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Cinema, montatrice pescarese sbarca a Cannes con due cortometraggi

E’ Miriam Palmarella, neo laureata alla Rome University of Fine Arts

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Cinema, montatrice pescarese sbarca a Cannes con due cortometraggi

Miriam Palmarella




PESCARA. Miriam Palmarella, una studentessa di Pescara di 23 anni, neo laureata al corso di Cinema alla RUFA-Rome University of Fine Arts, Centro didattico multidisciplinare e internazionale, sbarca la prossima settimana al Festival di Cannes come montatrice di due cortometraggi selezionati allo Short Film Corner, "Sotto Terra" di Mohamed Hossameldin e "Sticla" di Mario Russo.
«Durante il percorso accademico, abbiamo creato un gruppo di lavoro (Fly Cinema) che con il tempo si è sempre più consolidato e con cui appunto abbiamo realizzato questi due cortometraggi», racconta Palmarella.
«A Cannes avremo l'occasione di stare a contatto con molti produttori e distributori e sarà sicuramente un'opportunità in più per far conoscere anche ai produttori di altri paesi il nostro prossimo progetto (il primo lungometraggio di Mohamed Hossameldin)».
Palmarella ha studiato all’Istituto d’Arte Bellisario di Pescara nella sezione Immagine, Fotografia, Filmica e televisiva e nel 2009 ha vinto il terzo premio nel concorso video dell’associazione Il Faro e il 1° premio nel concorso video istituito dalla sua scuola. 

Nel 2010 si è trasferita a Roma per studiate Cinema e ad ottobre 2014 si è laureta con il Massimo dei voti. Durante il suo percorso accademico ha diretto il videoclip musicale di Miriam Ricordi, ‘Stratega’ e il cortometraggio “Violence”.
«Il montaggio mi ha sempre appassionato», racconta la studentessa pescarese, ««ho iniziato un po' per gioco a casa da piccola, poi ho conosciuto meglio questo ruolo nell'arco dei miei studi, accompagnato sempre da tanti esperimenti quotidiani e tanto studio approfondito. E’ vero che nel campo cinematografico coloro che hanno più notorietà sono i registi e gli attori, ma io ho scelto di intraprendere il ruolo della montatrice proprio perché lavora nel silenzio, ha la possibilità di stare a contatto giorno e notte con le immagini e spesso ha il potere di stravolgere il senso di quelle stesse immagini. Per me è questa la vera magia del montaggio e credo che non ci sia cosa più bella».