Ivano Fossati, stasera a ‘Che tempo che fa’ per l’addio alle scene

Un lungo viaggio nella musica del cantautore.

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Ivano Fossati

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TELEVISIONE. Racconterà il suo mondo e la storia delle sue canzoni da “La mia banda suona il rock” a “Decadancing”.

TELEVISIONE. Racconterà il suo mondo e la storia delle sue canzoni da “La mia banda suona il rock” a “Decadancing”.
Impegnato nella sua ultima tournée, al termine della quale abbandonerà le scene, scelta annunciata il 2 ottobre scorso a ‘Che tempo che fa’, il cantautore genovese, ospite stasera di Fabio Fazio alle 21.10, su Rai3, con lo speciale "La musica che gira intorno ovvero Ivano Fossati" si congeda con un saluto in musica in compagnia di alcuni tra i suoi più grandi amici come Laura Pausini, Zucchero e Fiorella Mannoia.
«La musica che gira intorno è un titolo profetico - spiega Fabio Fazio - perché la tua vita è veramente una vita intorno alla quale la musica ha girato ma che ha girato anche intorno alla musica».
In collegamento via satellite da Rio De Janeiro in Brasile, dove si trova per la sua tournée, interverrà Laura Pausini per una sua versione “bossanova” de “La mia banda suona il rock”: «la gente impazzisce ovunque io la canti - spiega l’artista - non ne posso fare a meno, perché io sono innamorata di questa canzone».
Oltre ai suoi brani più famosi (tra i quali "Una notte in Italia", "Mio fratello che guardi il mondo", "Viaggiatori d’Occidente") Fossati regalerà al pubblico di “Che Tempo che fa” un’intensa versione unplugged di “Pensiero Stupendo” da sempre affidata alla voce di Patty Pravo e che il cantautore genovese ha eseguito solo una volta dal vivo a Venezia. Assolutamente inedito poi un duetto blues con Zucchero "Sugar" Fornaciari con il quale canterà anche “L’amore fa”. Inoltre in duetto con Fiorella Mannoia proporrà “I treni a vapore”. Inedita infine la versione di “La musica che gira intorno” eseguita insieme a Zucchero e Fiorella Mannoia. Nel corso della serata non mancherà un classico che ha segnato la storia della sua carriera “La costruzione di un amore” che, come racconta Fossati prima di eseguirlo: «nonostante la sua apparenza, è una di quelle canzoni che definisco disperate, che si scrivono a vent’anni perché una canzone così se la scrivi a vent’anni sei un giovane autore, magari un po’ ombroso, un po’ arrabbiato. Se la scrivi a quaranta o a cinquanta sei un disadattato e hai bisogno di cure».
Il rapporto di Fossati con la musica è iniziato prestissimo, «A 8 anni mi hanno mandato un po’ controvoglia a studiare pianoforte e il rapporto è poi cresciuto negli anni - ricorda Fossati - la musica è la mia passione, è un qualcosa in cui mi sono riconosciuto subito». La serata ha offerto anche un’occasione per una riflessione, da parte del cantautore, sulla sua città, Genova: «C’è una parte di Genova che mi piace, quella che non si mette in ginocchio facilmente. La Genova degli anni ‘70, quella operaia che io conoscevo bene, fatta di gente orgogliosa. Ma non stupidamente orgogliosa, fatta di gente che aveva forte il senso della propria dignità, disposta a difenderlo in tutti i modi». Il viaggio intorno alla musica di Ivano Fossati si conclude con alcune toccanti considerazioni del cantautore sui suoi quarant'anni di carriera e l'esibizione da solo, al pianoforte, di un brano di congedo: "C'e' tempo".