Venerdì 03 Settembre 2010
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Due inchieste su Abruzzo Engineering: appalti diretti e operazioni poco chiare

L’AQUILA. Ci sarebbero due inchieste su quella che oggi si chiama Abruzzo Engineering. Si tratterebbe di indagini relative anche al passato, quando la società aveva il nome "Collabora Engineering" (formata al 90% da Collabora spa e da un 10% privato). Nel 2001 le cose cambiano. Viene ridotta la parte pubblica che scende al 45% e quella privata aumenta al 55%. Un meccanismo che avrebbe violato alcune norme del testo unico degli enti locali.




C’è poi un altro filone che riguarderebbe l’affidamento diretto di alcuni appalti. Milioni di euro di lavori che sarebbero stati affidati senza regolare gara.
Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto la Provincia dell'Aquila sottolinea che «già in precedenza la società aveva svolto attività previste nella convenzione, siglata con la Provincia nel 2001, valida fino al 31 dicembre 2006. Su tali affidamenti è illuminante in proposito la sentenza del TAR dell’Aquila n. 619/2004 relativa al citato ricorso che approva l’operato della Provincia, di non erogare fondi POR o del Fondo Sociale Europeo a Collabora. Lo stesso TAR aggiunge: “non va sottaciuta la possibilità di destinare alla stessa (Collabora) fondi del Ministero del Lavoro e della Regione non rientranti nel FSE, nonché di affidare a detto soggetto altre attività previste in convenzione”».
Accadde poi che ci fu una vendita di azioni alla quale non sarebbe seguito il versamento del corrispettivo.
«E’ stata la società Euroservizi (già Collabora)», spiegano alla Provincia dell’Aquila,«a cedere quote azionarie, che sono state acquisite da Regione e Selex (Finmeccanica), rispettivamente per il 60% ed il 30%. Successivamente vi è stato un aumento di capitale sottoscritto da tutti i soci, Regione, Selex ed Euroservizi. Poi, in applicazione del decreto Bersani e degli impegni assunti in sede di protocollo d’intesa per la costituzione dell’Abruzzo Engineering, la Provincia ha provveduto ad assumere direttamente la partecipazione del 10% posseduta dalla sua società Euroservizi».
«Tutto quanto è accaduto con procedure amministrative trasparenti», ha detto la presidente Pezzopane, «e con atti amministrativi collegiali e unanimi del Consiglio provinciale ed è servito a salvare circa 200 persone dal licenziamento, visto lo scadere delle convenzioni al 2006. E’ questo il vero “affare” per il territorio e l’altro “affare” è aver convinto un colosso come Finmeccanica a partecipare a questa straordinaria operazione di rinascita di due società ereditate da precedenti amministrazioni che non avevano più missione, ma che avevano in carico circa 200 lavoratori».
Nei mesi scorsi, a seguito di alcuni esposti, la magistratura ha sequestrato alla Provincia alcune delibere e gli Statuti delle societĂ .

«La notizia dell'apertura di una inchiesta su Abruzzo Engineering è la dimostrazione che le contestazioni fatte in ogni sede, politica ed istituzionale, sull'intrecciato iter costitutivo, sulla dubbia trasparenza della sua attività,sulla illegittima rappresentanza che lo lega alla Regione al di là delle quote azionarie, non erano infondate nè strumentali». E’ quello che ha detto il capogruppo UDC Mario Amicone che ricorda come il presidente Del Turco in occasione della sua audizione sull'argomento in Commissione di Vigilanza era «apparso piuttosto reticente» parlando del prestigio del partner -la Finmeccanica – utilizzando la frase ironica «mi rimetto alla clemenza della Commissione».
«Dai pochi atti a disposizione», continua Amicone, «e dalla lettura delle finalità della Società previste nell'atto costitutivo emerge chiaramente come la stessa Società verrebbe utilizzata come strumento per svolgere quelle attività politico-partitiche (assunzioni, consulenze, sponsorizzazioni e quant'altro) che Del Turco dice che la Regione non dovrebbe più fare ma delle quali nemmeno lui può fare a meno come esponente politico prima dello SDI ed ora del Partito Democratico».
«Ed è l'ulteriore dimostrazione», conclude Amicone, «di come lo stesso presidente mentre denuncia, e lo fa molto bene da consumato populista, gli intrecci tra la politica vera con la bassa politica degli affari, del clientelismo e dell'inefficienza del sistema, poi si serve delle stesse storture, come ha già fatto con la Fira e tutti gli altri Enti strumentali, per fare da dietro le quinte tutto ciò che gli altri non dovrebbero più fare perchè sono la causa dello sfascio dimenticando che dopo due anni di virtuosismo di sinistra in Abruzzo la povertà torna ad aumentare».


30/10/2007 9.31

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