Venerdì 03 Settembre 2010
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Costantini-Pd:«Berlusconi bugiardo. Le case non sono finanziate al 100%»



* L’AVVOCATO SPIEGA NEL DETTAGLIO IL “DECRETINO BERLUSCONI”

* BERLUSCONI:«OSPEDALE A FINE MAGGIO, CASE IL 10 SETTEMBRE»


* TERREMOTO: IL TESTO INTEGRALE DEL "DECRETO ABRUZZO" (Pdf)


* TERREMOTO: LE VOSTRE TESTIMONIANZE E DENUNCE NEL FORUM



* I CONTRIBUTI PER LE SISTEMAZIONI AUTONOME, ECCO I MODULI

* PER AVERE I CONTRIBUTI ALLA RICOSTRUZIONE

* L'ELENCO TELEFONICO DELL'EMERGENZA TERREMOTO



L’AQUILA. Ogni giorno che passa aumentano le critiche sul decreto Abruzzo , quello che sancisce le regole per la ricostruzione. Duro il centrosinistra che dopo aver letto il testo si dice stupito per le promesse fatte dal capo del governo poi non mantenute. E sono tanti gli spunti.
E’ critico, molto critico il consigliere regionale Carlo Costantini (Idv).
Sarebbero tanti, per l’ex candidato alla presidenza della Regione, le promesse annunciate in pompa magna e non inserite nel documento ufficiale.
«Non c’è alcun accenno ai contributi a fondo perduto di 150 mila euro per la ricostruzione e di 80 mila euro per le riparazione annunciati in conferenza stampa», spiega, «peraltro già chiaramente insufficienti a garantire l’indennizzo per il 100% dei danni».
Gli unici riferimenti certi, assicura Costantini, rivelano che fino alla fine del 2009 gli aquilani «non riceveranno neppure un euro per ricostruzioni o ristrutturazioni».
Lo stanziamento, infatti decorre dal 2010 (art. 3, comma 6) «e negli anni 2010 e 2011 disporranno di soli 265.500.000,00 (art. 3, comma 6), una somma ridicola, se si considerano le migliaia di edifici distrutti ed inagibili».
Costantini è critico anche sui provvedimenti nei mutui: «l’aiuto e’ limitato nell’importo e circoscritto alla sola abitazione principale distrutta (art. 3, comma 1, lett. C). Ed il contributo offerto con questa metodologia non si avvicina neppure lontanamente al 100% del danno. L’incidenza dei mutui sui valori ante terremoto delle abitazioni ben difficilmente potrà essere superiore al 50%: e lo Stato ha proposto di scambiare il subentro nei mutui con la cessione dell’intero diritto di proprietà dell’abitazione andata distrutta».
C’è poi il capitolo subappalti: «via libera», contesta l’esponente dell’Idv, «fino al 50%, in deroga alla normativa vigente e senza alcun inasprimento dei controlli sulle relative procedure (Art. 2, comma 9). Nella fase definita di “Realizzazione urgente di abitazioni”, per la quale risultano stanziati 700 milioni di euro, qualcuno potrà guadagnare decine di milioni di euro semplicemente ricevendo la commessa e girandola in subappalto».

Secondo il consigliere regionale, inoltre, nei prossimi tre anni non ci saranno 8 milioni di euro da spendere «ma solo 1,5 circa. Il resto arriverà a rate in 24 anni (art. 18, comma 1) a favore dei pochissimi, cittadini o imprese, che nel frattempo saranno riusciti a sopravvivere a L’Aquila».

