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Abruzzo. La cultura violentata, il caso De Fanis da Santoro

Mascitti: «non sono un eroe».

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Andrea Mascitti

Andrea Mascitti

 

 



PESCARA. «Io ho scritto una semplice email da cittadino comune per chiedere contributi per una manifestazione. Ho insistito un po’… poi l’assessore alla Cultura mi ha chiamato».
Inizia così il racconto di Andrea Mascitti, il giovane musicista che con la sua denuncia alla Procura di Pescara ha fatto arrestare l’assessore regionale Luigi De Fanis (Pdl) con l’accusa di concussione. Mascitti nei giorni scorsi aveva già raccontato alla stampa la sua ‘sventura’, ieri lo ha fatto ancora una volta in prima serata su La7, nel corso della trasmissione di Michele Santoro, ‘Servizio Pubblico’, che ha dedicato al caso abruzzese un ampio spazio (dal titolo ‘la cultura violentata’).
«De Fanis mi ha ricevuto», ha continuato Mascitti, «io ero felicissimo. Mi ha detto che la mia manifestazione era prestigiosa, andava supportata e perciò mi chiese di quantificare le spese».

Il giovane stilò il preventivo … «poi in un altro incontro mi dice che dovevo abbassare un attimo i costi e fare aggiustamenti perché dovevano uscire dei soldi per lui, per la campagna elettorale. Ma ha trovato la persona sbagliata perché senza remore la mattina successiva sono andata dal Corpo Forestale dello Stato. Ho sofferto molto in questi mesi ma ho fatto finta di stare al gioco, tanto che l’assessore mi ha affidato un altro compito per il Salone del Libro. Ho letto che loro bevevano champagne con i soldi di noi tutti. Io a Torino ho mangiato un panino e ho dormito a casa di un amico che ringrazio perché mi ha ospitato».
Mascitti si è detto meravigliato del fatto che qualcuno lo abbia considerato ‘un eroe’: «ho fatto solo quello che andava fatto, sono un cittadino che rispetta le regole. Ho una moralità». L’assessore De Fanis nelle intercettazioni definisce il musicista ‘un cretino’: «spero di restare cretino così sempre», ha detto ieri, «sono felice di me stesso, vorrei essere d’esempio. Chi si trova nella mia situazione denunci perché non bisogna avere paura di nulla. Credo nelle Istituzioni ma vorrei che chi ci rappresenta capisse che siamo stanchi di queste cose. La moralità e i valori sono importanti, fare politica è occuparsi del bene comune non certo di altro».