Venerdì 19 Marzo 2010
Ultimo Aggiornamento:
19/03/2010 ore: 11:47:33

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Tavolo di lavoro per fermare scavi petroliferi, chiesto incontro con Chiodi
TERAMO. L’Abruzzo del petrolio continua a mettere sull’allarme e a far parlare di sé.

A seguito di un precedente incontro promosso dal Comitato abruzzese per la difesa dei beni comuni, si è deciso di creare un tavolo di lavoro per approfondire ed affrontare “la deriva petrolifera dell’Abruzzo”.
Oggi lo sfruttamento petrolifero, secondo i dati raccolti dal tavolo di lavoro (che oltre al comitato e diverse associazioni, ospita anche istituzioni locali) coinvolge oltre il 50% del territorio regionale, con 221 comuni e l’80% della popolazione.
5.600 i kilometri quadri sfruttati in mare, 700 i pozzi già trivellati e diverse le piattaforme a mare che non rispettano la distanza minima dalla costa sono i numeri di uno sfruttamento di un petrolio «amaro, molto simile al bitume», come lo descrive il tavolo di lavoro.
«Nonostante le rassicurazioni verbali delle istituzioni sul Centro oli di Ortona, i piani delle compagnie petrolifere vanno avanti in tutta la regione, ed anzi i nuovi permessi e gli ampliamenti dell’esistente evidenziano un’accelerazione delle operazioni».
Una ricerca del petrolio che continua impetuosa è anche l’immagine che si riceve contando le sole nuove concessioni.
Nell’affollato tratto di mare tra Ortona e Vasto, l’ultima richiesta è della Vega oil, in data 20 luglio, per un nuovo pozzo a 7km da Ortona. Nel frattempo la Edison chiede, senza incontrare difficoltà, di perforare 4 nuovi pozzi tra Vasto e Termoli a gennaio.
Nuove concessioni che si sommano a quelle della Medoil gas, che a partire dal 2010 lavorerà a pieno regime con la piattaforma “Ombrina mare 2” tra Ortona e San Vito a 5km dalla costa.
Anche la costa teramana avrà le sue piattaforme, come quella della Petroceltic a largo di Pineto. Risale invece al dicembre scorso l’autorizzazione ministeriale all’estrazione in terraferma nelle località fra Pineto, Atri e Città Sant’Angelo, in zona Colle San Giovanni, un appezzamento di circa 23km quadrati di competenza di Eni e Gas plus Italia.
Sempre in terraferma l’inizio del prossimo anno porterà all’avvio il permesso di ricerca a Civitaquana concesso a Vega oil e Petroceltic, interessando un’area di 615km quadrati compresa fra le province di Teramo, Pescara e Chieti, interessando persino parzialmente i Parchi nazionali del Gran sasso e della Majella.
Le concessioni per quanto riguarda la terraferma, al 31 gennaio scorso, interessano i territori di Castel di Lama (79,9kmq), Filetto (50kmq), Miglianico (29,3kmq), San Basile (97,56kmq), Santa Maria Imbaro (99,51kmq), San Mauro (25,32kmq) ed il fiume Treste, nei pressi di Gissi e Cupello (109,6kmq).
Sono molto preoccupati gli operatori economici, soprattutto quelli interessati nelle attività di turismo, agricoltura e pesca. «Raffinerie e trivellazioni non sono compatibili con l’Abruzzo verde e con la produzione delle eccellenze agroalimentari e turistiche del marchio Abruzzo», denunciano i membri del tavolo di lavoro sulla petrolizzazione della Regione.
Le istituzioni e le associazioni che lo formano, ed altre che hanno già annunciato la loro partecipazione, per questi motivi chiederanno di incontrarsi con i vertici regionali, «per chiarire i reali intendimenti in merito al futuro della nostra Regione ed agli obiettivi di tutela dell’ambiente, dell’economia e della salute dei cittadini».
Ma, intanto che le associazioni aspettano la risposta alla richiesta di incontro, inviata al presidente Chiodi il 2 giugno scorso, le perforazioni continuano instancabili, ed apparentemente, inarrestabili.
s.t. 31/07/2009 11.51
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Autore Albero
SinceraMente
Inviato: 4/8/2009 15:36  Aggiornato: 4/8/2009 15:40
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 14/9/2007
Da: ORTONA
Inviati: 445
 E' SUCCESSO !!!!!
CHI HA LOTTATO PER TUTELARE IL PROPRIO TERRITORIO, LA PROPRIA ECONOMIA, LA SALUTE DEI PROPRI CARI, HA OTTENUTO QUESTO:

www.adda-europe.org

e questo:

http://www.noalpozzo.org/noalpozzo_000001.htm

http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/veloce/avvisi/avviso19.htm

chi viceversa, aspetta dormendo sonni "tranquilli" e credendo alle favole dei politicanti di turno, RISCHIA GROSSO, MEGLIO CREDERE AI MEDICI ED AGLI SCIENZIATI QUANDO ASSERISCONO DOPO STUDI ED ANALISI CHE IL PETROLIO E' LA PEGGIORE CATASTROFE PER LA NOSTRA REGIONE, PIUTTOSTO CHE CREDERE AI POLITICANTI FACCENDIERI CHE HANNO SECONDI FINI O CONFLITTI D'INTERESSE ECONOMICO O FAVORI DA RESTITUIRE SOTTOFORMA DI AUTORIZZAZIONI E RAGIONANO SOLO IN TERMINI DI VOTI, POLTRONE E SI RICORDANO DEI CITTADINI SOLO NEI 2 MESI CHE PRECEDONO LE ELEZIONI....... CHE VERGOGNA !
http://vacanzadaprecaria.weebly.com/

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