PAROLA AI GIUDICI

Consorzio Bonifica Sud, Febbo presenta denuncia alla Corte dei Conti

«Le consulenze non hanno copertura finanziaria»

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Consorzio Bonifica Sud, Febbo presenta denuncia alla Corte dei Conti

ABRUZZO. Dopo la denuncia alla Procura sul caso della nomina alla Asl di Chieti del direttore amministrativo Febbo firma un altro esposto, questa volta sul Consorzio di bonifica Sud.

La denuncia è stata inviata alla Corte dei Conti, per conoscenza alla Guardia di Finanza di Vasto e alla Direzione Politiche agricole della Regione Abruzzo, e l’intento dell’esponente di centrodestra è quello di capire se le iniziative amministrative intraprese in questo ultimo anno dal Commissario del Consorzio di Bonifica Sud corrispondono alle reali esigenze e, soprattutto, se sono supportate economicamente visti anche i problemi finanziari in corso.

Febbo ha allegato all’esposto anche tutta la documentazione relativa alle recenti assunzioni, promozioni, ai mancati introiti delle centraline, al bilancio di previsione e agli aumenti dei canoni consortili richiesti agli agricoltori.

Il presidente della Commissione Vigilanza chiede dunque alla magistratura di verificare la bontà dei provvedimenti firmati dal commissario Rodolfo Mastrangelo e se sia vero, come sostiene, che le scelte intraprese non siano risolutive per le casse dell’ente o determinanti per il bene degli agricoltori costretti a pagare canoni consortili aumentati del 57%, nonostante una puntuale risoluzione in Consiglio Regionale, approvata all'unanimità, ne chiedesse la revoca.

Solo qualche giorno fa, in piena campagna elettorale, è arriva la ciliegina sulla torta con altre due assunzioni a tempo determinato di un impiegato e un ingegnere (come da delibera n.127 e n.128 a firma del commissario Mastrangelo datata il 30 maggio).

La prima «anomalia» segnalata è l’equilibrio di cassa che è negativo e pari a 11,9 milioni di euro. La seconda riguarda l’eccessivo avanzo economico che ammonta a 730 mila euro. Dalla lettura della relazione del collegio sindacale, nella parte entrante, alla voce ‘contribuenza consortile’ sono previste entrate per 3,7 milioni di euro per ruoli principali irrigui e suppletivi. In questi ultimi è stato previsto l’importo di 700 mila euro che dovrebbero rappresentare i maggiori introiti straordinari previsti nel bilancio e derivanti da accertamenti e recupero dell’evasione. L’organo di controllo la ritiene però «aleatoria e non supportata da adeguati documenti giustificativi».

«Nonostante questo», denuncia Febbo nel suo esposto, «il collegio sindacale comunque approva il bilancio».

Eppure proprio qui risiederebbe il problema principale, secondo quanto ricostruisce il consigliere di minoranza che spiega: «senza l’imputazione della posta aleatoria di 700 mila euro non si sarebbe raggiunto l’equilibrio finanziario tra le entrate e le spese e pertanto il bilancio non poteva essere approvato e quindi tutte le assunzioni fatte dal commissario sono senza copertura finanziaria».

E di assunzioni ce ne sono un bel po’: il commissario Mastrangelo solo nell’esercizio finanziario 2016 ne ha firmate una decina per circa 64 mila euro.

Ma Febbo contesta pure il fatto che nonostante il ricorso a tante professionalità il bilancio di previsione sia stato redatto nel mese di maggio 2014 e indichi ancora i residui presunti al 31 dicembre 2015 o che nella relazione allegata al bilancio di previsione il commissario nulla dica sull’azione di risanamento e soprattutto quali azioni porre in essere per ridurre il disavanzo di amministrazione.

«opo svariati interventi ai quali non è seguita nessuna risposta plausibile – spiega Febbo - e alla luce di quanto accaduto nell’ultimo anno, mi sono visto costretto a coinvolgere gli organi competenti al fine di fare chiarezza sulla condotta assunta dai vertici dell’ente consortile. A più riprese, avvalendomi anche di denunce scritte, avevo messo in evidenza come si stesse delineando una situazione preoccupante per il futuro dl Consorzio».