Cinema, nel 2011 quasi 4 italiani su 10 hanno scelto film ‘made in Italy’

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Cinema, nel 2011 quasi 4 italiani su 10 hanno scelto film ‘made in Italy’
ROMA. Le pellicole americane perdono il 10% rispetto all’anno precedente. Non c’è dubbio che il 2011 si debba considerare l’anno del cinema italiano.

Né è sicuro Riccardo Tozzi, presidente Anica che ha presentato a Roma i numeri dell’anno appena concluso.
38 dei poco più di cento milioni di biglietti venduti secondo i dati Cinetel sono stati staccati per film italiani, per una quota del 37,5%. «Un risultato straordinario», ha detto Tozzi, «impensabile fino a qualche anno fa, quando ci si avvicinava a quote intorno al 10%». Il mercato è comunque in contrazione «per gli squilibri del circuito, per una oggettiva flessione del cinema americano, per il dilagare della pirateria», ha detto il presidente Anica.
Anche per quel che riguarda il cinema italiano ci sono fattori molto problematici: se è vero, infatti, che il pubblico si è riavvicinato alle opere italiane, è anche vero che, tra i primi 15 film italiani in classifica, solo due sono film d’autore, quelli di Sorrentino e Moretti, e tutti gli altri sono commedie.
«Per il 2012 sono ottimista perché i listini delle case di distribuzione fanno prevedere che ci sarà un buon prodotto, sia italiano, sia straniero», ha commentato invece Lionello Cerri, presidente Anec, associazione nazionale esercenti cinema.
Il 2011 ha visto la produzione nazionale, insieme alle coproduzioni, raggiungere quasi il 40% del mercato.
A registrare un calo è stato invece il cinema americano che è passato da una quota del 57% al 47%: la perdita di spettatori nel 2011 è quindi da ascriversi alle inferiori performance dei film statunitensi.
«Sui risultati delle festività, il calo è stato superiore rispetto alla media dell’anno, ma il calendario non ha aiutato perché i giorni festivi sono coincisi con i fine settimana, sottraendo così giorni importanti agli incassi», nota Cerri. «Se però si considera il mese di dicembre si nota che il calo delle presenze è stato del 7%, quindi inferiore rispetto alla media dell’anno».