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La 7: dati in calo, la cessione è sempre più difficile

Secondo Il Giornale i due potenziali acquirenti ancora lontani dal prezzo chiesto

Redazione Pdn

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ROMA. L’incompiuta cessione di La7 e la conseguente permanenza dell’emittente nel perimetro del gruppo Telecom I. potrebbe mettere in dubbio il raggiungimento del target di riduzione del debito della controllante a quota 27,5 miliardi di euro.
Lo scrive il Giornale, sottolineando che i due potenziali acquirenti - la cordata dei fondi Clessidra-Equinox e Cairo Communication - sono ancora ben lontani da offrire il prezzo che la societa’ da meno di un mese affidata al d.g. Marco Ghigliani intende realizzare.
Al Cda del 17 gennaio che dovrà valutare eventuali proposte migliorative di quelle già esaminate in via informale il 6 dicembre scorso: i 300 milioni per l’intero complesso aziendale (emittente + frequenze) dei due fondi e i 100 milioni per la sola tv offerti dal gruppo editoriale.
Da un lato la perdita del 2012 potrebbe avvicinarsi a quota 100 milioni di euro (53,8 milioni nei primi 9 mesi) anche per effetto di un andamento dei ricavi inferiore alle stime. Sara’ difficile, infatti, raggiungere gli obiettivi prefissati all’inizio dell’anno scorso (una crescita del 13% del fatturato) giacche’ nei primi 9 mesi i ricavi consolidati del gruppo erano scesi del 5,2%. Analogamente il cambio di management con l’avvicendamento tra Giovanni Stella e Marco Ghigliani richiedera’ necessariamente tempo perche’ le strategie vadano a regime.
La rete ha comunque mostrato di voler dare una sterzata e ridimensionare i costi, con la soppressione di alcune trasmissioni poco redditizie ma «costose».
Ne sanno qualcosa Cristina Parodi (cancellato il suo programma pomeridiano), il cuoco Gianfranco Vissani e la moglie di Mentana Michela Rocco di Torrepadula (cancellato il loro ‘Ti ci porto io’) o Geppy Cucciari (finito anche G’Day’),
La pausa natalizia, prosegue il Giornale, ha alimentato le indiscrezioni su una possibile alleanza tra i due pretendenti. La prossima asta di 6 multiplex per le frequenze della tv digitale, infatti, rende meno appetibili i 3 mux che fanno capo a TiMedia. L’eccesso di offerta di banda potrebbe incidere negativamente sulla valutazione degli asset.