Venerdì 03 Settembre 2010
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Difetto di notifica: rinviata ad ottobre udienza preliminare su discarica Bussi




PESCARA. Eccolo: il difetto di notifica si è abbattuto anche sull’udienza preliminare che doveva svolgersi oggi sulla discarica di Bussi.




Tutto rimandato al 29 ottobre prossimo. Altri tre mesi di tempo, quindi, prima di poter discutere dei rinvii a giudizio e quindi per stabilire chi dei 27 imputati dovrà andare a processo.
Quello dei difetti di notifica è uno dei mali della giustizia che ormai da mesi fa intoppare tutti i maxi processi pescaresi, scoppiati dirompentemente e sui quali la gente e gli stessi imputati (a volte) vorrebbero riuscire a vedere un pronunciamento.
Ma i tempi si dilatano inesorabilmente: ogni udienza salta, viene rimandata, posticipata.
E si può solo aspettare. Se c’è chi gioisce perché sa che la prescrizione per certi reati è sempre dietro l’angolo, c’è anche chi sbuffa perché vorrebbe arrivare ad una sentenza e magari uscire pulito dai fatti contestati.
E’ successo più volte nell’inchiesta Ciclone che coinvolge ex amministratori pubblici di Montesilvano nella maxi inchiesta che lega a doppio filo politica e imprese del mattone, è successo nel caso dei presunti ricatti sexy dove sono indagati Ernani Barretta, Helg Sgarbi e altre persone.
E’ successo anche per le inchieste che hanno coinvolto l’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso e adesso anche qui, in questa vicenda dove migliaia di cittadini chiedono di sapere cosa sia accaduto.
Ma da quanto è emerso, oltre al difetto di notifica l’udienza è stata rimandata anche per l'applicazione del decreto sul terremoto.
Solo in autunno, quindi, il gup Luca De Ninis ascolterà gli imputati sulla vicenda della discarica di Bussi, dove per molti anni sono state scaricate circa 500mila tonnellate di sostanze tossiche, tra cui cloroformio, tetracloruro di carbonio, tricloroetilene, triclorobenzeni, metalli pesanti.
La Provincia di Pescara ha depositato la costituzione di parte civile e inoltre lo Stato, diversi enti ed associazioni hanno annunciato che si costituiranno parte civile.
In occasione dell'udienza Abruzzo social forum e WWF hanno manifestato davanti al tribunale di Pescara per chiedere «giustizia e chiarezza sugli effetti sulla popolazione».
Tra gli striscioni esibiti dai manifestanti quelli con la scritta «no alle rapine della terra e dell'acqua» e «nessuna impunita» per gli inquinatori.
«Siamo qui- ha detto Augusto De Sanctis, del WWF-per ricordare a tutti che vogliamo giustizia, ma anche per reclamare una riforma della gestione dell'acqua affinchè quanto accaduto non avvenga mai più».
Fra i reati contestati, a vario titolo, ai 27 imputati avvelenamento delle acque, disastro colposo, commercio di sostanze contraffatte e adulterate, delitti colposi contro la salute pubblica, turbata libertà degli incanti, truffa. Fra gli imputati l'ex presidente dell'Aca, Bruno Catena, l'ex presidente dell'Ato, Giorgio D'Ambrosio, e alcuni amministratori della Montedison.
«La nostra presenza oggi con decine di persone davanti al Tribunale di Pescara», ha commentato Dante Caserta, presidente Wwf, «è la testimonianza dell'interesse dei cittadini ad ottenere giustizia in uno scandalo di proporzioni continentali. Il Wwf e i movimenti hanno dimostrato con la propria azione il fallimento dei sistemi di controllo e hanno ottenuto la chiusura di pozzi inquinati da decenni e per i quali gli enti pubblici, pur sapendo, non sono intervenuti, tenendo la popolazione all'oscuro della contaminazione. In considerazione dell'interesse generale di questo processo per centinaia di migliaia di cittadini, anche per gli eventuali risarcimenti dei danni ambientali, che si profilano dell'ordine di centinaia di milioni di euro, è del tutto evidente che deve essere assicurato un iter preferenziale al percorso giudiziario».
«Il rinvio di stamattina di oltre 3 mesi al 29 ottobre dell'udienza preliminare per un banale difetto di notifica», ha concluso Caserta, «non va nella direzione che si aspettano i cittadini. Rivolgiamo pertanto un appello al Presidente del Tribunale di Pescara affinchè questo processo sia trattato in maniera particolare, assicurando tutte le risorse necessarie per garantire un rapido svolgimento delle udienze con un calendario certo. Noi continueremo a vigilare affinchè sia fatta giustizia».


09/07/2009 12.24

I RITARDI DELLE NOTIFICHE

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