Martedì 09 Febbraio 2010
Ultimo Aggiornamento:
09/02/2010 ore: 14:34:29


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Microsoft multata per 497milioni di euro nel segno dell’apertura


La Corte di giustizia europea ha confermato la condanna emessa dalla Commissione Europea nel 2004 nei confronti della Microsoft. L'azienda leader mondiale nel software ha avuto confermata la condanna per abuso di posizione dominante e la relativa multa di 497 milioni di euro.
Il tribunale europeo ha invece annullato (parzialmente) la decisione, in merito alla nomina di un comitato di esperti indipendenti incaricati di sorvegliare il rispetto della decisione.
Bruxelles plaude la sentenza del tribunale di primo grado su Microsoft. «La commissione Europea - come si legge infatti un primo comunicato - accoglie favorevolmente la sentenza» che conferma le multe inflitte dall'esecutivo di Bruxelles.
Per quanto riguarda la questione dei server (i computer centrali che gestiscono le reti interne), la Commissione ha imposto alla Microsoft di rivelare tutte le informazioni tecniche necessarie affinchè produttori di software concorrente potessero realizzare prodotti in grado di dialogare con questi computer.
«La Corte -si legge nella sentenza- conferma che il necessario grado di interoperabilitá richiesto dalla Commissione è ben fondato e che non vi è alcuna incoerenza tra il grado di interoperabilità e il rimedio imposto dalla Commissione».
Il tribunale di prima istanza «respinge le affermazione di Microsoft secondo cui la Commissione in realtà volesse consentire ai sistemi operativi per server di funzionare in ogni aspetto come un sistema Windows, e, dunque, di clonare o riprodurre i propri prodotti».

Bruxelles aveva sanzionato Microsoft perchè il gruppo americano si era rifiutato - questa l'accusa - di fornire ai concorrenti alcune informazioni relative alla interoperabilità e di autorizzarne l'utilizzo per lo sviluppo e la produzione di prodotti concorrenti ai propri sui mercati dei sistemi operativi per i server dei gruppi di lavoro. Come misure correttiva la Commissione Ue aveva imposto a Microsoft di divulgare a qualsiasi impresa che voleva sviluppare e distribuire sistemi operativi le specifiche dei protocolli di comunicazione cliente-server e server-server.
Il tribunale nella sua sentenza nota che la Commissione europea ha insistito espressamente sul fatto che «il rifiuto abusivo imputato a Microsoft riguardava unicamente le specifiche di alcuni protocolli e non sugli elementi del codice risorsa e che non intendeva ordinare la divulgazione di tutti gli elementi ai concorrenti».

Esulta il mondo dell’open software.

«Microsoft non si può più considerare al di sopra della legge» dice Georg Greve, presidente della Free Software Foundation Europe (FSFE).
«Microsoft è riuscita a rinviare questa giornata per quasi un anno, usando le stesse tattiche che hanno fatto deragliare le indagini antitrust in altre parti del mondo, inclusi gli Stati Uniti. Ma grazie alla perseveranza e all'eccellente lavoro della Commissione Europea, in Europa queste tattiche hanno fallito», continua Greve.
Carlo Piana, legale della FSFE ha invece detto:«La FSFE e il Samba Team accolgono la decisione della Corte come una pietra miliare per la concorrenza. Essa mette fine all'idea che offuscare deliberatamente gli standard e intrappolare i clienti costituisca un modello di business accettabile, e obbliga Microsoft a tornare a competere sul terreno della tecnologia software».
«Il Team Samba vuole ringraziare la Commissione Europea per l'ottimo lavoro fatto in questi anni. Milioni di utenti in tutto il mondo coglieranno i benefici di questo lavoro» commenta Jeremy Allison, co-autore del progetto Samba.
Samba è un progetto OpenSource che permette l'interoperabilità e lo scambio di informazioni (sia di file che, ad esempio, di stampanti di rete) in una rete mista, quindi permette lo scambio di informazioni tra pc collegati che presentano diverse tipologie di sistemi operativi (GNU/Linux, Unix, Mac e anche Windows ). Si intuisce allora che se Bill Gates non rilascia le specifiche, viene a mancare di fatto questa interoperabilità.
«Questo è un gran bel giorno per l'Europa, ma è solo un passo lungo il cammino. Negli ultimi anni Microsoft ha continuato a percepire l'interoperabilità come un ostacolo da scavalcare», riassume il legale della FSFE Carlo Piana.
«L'esempio più recente è quello del formato MS-OOXML, che Doug Mahugh di Microsoft ha descritto come una mossa commerciale per rispondere alla minaccia costituita dallo standard ISO ODF, che offre interoperabilità e possibilità di scelta. Considerazioni tattiche, e non tecniche, sono state alla base dei tentativi di Microsoft di condizionare gli enti nazionali di standardizzazione per fare accettare a scatola chiusa il formato MS-OOXML».
Tale formato tuttavia è stato bocciato, e quindi, per ora, non è uno standard (anche se l'azienda di Gates ha intenzione di presentarlo nuovamente). Anche Google è stata d'accordo con la bocciatura di quel formato come standard: ne abbiamo già uno (OpenDocument) non ha senso crearne altri...


Che le cose possano davvero cambiare?
17/09/2007 11.43


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