Venerdì 03 Settembre 2010
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Chieti ha un nuovo sito, «2.500 euro spesi inutilmente»



IL SITO DI CHIETI COME ITALIA.IT?




LA TRASPARENZA E' UN'OPINIONE CHIETI. Nuovo sito, vecchi problemi. Il Comune di Chieti si rinnova
(www.comune.chieti.it) ma non rinuncia a restare ancorato a vecchi principi. Primo tra tutti la mancanza di trasparenza. A pochi giorni dal lancio del nuovo portale sono già evidenti le lacune che dovevano essere colmate ma che sono rimaste come prima. La più grave è quella della sezione dedicata alle delibere.
Il sito contiene, in apparenza, una sezione dove rintracciare tutti i documenti.
Ma in realtà non c'è nulla di più di una semplice lista di tutte le delibere e di tutti i documenti, solo titoli senza contenuti e non si può leggere un bel niente.
Pagina ancora in allestimento, quella dedicata al Bilancio del Comune (si rimedierà?). Scarna e decisamente insufficiente quella dedicata agli eventi e alle manifestazioni: un calendario e poche righe sono il solo biglietto da visita per chi incappa nel portale e magari non conosce la città. Non ci sono foto, non ci sono descrizioni. Tutto pare buttato dentro senza troppa cura. Da prima elementare la pagina dedicata alle regole su come mantenere pulita la città  (dal titolo "Chieti è bella...ma pulita è più bella"), dove il Comune ricorda di gettare i rifiuti nei cassonetti, raccogliere i bisogni «del tuo migliore amico» (il cane, si spera che intendessero), non buttare per terra carte, lattine e mozziconi di sigarette, non commettere «atti vandalici ai contenitori ed ai segnali».
Decisamente scadente anche la sezione dedicata agli amministratori.
Nella pagine del sindaco c'è l'elenco delle sue deleghe e una foto striminzita stile foto tessera, con relativo indirizzo email (risponderà sul serio?).
Per assessori e consiglieri poche righe, e ci sono le email [url=http://62.77.48.44/chieti/internal.asp?art_id=56117&cat_id=123&category_name=Enti%20territoriali%20e%20altro&art_titolo=E-mail%20amministratori]QUI[/url].
E' possibile scrivere persino ai dirigenti comunali QUI.
C'è però una buona pagina con i moduli da scaricare per presentare molteplici domande e risolvere in breve tempo richieste, autorizzazioni ed altro QUI.
Positiva, almeno, la pagina dedicata ai bandi di gara anche se non tutti i file si aprono correttamente.
Critico sul nuovo portale è anche Cristiano Vignali della Fiamma Tricolore e si domanda se i lavori non siano stati fatti in economia, «forse anche troppa, considerati i pessimi risultati ottenuti».
«Sono stati spesi e sprecati 2.500 euro e tanti mesi di lavoro sono stati gettati al vento dalla noncuranza e dalla superficialità politico−amministrativa dei mal governanti».
E Vignali sostiene che ci siano anche errori di contenuto: «nella sezione "Uffici e Settori", nella parte del VI settore dell'urbanistica come "Funzionario Responsabile" è indicato il Geom. Fernando Vitale andato in pensione ed i giorni di ricevimento pomeridiano per il pubblico sono sbagliati, poichè sono indicati il martedì ed il giovedì anzichè il lunedì ed il sabato».
Tanto lavoro per nulla? E perchè non tener conto degli obblighi precisi della legge in tema di trasparenza e partecipazione alla vita amministrativa?
Perchè ostinarsi ancora a relegare il web come uno strumento marginale?

09/11/2007 12.02

[url=http://www.primadanoi.it/modules/news/article.php?storyid=480]COME ERA IL VECCHIO SITO[/url]

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IL SITO DI CHIETI COME ITALIA.IT?

Cosa hanno in Comune il sito di Chieti il portale bluff da 45 milioni di euro Italia.it?
In apparenza niente, in sostanza gli errori del portale e le discussioni on line tra gli utenti.
Sul blog Pensieri in eccesso www.pensierineccesso.it di Maxime è partita la discussione che ricorda un po' quello che è successo qualche mese fa sul sito Scandalo italiano.
Che le critiche dei blogger riescano a far migliorare il sito?
«La cosa che non riesco ancora a spiegarmi», scrive Maxime, «è il perchè, visitando il nuovo sito, sul browser venga visualizzato l'indirizzo http://62.77.48.44/chieti/: spinto da curiosità, ho provato a salire di una directory per vedere cosa ci fosse su http://62.77.48.44/ e sono andato a finire sul sito dell'Aca di Pescara» Ma non solo: il nuovo sito di Chieti è stato realizzato utilizzando «la stessa piattaforma e lo stesso layout del sito di Pineto http://62.77.48.44/pineto », spiega ancora il blogger, «ad opera della stessa società (Multicom)».
«Se con un pò di umiltà (cosa estranea a questa classe politica)», commenta un utente dal nome Fanatic, «si fossero rivolti alle tante menti elevate attive e pensanti che ci sono in città avrebbero sicuramente ottenuto un servizio di gran lunga migliore, un prodotto funzionale perfetto e certamente, cosa non trascurabile, molto meno costoso».
«Per ora», commenta invece Napolux, «il fatto che presenti i pulsantini di validità (CSS e xHTML) e non validi  il CSS (per l'xHTML sono 3 errori facilmente correggibili) non pone certo a favore di chi lo sviluppa».
«Il sito purtroppo è pessimo», scrive anche Sara, «da tutti i punti di vista e non c'è bisogno di chiedere perizie accurate: tecnici & profani, cittadini & autorità facilmente percepiscono carenze».
«Sul fatto che la Multicom riutilizzi lo stesso template non ci girerei troppo», commenta Pablo Moroe: «è solo segno di mancanza di inventiva, creatività e fantasia. Hanno sì migliorato (e non ci voleva tanto) la qualità rispetto al precedente, ma non hanno dato vita a servizi ormai alla portata di tutti sul mondo telematico. Resto del parere», commenta ancora l'utente, «che 2.500 euro per un sito del genere sono troppi, ma non sufficienti per ottenere un'opera fatta come si deva, all'altezza dei vari portali comunali in giro per il web».
E il blogger contesta anche l'utilizzo di foto vecchie, come questa.
«Delle fotografie utilizzate non ne parliamo», sottolinea Maxime, «ennesima nota dolente: anche in questo caso, però, la colpa non è della Multicom ma di chi gliel'ha fornite».
Insomma tirando le somme: le stesse società curano medesimi siti (guarda un po’ facenti capo tutti al centrosinistra) pur non accumulando stellette e doti di merito.
Ma di tutto questo gli amministratori teatini si sono accorti? Oppure si sono abbandonati fiduciosi alla “preziosa collaborazione”?
Sono a conoscenza degli obblighi di legge legati alla trasparenza?

12/11/2007 9.37



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