
AGGIORNAMENTO 27 MARZO
UNIONTURISMO INDIGNATA
Il fantastico ed imperscrutabile mondo del marketing territoriale abruzzese l'ha fatta di nuovo grossa.
Già, perché il più "prestigioso" sito di turismo Italia.it realizzato dal Governo, costato 45 milioni di euro (pieno di falle scoperte dagli internauti e spesso inaccessibile) si dimentica di dire che in Abruzzo si può venire a fare una vacanza al mare, distesi sulle nostre spiagge.
Meno male che il nostro assessore regionale al Turismo, Enrico Paolini, è coordinatore nazionale degli assessori per il turismo e ha partecipato in maniera molto attiva alla nascita di questo oggetto non bene identificato….
E qualcuno voleva farci credere che con la sua presenza nel mondo istituzionale "che conta" l'Abruzzo ne avrebbe avuto un ritorno di immagine.
E’ questa una mancanza gravissima, una svista grossolana e umiliante per gli abruzzesi, certo, ma soprattutto per gli italiani costretti a pagare un simile frutto dell’ingegno e della cooperazione una cifra spropositata. Qualcuno aveva anche tentato di farci credere, lo scorso settembre, con la conferenza nazionale del turismo a Montesilvano, che l'Abruzzo mare-monti-collina fosse ad una svolta: ospiti "prestigiosi", la stampa importante e internazionale, ministri, viceministri. Tutti lì a sfilare sorridenti vicino ai politici locali.
Ma sorge una domanda: i turisti, questi sconosciuti, dove sono? Come faranno ad arrivare qui?
Verrebbe da dire ai corregionali che magari sono saltati sulla sedia: “Sorridete, siete in Abruzzo” anche se non è propriamente uno scherzo di cattivo gusto.
E menomale che lo stesso assessore Paolini pochi mesi fa, in piena bufera ritardo per la presentazione del mega portale, aveva detto: «Puntare sulla qualità: ecco la strada del rilancio».
Ma forse anche la quantità di notizie non andava proprio trascurata. Fatto sta che se un turista straniero va su
www.italia.it non arriverà mai in Abruzzo, almeno non per le vacanze estive.
Perché nella sezione "ricerca",

un tedesco, uno scandinavo, un cinese, che decidesse di cercare una spiaggia non avrebbe nessuna indicazione di questa regione. (
GUARDA ci vuole un pò di tempo per caricare la pagina)
Ma il lato sconcertante è un altro.
Che l'Abruzzo affacci sul mare si vede a colpo d'occhio, ci mancherebbe altro.
Ma il simbolino "I" che segnala la meta che vale la pena di visitare ci sta ben lontana.
Che fine fanno le spiagge di Ortona, San Salvo, Vasto, San Vito Chietino, Roseto, Silvi che si spacciano sempre come fiore all'occhiello della regione?
Che fine fanno, soprattutto le richieste e i mille messaggi di aiuto della categoria dei balneatori che spesso (e forse a ragione) chiedono alle amministrazioni locali un supporto?
Altro che erosione delle coste, qui hanno fatto sparire chilometri e chilometri di spiaggia e di mare...
E se vale il detto "mal comune mezzo gaudio", forse possiamo tranquillizzarci perché la stessa sorte è toccata anche alle Marche, al Molise e alla Liguria. Quest'ultima avrebbe anche deciso di denunciare il sito per danno di immagine (
leggi), ma qui in Abruzzo probabilmente non se ne sono accorti. Svegliateli, perché l'estate è alle porte.
Sempre l'assessore Paolini sul portale aveva dichiarato nei mesi scorsi: «Ad oggi in Italia abbiamo addirittura quattro portali (sul turismo, ndr): con il sito unico Italia.it potremo usufruire di un unico strumento di diffusione dell'offerta turistica nazionale senza dimenticare il ruolo chiave delle Regioni».
Speriamo che i turisti stranieri non accettino il consiglio e cerchino le spiagge dell'Abruzzo su qualche motore di ricerca, altrimenti siamo fritti.
Qualche giorno dopo la messa on line del portale tanto contestato è stato ideato anche il blog
"Scandaloitaliano" che svela tutte le magagne del sito.
