TV

Coca Cola: censurato uno spot con Simone Rugiati

Accolta la richiesta del Fatto Alimentare

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4669

Coca Cola: censurato uno spot con Simone Rugiati

Una immagine dello spot

TELEVISIONE. Avevano fatto discutere già dalle prime apparizioni quegli spot (3 per la precisione) che univano in un unico concentrato di pochi secondi la cucina made in Italy e la bevanda americana.

Proteste sul web si erano levate anche contro il protagonista (lo chef televisivo Simone Rugiati) che secondo alcuni si sarebbe piegato alle logiche della tv e della pubblicità accettando di accostare la buona cucina e i prodotti che ci invidiano in tutto il mondo (pizza, pasta, mozzarella e salumi) con la bevanda dolce e gassata.
Le tre pubblicità proponevano scene di un’allegra cena tra amici mentre guardano una partita di calcio, una festa di paese e un pranzo in famiglia. In tutte le riprese si suggeriva di bere quella bibita lì. Per una di queste, ovvero quella del pranzo in famiglia, è arrivato lo stop dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria e non andrà più in onda.
Proprio il sito internet che si occupa di alimentazione ne aveva chiesto la sospensione in quanto riteneva che quella pubblicità «proponesse un modello alimentare scorretto avallato da uno chef di grido».

L’organo di controllo ha evidenziato la necessità di «prestare attenzione affinché non si suggerisca una frequenza di  tipo quotidiano della bevanda pubblicizzata. Ciò al fine di non proporre modelli di consumo e stili di vita non  improntati alla massima correttezza, in termini di educazione alimentare e di svolgimento di attività fisica, soprattutto tenuto conto dell’attenzione che ai più diversi livelli viene riservata all’alimentazione e al problema  sociale del sovrappeso».

Il Fatto alimentare aveva denunciato «il tripudio del cattivo gusto e all’incongruenza gastronomica ma soprattutto l’ennesimo messaggio disastroso che propone bibite zuccherate a tavola, una pessima abitudine americana che la società cerca in tutti i modi di trapiantare e inculcare anche in Italia».
Nella comunicazione che Il Fatto Alimentare ha ricevuto per conoscenza dall’Istituto di autodisciplina pubblicitaria si invita Coca Cola a ripensare lo spot, «evitando di suggerire ai consumatori di bere tutti i giorni la bibita, perché è sbagliato proporre modelli di consumo e stili di vita non improntati alla massima correttezza, in termini di educazione alimentare».

«Negli altri soggetti della campagna» non censurati, ha rilevato invece lo Iap, «l’azienda ha reso esplicito il concetto di consumo nell’ambito di  occasioni ‘speciali’ e non certamente quotidiane».