Terremoto, annullati gli atti di gara per il Tribunale aquilano

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il Tar dell'Aquila ha accolto il ricorso presentato dalla Pa.Co. Pacifico Costruzioni Srl di Napoli che ha impugnato il verbale di gara e tutti gli atti connessi con i quali e' stata esclusa dalla partecipazione alla gara d'appalto per la ristrutturazione e adeguamento sismico del Tribunale dell'Aquila.

Parti resistenti il Provveditorato alle Opere Pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna, che ha sovrinteso la procedura di gara, e l'associazione temporanea di imprese Gdm Spa di Peschiera Borromeo (Milano) in qualità di aggiudicataria con il 25,98 % di ribasso. Nel documento del Provveditorato, il quarto verbale, con numero di repertorio 328 del 26 novembre 2010, la Pa.Co. Pacifico Costruzioni Srl e' stata esclusa per non aver immesso nel plico di partecipazione alla busta "Documentazione Amministrativa", la dichiarazione prevista al punto 1, della pagina 10 del disciplinare di gara, riguardante la domanda di partecipazione.

L'appalto prevede i lavori di adeguamento e parziale ricostruzione degli immobili sede del Tribunale dell'Aquila danneggiati a seguito del sisma del 6 aprile 2009, con un importo a base d'asta di 19 milioni e 113 mila euro, comprensivi di 330 mila per oneri di progettazione definitiva, 450 mila per oneri di progettazione esecutiva, entrambi soggetti a ribasso d'asta, e 1 milione e 97 mila per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso.

Il Tar, nel dispositivo di sentenza 509/2011, ha annullato tutti gli atti impugnati condannando al pagamento delle spese legali il Provveditorato e l'Ati Gdm Spa, riservandosi di comunicare nei prossimi giorni le motivazioni che hanno portato alla decisione.

Intanto al Dna.Italia di Torino è stata rappresentata una visione completa di tutto il lavoro svolto dalla struttura del Commissario per la Ricostruzione nei termini generali di tutela del patrimonio culturale, in cui rientrano a pieno titolo, non solo gli edifici monumentali, ma anche i centri storici.

Marchetti ha illustrato il catalogo dei Beni Culturali colpiti dall’evento sismico del 6 aprile 2009 focalizzando l’attenzione su come, fin da subito, si è avviata la campagna di rilevamento del danno a chiese e palazzi sia pubblici che privati, culminata nella realizzazione di un database di informazioni utile alla programmazione e al coordinamento della successive attività di recupero. «I dati raccolti sono stati informatizzati e organizzati – ha spiegato il vice Commissario -  in un sistema territoriale georeferenziato creato sulla scorta della Carta Tecnica Regionale che permette il recupero sistematico ed immediato delle informazioni. La messa in sicurezza dei beni storico-artistici è stata avviata dalla struttura  con l’obiettivo della preservazione di tutto il patrimonio danneggiato».

«Il terremoto in Abruzzo – ha detto ancora Marchetti - è stato il banco di prova del procedimento di progettazione e realizzazione degli interventi di messa in sicurezza, frutto dell’esperienza maturata nei recenti terremoti». Il vice Commissario ha portato, inoltre, al Lingotto di Torino una serie di pannelli con didascalie tecnico-scientifiche sul lavoro realizzato per mettere in sicurezza il patrimonio culturale del cratere sismico. E tornando sulla tutela dei centri storici minori Marchetti ha aggiunto: «è un aspetto di tutta centralità del dibattito italiano e costituisce una materia in piena evoluzione dal momento che, nonostante la sensibilità da parte degli addetti ai lavori risalga all'inizio del secolo scorso, solo negli ultimi anni questa ha trovato una risposta più concreta  sul piano politico con la promozione di specifici studi e normative».

RICOSTRUZIONE CASE ATER RIMANE AL PALO 
Poi c'è Pio Rapagnà che da mesi si batte per la ricostruzione delle abitazione di edilizia residenziale. «La Conferenza dei Capigruppo del Consiglio regionale, ancora una volta negli ultimi due anni, non ha accolto la richiesta di inserire all'ordine del giorno la discussione e l'approvazione di una 'Legge regionale ad hoc' per la ricostruzione 'leggera e pesante' e sulla 'urgentissima' messa in sicurezza antisismica della edilizia residenziale pubblica, dentro e fuori il cratere», denuncia Rapagnà, coordinatore del 'Mia Casa d'Abruzzo'. L'associazione chiede al Consiglio regionale di «intervenire, con un atto legislativo di indirizzo e di controllo, a sostegno della ricostruzione, che tantissime famiglie ancora sfollate attendono con ansia e sempre maggiore preoccupazione». «Perchè - si chiede Rapagnà - il Consiglio regionale non interviene a sostegno della riparazione, ricostruzione e messa in sicurezza antisismica degli alloggi pubblici delle ATER, del Comune dell'Aquila e degli altri tantissimi Comuni dentro e fuori il cratere? In pochi mesi - osserva - si sarebbe potuto riconsegnare a molte famiglie assegnatarie di alloggi ATER, del Comune dell'Aquila e della Provincia, un'abitazione stabile e sicura: solo un deludente 15 % delle famiglie assegnatarie degli alloggi pubblici hanno potuto fare ritorno nelle loro abitazioni».

04/11/2011 10.42