ABRUZZO. Anche la Regione Abruzzo sta pensando all'introduzione del software libero e di mandare in soffitta sistemi operativi costosi.
* L’EMENDAMENTO APPROVATO
Un piccolo passo avanti è stato fatto ieri quando in sede di Consiglio regionale è stato approvato un emendamento proposto dall'Italia dei Valori. Non c'è ancora nulla di concreto, forse è bene sottolinearlo, ma la mossa di ieri ha mostrato che forse l'amministrazione regionale è almeno aperta a ragionarci su. In pratica si è detto sì all'introduzione progressiva del software libero, sulla base di un processo di adeguamento della Regione e degli enti da essa dipendenti o controllati, da ultimare entro il 31 dicembre 2012. Adesso bisognerà predisporre una apposita legge regionale senza la quale i buoni propositi sono destinati a rimanere aria fritta ( e si spera non facciano la fine della anagrafe degli eletti, approvata in pompa magna e rimasta in un cassetto). Ma cosa vorrebbe dire per l'Ente Regione passare al software libero e quindi dire addio al costosissimo Microsoft (circa 1 milione di euro all'anno) e aprire le porte a Linux o affini? Prima di tutto un risparmio economico consistente se si pensa che il primo è a pagamento e il secondo completamente gratuito. Ad esempio nella provincia di Bolzano, grazie al passaggio al software libero dei circa 3300 computer ed 85 server utilizzati nella didattica, sono stati risparmiati circa 400. 000 euro all’anno che, anzichè essere impiegati nell’acquisto delle licenze, sono stati reinvestiti nel miglioramento dell´infrastruttura tecnologica. Appena 27 mila i soldi spesi per la manutenzione annuale. Proprio questa sensibile diminuzione dei costi sta facendo capitolare in tutto il mondo sempre più enti pubblici. In Italia hanno già fatto il cambio i Comuni di Firenze, Lodi, Roma, la Provincia di Bolzano. E a Genova è migrato verso l'open source anche l'ospedale Galliera, il secondo della città. Nel resto del mondo i più veloci sono stati il governo del Brasile, il Comune di Monaco di Baviera, il parlamento francese e la gendarmeria, il governo russo e quello svizzero. Secondo il sito bricoliamo.it prima dell'adozione dei sistemi open source gli uffici dell'amministrazione brasiliana spendevano 34 milioni di dollari all'anno in licenze; il Ministero delle Finanze finlandese ha stimato con il passaggio all'open source un risparmio di 26 milioni di euro all'anno; la provincia di Bolzano, per fare un caso italiano, risparmia 1 milione di euro all'anno dopo l'adozione dell'open source per l'informatica dei suoi uffici. Secondo il presidente di Free Software Foundation Europe, Karsten Gerloff, «Il software libero è, per sua natura, adatto alla Pubblica Amministrazione per una serie di motivi. Le PA sono pagate con i soldi dei contribuenti e dovrebbero utilizzare questi soldi per sostenere l'economia locale. Dovrebbero pagare fornitori locali o nazionali per servizi di SL, anzichè acquistare licenze da compagnie oltre oceano. Le PA dovrebbero evitare di sprecare i propri fondi, ed il SL fornisce possibilità di riutilizzo e di soluzioni ad hoc che permettono di risparmiare. Poi c'è la questione della sicurezza dati. Con il software proprietario non si può mai essere sicuri di che cosa faccia con i nostri dati, mentre il SL permette di verificare che i nostri dati vadano dove dovrebbero in maniera sicura». Un altro punto su cui far leva è quello dell'approvvigionamento pubblico. «Quando gli enti pubblici acquistano servizi o prodotti software», spiega Gerloff, «le regole dicono che ci dovrebbero essere pari opportunità anche per chi offre SL. Spesso, queste regole vengono ignorate o aggirate nei bandi d'appalto. Vogliamo rendere gli enti più consapevoli di queste regole ed aiutarli a sviluppare delle strategie per cui i propri bandi siano effettivamente equi verso il SL».
a.l. 29/12/2009 9.43
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L’EMENDAMENTO APPROVATO
Proposta di emendamento al P.A. n. 20/09l: «L.R. n. 3 del 25 marzo 2002 “Ordinamento contabile della Regione Abruzzo”, art. 5: Proposta di Documento di Programmazione Economico-Finanziaria Regionale 2010-2012», approvato con D.G.R. n. 743/C dell’11 dicembre 2009.