E anche la data del 10 settembre, giorno in cui dovranno partire le prime consegne delle case, secondo Costantini, non può essere vera: «circa la metà delle risorse a tal fine destinate potranno essere spese solo nel 2010 (art. 2, comma 13)».
E poi ancora «mancano indicazioni chiare sulle procedure e sulla entità dei contributi destinati alla ricostruzione degli immobili industriali e commerciali danneggiati e questo costringe le imprese a prolungare ulteriormente il loro fermo produttivo. Quelle che tra qualche mese sopravviveranno potranno beneficiare – secondo le anticipazioni di Tremonti, dell’importo di massimo 80.000,00 euro e potranno farlo attraverso il meccanismo del credito di imposta».
Sul decreto è già in programma un consiglio regionale straordinario che si preanuncia di fuoco.
Anche la presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane è chiara: «nel Decreto vogliamo vedere indicati nero su bianco i soldi per la ricostruzione e non solo quelli per le casette transitorie. L’Aquila va ricostruita dov’era e com’era. Così non sarà se si impiegano 30 anni per riedificare il cuore della città e dei borghi d’intorno. A leggere il Decreto infatti si parla di dilatazione dei tempi fino al 2033. Una data ridicola che potranno godersi i nostri figli se non i loro figli».
Ieri si è tenuta una riunione con i sindaci del cratere, convocata dalla Provincia, per discutere e coordinarsi.
Una riunione accesissima che ha visto d’accordo sugli stessi punti tutti i partecipanti di ogni parte politica. Insieme si sono individuati gli emendamenti da apportare in tempi ristrettissimi, prima che il Decreto venga convertito in legge, e cioè nel giro di quindici giorni. Martedì è prevista la discussione nella Commissione Ambiente del Senato.



Visualizza Zone individuate per costruire nuove case a l?Aquila -terremoto in abruzzo in una mappa di dimensioni maggiori

I PUNTI DA EMENDARE

• L’accentramento dei poteri al Governo centrale che opera tramite commissario, “sentiti gli enti locali”. Questa dicitura dovrà trasformarsi –propongono sindaci e Provincia- in “d’ intesa con gli enti locali”. Perché così è stato per Marche, Umbria e Friuli, in cui il territorio ha disegnato il suo destino secondo le competenze di ciascun ente, senza espropri dall’alto che risultano estranei all’anima del luogo e alle sue esigenze. «Facciamo presente», ha spiegato Pezzopane, «che stiamo parlando di 38 comuni di cui uno è capoluogo di regione ed altri 37 sono borghi con una specifica e forte identità. A Nocera Umbra sono state di recente consegnate le ultime abitazioni. Sono trascorsi 12 anni. Questi sono i tempi e non è pensabile che un processo così lungo rimanga fuori dal controllo degli enti locali».

• Anche sulla ricostruzione delle abitazioni private si cerca la similitudine tra Umbria e Abruzzo. La copertura del 100% dei costi di ricostruzione delle case è un punto imprescindibile e di questi finanziamenti «non c’è traccia nel decreto, mentre si puntano tutte le risorse sulle case di transizione, che pure vanno bene purché non diventino l’unico investimento».
• Preoccupa inoltre l’opzione di cedere l’immobile alla Fintecna, società che può figliare altri soggetti locali. «Chi non riuscirà a ricostruire con il massimale di 150.000 euro, e questo accadrà in moltissimi casi, potrà cedere l’immobile», ha spiegato la Provincia, «ed il mutuo a questa mega immobiliare che diventerà padrona assoluta del centro storico, con conseguenze speculative immaginabili».
Fin qui la Pezzopane. Per oggi, lunedì, inoltre è convocato un incontro con i settori produttivi, in cui serpeggia altrettanto malcontento per i finanziamenti alle imprese. Anche qui, saranno proposti emendamenti alle insufficienze del Decreto.
Gli emendamenti discussi oggi sono stati affidati al Senatore Luigi Lusi ed all’On. Giovani Lolli, presenti all’incontro, per essere messi a punto e trasferiti in Parlamento per la discussione. Anche l’On. Maurizio Scelli, pur non partecipando direttamente ha dato la sua adesione all’iniziativa.
Il Presidente Pezzopane ha auspicato che tutti i parlamentari abruzzesi partecipino a questa battaglia in difesa del nostro patrimonio e dei diritti di tutti i cittadini senza più casa, lavoro e città.

04/05/2009 8.47

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