Fondi ricostruzione, monsignor D'Ercole indagato: «sono sincero e ho fiducia nella magistratura»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ieri mattina  Il vescovo ausiliare dell’Aquila monsignor Giovanni D’Ercole è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura dell’Aquila per i reati di false dichiarazioni e favoreggiamento.

L'AQUILA. Ieri mattina  Il vescovo ausiliare dell’Aquila monsignor Giovanni D’Ercole è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura dell’Aquila per i reati di false dichiarazioni e favoreggiamento.

Questa mattina è proprio il diretto interessato a confermare la notizia. «Con dispiacere», commenta, «ho ricevuto ieri un avviso di garanzia nel quale mi si accusa di non aver detto la verità al giudice quando sono stato ascoltato come persona informata e di aver comunicato notizie riservate a persona indagata. Posso solo ribadire la mia sincerità, confermare che ho piena fiducia nella Magistratura e che, pertanto, quando sarò ascoltato nuovamente avrò modo di chiarire tutto e di dimostrare la mia perfetta buona fede. Sono grato a tutti coloro che in questo momento mi sono vicini».

L'inchiesta è quella scoppiata qualche settimana fa sulla Fondazione Abruzzo solidarietà e sviluppo, che ha già portato all’arresto (ora c'è solo l’obbligo di dimora) di Fabrizio Traversi e di Gianfranco Cavaliere. Le indagini coordinate dalla procura della Repubblica dell'Aquila, parlano di un tentativo di truffa relativo a parte dei 12 milioni di euro, i cosiddetti fondi Giovanardi, stanziati per progetti sociali nei comuni del cratere dal Dipartimento delle politiche della famiglia.

Ma ci sono anche altri tre indagati: l’ex assessore regionale e provinciale Mahmoud Srour, il sindaco di San Demetrio ne’ Vestini Silvano Cappelli e il presidente di Eurispes Abruzzo Nicola Ferrigni. D’Ercole nei mesi scorsi è stato vicepresidente vicario della Fondazione presieduta dal metropolita monsignor Giuseppe Molinari. I due presuli a settembre hanno lasciato il loro posto presentando le dimissioni e uscendo dalla Fondazione e nelle scorse settimane si sono definiti «vittime» di un intero sistema che li avrebbe colpiti senza rendersene conto. «Siamo stati inconsapevolmente imbrogliati», ha ripetuto più volte D'Ercole.

«Cari sacerdoti», aveva scritto in una accorata lettera nei giorni scorsi, «non lasciateci soli. Sia l'Arcivescovo che il sottoscritto abbiamo riconosciuto di avere riposto la fiducia in persone sbagliate e per questo, per quanto mi concerne, mi assumo la responsabilità e chiedo scusa per essermi fidato. Fortunatamente nulla è stato consumato: si tratterebbe infatti di un presunto 'tentativo di truffa' sventato dagli inquirenti»

09/11/2011 12.51


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