A pag. 80 della proposta di Documento di Programmazione Economico-Finanziaria Regionale 2010-2012, dopo il capitolo 3.1.3 “Le nuove tecnologie nella P.A. e l’e-Government” aggiungere il seguente:
3.1.3 bis “Pluralismo informatico”. Al fine di favorire la partecipazione alla vita democratica e la fruibilità dei servizi pubblici da parte dei cittadini e delle imprese, l'abbattimento delle barriere tecnologiche che ostacolano la diffusione della conoscenza e l'innovazione tecnologica nonchè il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica e in considerazione delle positive ricadute sulla concorrenza e la trasparenza del mercato, sullo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica, la Regione Abruzzo: promuove lo sviluppo locale della società dell'informazione e la realizzazione di un sistema regionale integrato e interoperabile, mediante la diffusione delle tecnologie per l'informazione e la comunicazione, secondo criteri di efficacia, efficienza, congruità e ottimizzazione dell'impiego delle risorse nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT); sostiene il pluralismo informatico attraverso l'impiego e la diffusione di formati aperti; predilige l’uso di software libero, nel rispetto del principio costituzionale di buon andamento e del principio di economicità dell’attività amministrativa, di cui all’articolo 1, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi” e successive modificazioni ed integrazioni. Al fine di garantire la più ampia libertà di accesso all'informazione pubblica attraverso il pluralismo informatico, la Regione Abruzzo promuove e incentiva l'uso di formati digitali aperti e non proprietari, per la documentazione elettronica e per le basi di dati. Ciascuno degli enti pubblici e privati, comunque denominati, sui quali la Regione esercita poteri di indirizzo e di controllo: persegue, nelle forme e nei limiti previsti dalla disciplina vigente, la rimozione delle barriere all'accesso alle informazioni, mediante l'adozione di formati standard per la predisposizione dei programmi e delle piattaforme e con l'impiego ottimale dei software a codice sorgente aperto e chiuso; concorre alla diffusione dell'uso di formati standard e di codici sorgente aperti; impiega almeno un formato di dati di tipo aperto, ai sensi dell'articolo 68, comma 3, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, “Codice dell’amministrazione digitale” nelle operazioni di memorizzazione e pubblicazione dei propri documenti, al fine di garantirne la disponibilità e fruibilità.
Gli archivi elettronici di ciascuno dei soggetti pubblici e privati, comunque denominati, sui quali la Regione esercita poteri di indirizzo e di controllo, sono strutturati secondo criteri di interoperabilità mediante protocolli aperti, in modo da consentire agli altri soggetti che ne hanno titolarità e agli enti locali del territorio regionale l'accesso ai relativi dati, in conformità alla disciplina vigente in materia di protezione dei dati personali e nel rispetto dei limiti di conoscibilità dei dati stabiliti dalla disciplina vigente. Ai fini della suddetta interoperabilità, non può essere consentita alcuna limitazione tecnica e giuridica, derivante da brevetti, licenze o marchi comunque denominati. In occasione dell'acquisizione dei programmi informatici, i soggetti pubblici e privati, comunque denominati, sui quali la Regione esercita poteri di indirizzo e di controllo, in conformità all'articolo 68 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e in relazione alle proprie esigenze, effettuano una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico. Tale valutazione dovrà essere svolta analizzando anche gli impatti organizzativi delle diverse soluzioni considerate, comprese, ove disponibili, soluzioni a codice sorgente aperto o a licenza libera. La Regione Abruzzo, nella produzione e gestione di servizi di interoperabilità e di applicativi, si impegna a realizzare e a cedere in riuso programmi software basati su codice sorgente aperto e sull'utilizzo di protocolli e formati, standard ed aperti. La Giunta regionale determina le modalità con cui in particolare vengono svolte le seguenti attività: censire, aggiornare, gestire e pubblicizzare una mappa delle richieste, delle competenze e delle esperienze disponibili sul territorio; favorire la diffusione dei programmi riusabili e a codice aperto anche collaborando nella definizione delle relative attività; promuovere attività di formazione e informazione dirette alle amministrazioni locali e alle piccole e medie imprese (PMI); promuovere forme di coordinamento interregionale e di collaborazione con le amministrazioni locali e con altri soggetti pubblici e privati del territorio regionale, operanti nel settore. La Regione Abruzzo definisce le modalità e le iniziative tecniche, finanziarie e organizzative necessarie per il conseguimento degli obiettivi di cui al presente capitolo mediante l'adozione di apposite linee guida per lo sviluppo della società dell'informazione, approvate dalla Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, e aggiornate di norma con cadenza triennale. La Giunta regionale, in coerenza con le predette linee guida per lo sviluppo della società dell'informazione, approva un programma di ricerca specifico per lo sviluppo di programmi per elaboratore da rilasciare sotto licenza di software libero. La Regione Abruzzo adegua le strutture informatiche e le competenze professionali necessarie per il conseguimento dei predetti obiettivi entro la data del 31 dicembre 2012.
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