C'è da dire che di castronerie ce ne sono a centinaia.
Alcuni utenti addirittura denunciano che gli ideatori di Italia.it abbiano
«copiato di sana pianta alcuni testi (esplicitamente coperti da copyright)
poi parzialmente, e goffamente, rimaneggiati». E con l'inglese non se la sono cavati meglio, perché sempre gli internauti hanno
scovato errori grossolani qui.
Un'altra prova del lavoro approssimativo del portale lo dà il motore di ricerca Google. Se si cerca infatti la parola "merda" la prima voce correlata è proprio il sito da 45 milioni di euro (
provare per credere).
LA LETTERA APERTA A PRODIEd è sempre il blog Scandaloitaliano che si è fatto promotore di una lettera aperta al governo per chiedere che siano messi a disposizione dei firmatari atti e documenti pubblici relativi alla realizzazione, durata 3 anni, del portale da 45 milioni di euro
www.italia.it, giudicato unanimamente da designer, progettisti, comunicatori ed esperti del web italiano «al di sotto di ogni standard qualitativo di decenza, e del tutto nocivo all'immagine dell'Italia».
La lettera aperta a Prodi, Rutelli e Nicolais, «è stata scritta», spiega Luca Carlucci, tra gli ideatori del blog «affinché mettano a disposizione dei firmatari gli atti della Pubblica Amministrazione relativi a Italia.it - in nome della trasparenza sui documenti della Pubblica Amministrazione sancita dalle leggi italiane, ma soprattutto in nome di un basilare buon senso etico, civile e politico».
«La lettera», sottolinea Carlucci, «ha un tono civilissimo ed esprime una più che legittima richiesta. E' un semplice atto di cittadinanza attiva, che pone una richiesta altrettanto semplice da soddisfare». In 72 ore sono state già raccolte 1000 firme «di guru, esperti, designer, professionisti e semplici navigatori del web italiano».
La sottoscrizione verrà chiusa il 31 marzo, e la lettera inviata nei giorni seguenti.
Testo e firme della Lettera aperta a Prodi, Nicolais, Rutelli.:
Alessandra Lotti 24/03/2007 10.39
DOPO IL NOSTRO ARTICOLO L'UNIONTURISMO INDIGNATA
La Presidenza nazionale dell’Unionturismo preoccupata per il contenuto fuorviante del portale Italia
www.italia.it che contiene errori madornali nelle informazioni sul Molise, sulle Marche, sulla Liguria e sull’Abruzzo chiede al Governo della Repubblica di porre rimedio urgente alle sviste grossolane che appannano l’immagine del nostro Paese.
«Il portale Italia», spiega il presidente Gian Franco Fisanotti, «contiene gravissimi errori logistici, omissioni, sviste che suscitano sia stupore sia sincera indignazione per la superficialità con cui si è posta allo sbaraglio geografico l’Italia delle Regioni. Per queste ragioni l’Unionturismo chiede agli Assessori Regionali interessati alla clamorosa vicenda di attivarsi nelle sedi istituzionali più opportune per rimuovere un deficit di informazione che fa molto riflettere».
L’associazione ha poi chiesto a tutta la rete nazionale collegata di segnalare tempestivamente agli uffici centrali di Roma ed alla sede organizzativa di Aosta gli errori riscontrati – oltre a quelli già opportunamente indicati dal blog “scandalo italiano” – per attivare presso il competente Dipartimento le procedure per una rapida e salutare correzione.
Il consigliere nazionale dell’Unionturismo, Alfonso Aloisi di Giulianova (Teramo), è stato ufficialmente incaricato di presiedere la Commissione Nazionale Cultura Accoglienza e Turismo con l’obbiettivo di raccogliere un dossier sugli errori presenti nel portale Italia da presentare al più presto sia al Governo che al Parlamento della Repubblica anche nell’ambito dei disciplinari e dei protocolli d’intesa volti a favorire il turismo scolastico nel sistema Italia con una adeguata e corretta informazione.
26/03/2007 7.50
L'ARTICOLO DE LA STAMPA
L'ARTICOLO DE IL CENTRO