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Lobby d’azzardo e pagamenti ai politici, le domande a cui Letta non vuole rispondere

Sul caso è tornata la trasmissione Le Iene

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Lobby d’azzardo e pagamenti ai politici, le domande a cui Letta non vuole rispondere

ROMA. Cosa succede se un inviato delle Iene prova a fare al premier Enrico Letta una domanda sul suo rapporto con i big del gioco d’azzardo?

La risposta è scritta in un servizio mandato in onda ieri sera nel corso del programma di Italia Uno. L’inviato Filippo Roma in più occasioni ha tentato di porre il quesito al capo del Governo ma è sempre stato ‘rimbalzato’, tenuto a debita distanza, addirittura gli è stato vietato l’ingresso in uno spazio in cui sarebbe potuto entrare perché in possesso di regolare pass per la stampa. «Mi hanno detto che ti devo tenere fuori», gli ha detto chiaramente anche un bodyguard.

La storia è quella già trattata varie volte, recentemente anche dal Movimento 5 Stelle in Parlamento, dei finanziamenti (leciti) che la fondazione Vedrò di Letta avrebbe ricevuto da parte dei big delle slot machine. «30 mila sono andati alla sua fondazione», hanno ricostruito Le Iene, «e 15 mila direttamente a lui». Finanziamenti finiti in una interrogazione parlamentare e mai smentiti dal premier.

Le prime domande se sia opportuno ricevere questi finanziamenti privati sono state rivolte a Letta (senza alcun risultato) a maggio scorso: «signor presidente, perché le compagnie di gioco d’azzardo dovrebbero finanziare i politici?», domanda Filippo Roma. Il premier viene scortato dalla sicurezza e la risposta non arriva. Il giornalista viene placcato come se al posto del microfono brandisse un’arma e viene allontanato.

L’inviato solo qualche giorno prima aveva intervistato un portaborse di un senatore che rivelò: «ci sono le multinazionali che ogni mese per mezzo di un loro rappresentante fanno il giro dei palazzi sia al Senato che alla Camera, incontrano noi assistenti e ci consegnano dei soldi da dare ai rispettivi senatori o deputati» questo «per far sì», rivelò la fonte delle Iene, «che quando ci sono degli emendamenti da votare in commissione o in aula si voti a favore della categoria che paga».

Sempre il collaboratore anonimo sostiene che le stesse aziende siano state poi effettivamente favorite. «E’ opportuno che un uomo politico prenda finanziamenti da una società che basa la sua attività su una concessione dello Stato? Quanto sarà libero un politico di decidere sulle sorti di una società che qualche anno prima lo ha finanziato?», vogliono sapere le Iene. Tra l’altro l’inviato del programma di Italia 1 ha anche ricordato che solo qualche settimana fa il Governo ha deciso di condonare una parte di quel debito che i concessionari di slot e video poker devono dare allo Stato. La sanzione sarà ridotta da 2,5 miliardi di euro a 600 milioni di euro.

Si tratta di una multa per le slot che non erano collegate alle rete informatica del fisco e quindi non pagavano quanto dovuto. Una sanatoria che consentirebbe alla società di vedersi scontato il proprio debito del 70%. «Tra queste società c’è anche la società che finanziò Letta», sottolinea Roma. Ma gli interrogativi restano senza risposta: «perché tre compagnie del gioco d’azzardo dovrebbero dare a Letta e alla sua fondazione 35 mila euro? E se grazie ad uno suo decreto alcune riceveranno lo sconto, per Letta tutto questo è opportuno o no?»

 

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