2009
Da:
Inviati: 20
 Re: Porto di Francavilla: la storia di una futura incompi...
Che fine ha fatto la sabbia nei dintorni della foce del fiume? Semplice. Decine e decine di camion stracolmi l'hanno sparsa per tutto il litorale sud fino alla rotonda stazione nella primavera 2008. E ho visto tutto con i miei occhi, dato che seguivo i lavori con tanta curiosità. Chi non ricorda quei camion che entravano fino ad un metro di acqua per essere caricati?
ALDO-TOM-TOM
Inviato: 2/9/2009 19:52  Aggiornato: 2/9/2009 19:52
Editorialista
Iscritto: 25/11/2008
Da:
Inviati: 986
 Re: Porto di Francavilla: la storia di una futura incompi...
Perché non si ha il coraggio di dire che il male in questo comune sono i suoi amministratori!... vecchi e nuovi.. , ci hanno pure riempito di veleno con i nostri soldi! ... ci hanno avvelenati, punto e basta! .... Recenti analisi chimiche dei terreni hanno evidenziato alte concentrazioni di diossina, ... E' mettendo a rischio anche la salute di noi cittadini. ... ma ci rendiamo conto... sti lazzaroni!!!!!
ALDO-TOM-TOM
Inviato: 3/9/2009 15:34  Aggiornato: 3/9/2009 15:34
Editorialista
Iscritto: 25/11/2008
Da:
Inviati: 986
 Re: Porto di Francavilla: la storia di una futura incompi...
Sono tutti uguali non se ne salva uno!!...
Hanno mangiato, bevuto, si sono arricchiti tutti alle nostre spalle!...
Non hanno un briciolo di dignità, cambiano ideali, partiti, secondo la propria convenienza e senza avere mai e ripeto mai curato gli interessi del loro paese e specialmente quello dei loro cittadini!!...
In questo paese, ci sono i fatti a parlar chiaro...
Tutto il male che è stato fatto ai danni della nostra bella Città e dei cittadini da parte di una classe politica troppo spesso sorda e insensibile a ogni richiamo di buon senso, hanno solo pensato al loro arricchimento personale!!!.
Una schiera di detti “signori” prestati alla politica che si sono arricchiti alle spalle della gente perbene di questo paese!
A testimoniare questo degrado ci sono migliaia di denuncie è inchieste rimasta “lettera morta”.
Se vogliamo aprire un’inchiesta?
Sul banco degli imputati dovrà andarci tutta quella classe politica corrotta... mi fermo qui!!!
un saluto
paolini aldo tom tom

PS.
MA PER QUANTO DOBBIAMO ANCORA SOPPORTARE TUTTO QUESTO?
ALDO-TOM-TOM
Inviato: 6/9/2009 23:03  Aggiornato: 6/9/2009 23:03
Editorialista
Iscritto: 25/11/2008
Da:
Inviati: 986
 Re: Porto di Francavilla: la storia di una futura incompi...
Francavilla è il simbolo del degrado, storico, politico, sociale e culturale!!!.
Nel centro... anzi in tutta la Città... i marciapiedi tutti sfasciati e ridotti a monnezzai... l'asfalto poi... cassonetti puzzolenti che sbarrano la strada ai pedoni... tanta sporcizia, <buche ovunque>, <È uno schifo dappertutto>!!!.
Poi non dico quando passano di solito sempre la mattina presto gli operatori ecologici con le pompe a spalla (Atomizzatori) le case, si riempie di polvere nera... e la dobbiamo anche respirare… invece loro questi “zompa fossi” hanno le ville in periferia dormono bene e respirano anche bene...
Ma dico io, state sempre lamentandovi che non ci sono soldi, che cazzo ci state a fare seduti in quelle poltrone??? ANDATE VIAAAAA... C’E’ SPORCIZIA DAPERTUTTO!!!!!
http://vacanzadaprecaria.weebly.com/

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