Venerdì 03 Settembre 2010
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Parte l’estrazione di petrolio e gas al largo di Ortona


ORTONA. Un futuro di petrolio per Ortona? Insieme al progetto del centro oli che fino al nuovo anno rimarrà congelato, vanno avanti, invece, i lavori nei pressi del porto di Ortona per l'installazione di alcune piattaforme semisommergibili, destinate all'estrazione di idrocarburi e di gas naturale.


Il numero sale così a 7, con gli altri impianti off shore della Edison per l'estrazione di gas naturale e petrolio.
Non solo petrolio della terra, quindi, ma anche quello del sottosuolo marino. Ortona si dimostra una fonte inesauribile di approvvigionamento di oro nero.
Sei gli impianti off shore attualmente presenti che hanno costretto la capitaneria di porto ad emanare una ordinanza per avvisare i naviganti. E all’orizzonte iniziano ad essere visibili sia nei pressi dell’imboccatura dello scalo adriatico sia in corrispondenza di Fossacesia più a sud.
Dallo scorso 22 marzo sono partiti i lavori per una nuova piattaforma semisommergibile, destinata all'estrazione di idrocarburi e di gas naturale, denominata "Galloway" di bandiera Marshall Islands per un periodo di circa 70 giorni.
La piattaforma ha una forma rettangolare con lati di dimensione pari a 55 metri per 102 metri, appoggiata su tre piedi a sezione triangolare è dotata di eliporto avente un diametro di 22 metri e un' altezza sul livello del mare pari a 80 metri circa.
La piattaforma è dotata di una luce bianca ad ogni angolo del galleggiante e una luce rossa sulla torre di perforazione ad intermittenza.
Per i prossimi due mesi nella zona limitrofa è vietato il transito, la pesca, l'ancoraggio e la sosta a qualsiasi unità non impegnata nei lavori e qualsiasi altro tipo di attività non espressamente autorizzata dalla Capitaneria di Porto. Secondo l'ordinanza «tutte le unità navali in transito devono mantenersi ad una distanza di sicurezza di almeno 1 miglio (più di 1.800 metri) dai mezzi operanti e tutte le imbarcazioni che si dovessero trovare in navigazione nelle adiacenze dovranno prestare la massima attenzione alle segnalazioni che potrebbero provenire dalla piattaforma semisommergibile».
Dovranno essere evitate, inoltre, per quanto possibile, l'esecuzione di attività operative in periodi con visibilità limitata.
La base di appoggio a terra è dotata di tutta l'attrezzatura necessaria per un primo intervento di emergenza tramite le navi appoggio in caso di sversamenti accidentali di olio in mare:




LE ALTRE SEI PIATTAFORME

Anche le altre sei piattaforme sono dotate di pannelli di identificazione, fanali a luce bianca, luci perimetrali, nautofoni e fanali fissi a luce rossa.
Stando all'ordinanza è vietata a qualsiasi nave, imbarcazione e/o natante in genere il transito, l'ancoraggio, l'ormeggio entro il raggio di 500 mt. dal punto di posizionamento delle piattaforme.
E' vietato, a tutte le unità transitare e sostare entro il raggio di 500 mt. dalle piattaforme mobili e/o dalle navi di perforazione.
Alle piattaforme possono avvicinarsi le navi appoggio (supply vessel) e/o le imbarcazioni addette al trasporto del personale e dei materiali per il servizio delle installazioni stesse, purché preventivamente autorizzate dalla Società concessionaria.
La Società Edison S.p.A. deve invece attenersi a tutte le prescrizioni impartite dall'Ufficio Nazionale Minerario Idrocarburi e Geotermia (U.N.M.I.G.) competente, mantenere efficienti le strutture e le dotazioni di sicurezza e salvataggio di cui ciascuna piattaforma, «ponendo in atto tutte le misure atte a prevenire l'inquinamento marino e/o danni alle risorse biologiche, e vigilare scrupolosamente sull'efficienza di tutti i segnalamenti ottici ed acustici dandone, in caso contrario, immediato avviso all'Autorità Marittima competente».

26/03/2008 10.03

 



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